Il Genoa “gela” Mihajlović: secco 2-0 al Bologna su “un campo di patate”

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Funziona la cura Ballardini, sette punti nelle quattro partite della sua gestione, gli stessi ottenuti da Maran nelle precedenti tredici: la partita è stata mediocre ma sono arrivati tre punti fondamentali in chiave salvezza che fermano ed avvicinano il Bologna, reduce da cinque pareggi consecutivi.

Nel “galoppatoio” sulle sponde del Bisagno, sferzato dal gelo e dalla tramontana, con una temperatura intorno allo zero ma ben più bassa dal punto di vista della percezione, Ballardini inserisce per la prima volta Bani nel terzetto difensivo, con Criscito esterno di centrocampo nella cinque mentre Mihajlovic ha scelte obbligate soprattutto nel reparto difensivo e manda in panchina Barrow, affidando all’ex Palacio il peso dell’attacco.

Passano 28 secondi e Destro approfitta di una dormita dei centrali ospiti ma la sua conclusione in precario equilibrio viene sventata senza problemi da Da Costa, che si ripete nei primi tredici minuti sul sinistro da fuori di Criscito con un volo plastico e subito dopo su una conclusione troppo debole di Zajc, imitato subito dopo da Perin che fa sua senza problemi la conclusione da fuori di Vignato. Gli ospiti fanno maggior possesso palla (a fine frazione il sessanta per cento) ma non riescono a liberarsi al tiro, il Genoa gioca molto sotto la linea della palla e ne esce un primo tempo molto tattico, fatto di tanti duelli a centrocampo ma senza particolari problemi per i due portieri, con Mihajlovic che a metà tempo descrive in maniera alquanto colorita le condizioni di un terreno davvero indegno di ospitare un incontro di calcio. Non si contano gli errori di misura e di controllo , la qualità in campo non è eccelsa ma se accoppiamo questo terreno al freddo ed al vento che sferzano il Ferraris ecco servita una partita che scorre via senza particolari emozioni, con Perin che al 33’ deve effettuare l’intervento che poi risulterà più difficile nei novanta minuti, alzando in corner il sinistro da fuori di Orsolini, nell’unico lampo pericoloso del talentuoso numero sette ospite in serata di non particolare ispirazione, come la maggior parte dei suoi compagni. Il Grifone riesce a ripartire raramente ma quando riesce a farlo offre l’impressione di poter mettere in apprensione Danilo e compagni, al 37’ una bella manovra in velocità tra Zajc e Destro serve Shomurodov all’altezza dell’area piccola, anticipato al momento della conclusione. Lascia molto giocare Doveri, tollerante prima su un intervento scorretto ai danni di Zappacosta e successivamente graziando Badelj che ferma una ripartenza di Vignato ma quando sta per arrivare l’ultimo minuto della prima frazione arriva la rete che spacca una partita fino a qual punto bloccatissima e melmosa: Shomurudov ha uno spunto imperioso sulla destra, sfugge a Paz e traversa al centro per Zappacosta, che a rimorchio conclude a rete da dentro l’area, da Costa respinge come può e goffamente, la sfera rimane lì ed il più lesto è  Zajc che infila all’altezza del palo destro.

Un vantaggio importantissimo anche dal punto di vista mentale, quando le squadre rientrano Ballardini ne cambia due, richiamando un Criscito che era apparso spesso in difficoltà di fronte ad Orsolini supportato dalle sovrapposizioni di Tomiyasu, uno dei pochi a salvarsi dei suoi e Behrami, spesso alla ricerca della posizione nel corso della prima frazione e macchinoso: ma se nel primo caso l’ingresso di Ghiglione con Zappacosta che trasloca a sinistra appare un cambio logico sorprende l’ingresso al posto dello svizzero del giovane Eyango, quando il mister romagnolo poteva contare sui vari Lerager, Rovella, Melegoni o Sturaro. Dopo un’incursione dell’interessante scozzese Hickey, classe 2002, sul cui cross che sfila davanti a Perin arriva in ritardo Orsolini ed una punizione da destra di Zajc che premia l’incornata alta dell’ex Bani, arriva al 10’ il raddoppio e si tratta di un clamoroso infortunio di Schouten, che davanti alla propria area cincischia clamorosamente e si fa portare via palla proprio da Eyango che serve Destro e per l’ex bolognese è un gioco da ragazzi impallinare Da Costa per il raddoppio, realizzando la sua sesta rete stagionale.

