Samp Maiuscuola, ha saputo dominare attendendo l’avversario

Dopo Lazio e Atalanta, anche la lanciatissima Beneamata ha lasciato le penne di fronte alla Samp. Stavolta, i Blucerchiati si sono superati, giocando anche meglio rispetto alle imprese precedenti: una gara capolavoro, nella quale le direttive tattiche di Ranieri sono state applicate alla perfezione.

Il più anziano dei nostri tecnici ha dato una lezione niente male al più pagato dei suoi colleghi e i suoi ragazzi hanno saputo mantenere un’ammirevole concentrazione, limitando al massimo gli errori e le smagliature, tra le quali – ad essere fin troppo pignoli – possiamo annoverare la manata galeotta di Thorsby in piena area, costata il rigore in apertura, e il lievissimo ritardo di Colley a chiudere di testa su De Vrij, abile a riaprire la gara a metà ripresa.

Per il resto, una Samp splendida, che ha pure centrato un palo e sfiorato il terzo gol prima di subire il prevedibile assalto conclusivo di un’Inter ferita ma non doma. Certo, anche il destino ha inciso in quest’Epifania calcisticamente indimenticabile. Come sarebbe finito il match se il rigorista Sanchez non si fosse fatto stregare dal felino Audero e se, sulla ribattuta del portierone, Joung non avesse timbrato il montante? Va pure aggiunto che Conte aveva dovuto rinunciare all’acciaccato Lukaku – mezza squadra da solo, come negarlo? – per poi spedirlo in campo durante il secondo tempo, come mossa della disperazione.

Il computo degli episodi però non può, non deve minimamente ridurre i meriti di una Samp maiuscola, abilissima a calarsi in una partita attendista ma non rinunciataria, sbrigata con una notevole dose di cinismo e di autorità. Una squadra corta, armonica, capace di pressare alta e di stringere i denti nel concitato finale: a livello di gioco, organizzata come contro il Sassuolo ma abile ad evitare fatali topiche individuali in fase difensiva e di impostazione.

Per mesi abbiamo scritto di una certa impotenza blucerchiata in zona gol. Ebbene, lo scintillante Keita (ex vendicativo al pari di Candreva…) sta risolvendo il problema a suon di gol e di giocate importanti, dimostrando che – se i muscoli risponderanno sempre, senza ricadute – le sue qualità preclare possono cambiare il senso dell’intera stagione blucerchiata, consentendo una placida permanenza nella colonna sinistra della classifica.

Benevento e Verona insistono e strameritano applausi, ma la Samp non intende arrendersi e, col morale alle stelle, prepara il succoso derby del Picco, posticipato a lunedì. Lo Spezia ha sbancato Napoli, ritrovato fiducia e brama la primissima vittoria in serie A sul campo di casa, ma i suoi limiti tecnici e tattici non sono spariti d’incanto, e i blucerchiati hanno tutte le qualità per far pesare un cospicuo surplus di esperienza, compattezza e talento. Un Keita minimamente ispirato, contro una difesa così allegra come quella di Italiano, potrebbe regalare un’altra serata da sogno. Al suo fianco, salvo sorprese, Damsgaard dovrebbe essere confermato, ma all’orizzonte resta un piccolo “caso” legato a Quagliarella, sul cui futuro occorre fare immediata chiarezza per evitare equivoci ed imbarazzi.

PIERLUIGI GAMBINO

 

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