Lo Spezia ha la garra, la Sampdoria no: 2-1

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Lo Spezia vince con merito la sua prima, storica partita casalinga in serie A, e lo fa nell’inedita sfida regionale contro la Sampdoria.

Gli aquilotti si sono dimostrati complessivamente più intraprendenti e vogliosi, mettendo in campo più grinta e più ordine rispetto ad una Sampdoria apparsa per lunghi tratti svagata e disordinata, lontana parente della squadra ordinata e ficcante che aveva messo sotto l’Inter a Marassi.

La prima mezz’ora è di grande intensità, tanto da far faticare il cronista a raccogliere gli innumerevoli spunti di cronaca.

Nei primi minuti il pressing alto della formazione di Italiano, che schiera un 4-3-3 molto propositivo, mette in ambasce la retroguardia blucerchiata, che con due errori di palleggio mette Nzola nella condizione di pungere ma senza esito.

Sull’altro fronte è Keita, brillante in partenza ma poi progressivamente spentosi fino a uscire dalla partita, a creare grattacapi alla difesa di casa al 9′ e all’11’, murato in entrambe le occasioni dall’ex Chabot e da Provedel.

I ritmi sono frenetici: al 14′ Nzola non riesce a dare precisione e potenza alla sua conclusione e consente ad Audero di rimediare con il corpo, e due minuti più tardi Farias, ottimo il suo primo tempo, pesca Estevez che calcia fuori di poco.

Al 20′ il primo vantaggio per i padroni di casa: sulle conseguenze di un calcio d’angolo Chabot fa da sponda per Terzi che in mezzo alle belle statuine blucerchiate colpisce di testa. Audero risponde sulla traversa ma la palla ricade oltre la linea per l’1-0.

Il tempo di rimettere la palla al centro e la Sampdoria reagisce con veemenza. Prima è Jankto, stasera piuttosto confusionario, ad impegnare Provedel in una deviazione in corner, preludio al pareggio, che arriva due minuti più tardi con un’azione da manuale. Candreva recupera palla sulla tre quarti difensiva e innesca Keita. Da questi a Damsgaard e infine a Jankto, sul cui cross è ancora Candreva a completare l’opera da lui stesso iniziata con un destro al volo che Provedel può solo toccare. 1-1 e tutto da rifare.

Lo Spezia riprende ad attaccare e al 27′ è ancora Farias a centrare per i compagni, ma sul suo bel pallone Estevez e Nzola, liberi, si ostacolano ottenendo solo un calcio d’angolo, sul quale è Pobega – gara di sacrificio la sua – a sfiorare la rete di testa.

L’ultimo quarto d’ora della frazione vede le due squadre rifiatare ed è la Sampdoria a tenere di più il pallone, senza però creare occasioni importanti.

La ripresa inizia a ritmi del tutto diversi rispetto al primo tempo, e di fatto il primo episodio degno di nota è l’azione che porta al definitivo vantaggio dei padroni di casa. Su uno spiovente da sinistra Thorsby, in ritardo sull’avversario, spinge Pobega in area. Per Piccinini è rigore, che Nzola trasforma calciando con grande precisione alla sinistra di Audero, che intuisce ma non può arrivarci, complice forse anche un colpo ricevuto alla spalla nel primo tempo.

Ci si attende una nuova reazione blucerchiata che però stenta ad arrivare, complici forse anche i cambi – tardivi e non tutti azzeccati – effettuati da Ranieri per sbloccare una situazione che vede la Sampdoria faticare al momento di creare gioco, mentre nello Spezia si fa apprezzare soprattutto Agoume, che fa spesso girare a vuoto il centrocampo della Sampdoria.

Al 26′ Keita va giù in area bianconera, ma Piccinini lascia proseguire, ammonendo per proteste Jankto che – diffidato – salterà il match di sabato contro la sua ex squadra, l’Udinese.

Negli ultimi dieci minuti la squadra di Ranieri prova a scuotersi con gli ingressi in campo di Verre, Quagliarella e poi Ramirez e Leris. E’ però la squadra di casa a sfiorare il gol della sicurezza con Piccoli, che nel frattempo aveva rilevato un esausto Nzola,

Le migliori occasioni per la squadra ospite, capace solo di lunghi e spesso imprecisi palloni verso l’area avversaria, arrivano nel recupero, e sempre su mischia. Al 45′ è Thorsby a sgorbiare di sinistro da ottima posizione un bel pallone spedito a centro area da Ramirez, e due minuti più tardi Yoshida colpisce di testa a lato un’altra punizione del fantasista uruguagio, gettato nella mischia da Ranieri con buon profitto (avrebbe forse meritato un minutaggio superiore) al posto di Keita.

C’è ancora tempo per un errore di Marchizza, che cincischia nell’area blucerchiata, e poi tutti a festeggiare il successo degli aquilotti, che con questa vittoria raggiungono quota 17 punti e danno continuità alla vittoria di Napoli.

Non così per la Sampdoria, che ha patito oltre misura la grinta spezzina, alla quale ha risposto in modo sufficiente solo nel corso della prima frazione. Troppo compassato il centrocampo, dove Thorsby è stato annullato – con uno schema quasi da football americano, difesa sui difensori – dalla prestazione di sacrificio di Pobega, ed Ekdal è apparso troppo compassato e poco lucido, sicuramente meno ispirato del Silva ammirato per lunghi tratti contro l’Inter. Sprazzi di buone giocate da Damsgaard e da Candreva, con Keita che si è visto solo nel primo tempo e con Verre, Quagliarella e Ramirez entrati quando era ormai complicato cambiare l’inerzia della partita.

Spezia (4-3-3): Provedel 6,5; Vignali 6 (80′ Ferrer n.g.), Terzi, 6,5, Chabot 6, Marchizza 6; Estevez 6 (80′ Maggiore n.g.), Agoume 6,5, Pobega 6 (89′ Erlic n.g.); Gyasi 6, Nzola 6,5 (80′ Piccoli n.g.), Farias 6,5 (65′ Agudelo 5,5). Allenatore Italiano 6,5.

 

Sampdoria (4-2-3-1): Audero 6, Bereszynski 6, Yoshida 5,5, Colley 5,5, Augello 6; Thorsby 5,5, Ekdal 5,5; Candreva 6 (dal 85′ Leris n.g.), Damsgaard 6 (dal 79′ Verre n.g.), Jankto 5,5 (dal 79′ Quagliarella n.g.); Keita 5,5 (dal 85′ Ramirez 6). Allenatore Ranieri 5,5,

 

Ammoniti Yoshida 34′, Farias 37′, Bereszynski 55′, Jankto 71′, Gyasi 92′ Marchizza 94′.

 

Calci d’angolo 4-2 per lo Spezia.

 

Arbitro:  Piccinini 6 (Raspollini – Perrotti).

Giuseppe Viscardi

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