Sinisa in panchina è una furia, richiama Hickey claudicante e Schouten colpevole inserendo Dijks e Barrow nella speranza di aumentare il peso offensivo, i rossoblù arretrano a difesa del doppio vantaggio, guidati da Radovanovic e con Badelj che come avvenuto nel match contro la Lazio alza il livello della sua prestazione alla distanza, Soriano e compagni fanno girare palla, costringono gli avversari nella propria tre quarti ma Perin non deve mai intervenire se non dopo ventotto minuti proprio su una conclusione potente ma centrale dell’ex doriano. Olsen rileva un deludente e fumoso Orsolini, Ballardini si arrabbia non poco con Eyango che perde un paio di palloni pericolosi , lo richiama in panca e si affida all’esperienza di Lerager, Pjaca e Melegoni fanno rifiatare la coppia d’attacco che anche quest’oggi ha dimostrato di essere la più complementare e redditizia della rosa, con l’uzbeko sempre bravissimo ad attaccare la profondità e capace di giocate tecnicamente efficaci e Destro ritornato ad essere l’attaccante di un tempo, tra l’altro tirato a lucido e sempre presente in ogni fase del match. Balla tira due pugni alla panchina per un paio di palloni persi malamente da Pjaca, evidentemente non ancora calatosi nello spirito del tecnico, che vuole giocatori disposti a sacrificarsi e a lottare su ogni pallone, trascurando la bella giocata a vantaggio della praticità. Termina alto un tentativo di Tomiyasu, l’ultimo ad arrendersi dei suoi ed al novantesimo quando la punizione di Barrow sibila a lato sulla sinistra di Perin si alzano i titoli di coda su una vittoria sicuramente non bella sul piano del gioco ma tremendamente importante su quello della classifica, un successo che a Marassi mancava dalla prima giornata contro il Crotone, tre punti che consentono al Grifone di riagganciare la zona salvezza ed uscirne almeno temporaneamente in attesa delle partite di domani , la praticità ed il pragmatismo del tecnico romagnolo hanno rivitalizzato un ambiente che stava sprofondando fino a venti giorni fa sempre più verso il fondo della classifica.

Il Bologna ha profondamente deluso, gli emiliani hanno manovrato molto senza affondare e non sembravano neppure una squadra di Mihajlovic, tanto sono apparsi inconcludenti e con una manovra monocorde, di fronte alla quale Masiello e compagni, con la loro esperienza, sono andati a nozze, facendo trascorrere a Perin una serata di relativa tranquillità. Manca un attaccante di peso, Palacio ha trentotto primavere e non può reggere da solo il peso dell’attacco di una squadra che con la sconfitta di stasera deve cominciare a guardarsi le spalle per non restare coinvolta nella lotta per la retrocessione.

GENOA-BOLOGNA 2-0

Marcatori: p.t. 44’ Zajc s.t. 10’ Destro

GENOA(3-5-2): Perin 6,5 – Bani 6 Radovanovic 6,5 Masiello 6,5 – Zappacosta 6 Behrami 5,5 (1’s.t. Eyango 5,5 29’ s.t. Lerager 5,5) Badelj 6,5 Zajc 6,5 Criscito 5,5 (1’s.t. Ghiglione 5,5) – Shomurodov 7 (36’ s.t. Pjaca 5) Destro 7 (41’ s.t. Melegoni n.c.) All: Ballardini 7

BOLOGNA (4-2-3-1): Da Costa 5,5 – Tomiyasu 6,5 Danilo 5,5 Paz 5,5 Hickey 6 (14’ s.t. Dijks 5,5) – Schouten 4 (14’ s.t. Barrow 6) Dominguez 6 – Orsolini 5 (29’ s.t. Olsen 5) Soriano 5,5 Vignato 5,5 – Palacio 5,5 (36’ s.t. Rabbi n.c.) All: Mihajlovic 6

Arbitro: Doveri di Roma 6,5

Note: serata freddissima, temperatura di zero gradi con vento teso di tramontana. Terreno di gioco in pessime condizioni, fangoso e con molte irregolarità. Ammoniti: Radovanovic e Ghiglione (G). Calci d’angolo 3-1 per il Bologna. Recupero 0 + 3 minuti.

MARCO FERRERA      

 

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