Un Super Boga spezza la magia del ritorno di Ballardini, ma il Genoa è vivo

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Difficile individuare due allenatori più contrapposti di Ballardini e De Zerbi: il primo è un sottostimato mister vecchio stampo abituato ad accontentarsi di quello che ha per far risultato, il secondo è un giovane rampante a cui è sempre stata data tela sufficiente per le sue trame e cercare il bel gioco assieme alle vittorie. Dal loro confronto sgorga però la sensazione che non siano poi così dissimili: in fondo quello che conta è saper leggere gli uomini e le partite.

Zio Balla, l’uomo che si è costruito una reputazione all’ombra della Lanterna per le tante salvezze conquistate anche cambiando la formazione il meno spesso possibile, sorprende con Scamacca titolare invece che il lanciatissimo Destro, 4 gol nelle ultime 4 partite del Grifone: per il resto l’undici è quello della ripresa contro la Lazio, con l’ormai consolidato trio Masiello, Radovanovic e Crisicto a presidio di Perin, Czyborra e Zappacosta sulle fasce, Badelji  e Lerager in mediana, Zajc dietro le punte con Shomurodov affianco a  Scamacca.

Tra gli emiliani torna Djuricic fuori per punizione durante la disfatta con l’Atalanta e va a supporto di Caputo assieme a Berardi e Boga nel 4-2-3-1 di De Zerbi.

Scamacca al 3’ mette un cross insidioso ma sono i padroni di casa a partire forte, con un altro cross, di Berardi per Caputo, su cui Radovanovic e Perin pasticciano e incespicano prima di neutralizzarlo; quindi Caputo penetra due volte nel cuore della difesa nel primo quarto d’ora senza però incidere.

Al 17’ Scamacca centra il palo: Zappacosta dentro l’area per Shomurodov, tiro che sbatte sul centravanti dell’Under 21 che si ritrova il pallone tra i piedi, e prova a convertire la conclusione definitivamente in porta centrando il legno, con Consigli impossibilitato ad arrivarci.

Al 23’ Masiello raggiunge Criscito nel novero degli ammoniti per un intervento su Djuricic, il Capitano al 12’ era stato punito forse un po’ severamente per aver fermato una ripartenza di Berardi. Due dei tre anzianotti difensori del Grifo sono ora oberati del giallo, e hanno davanti 70 minuti coi più sguscianti trequartisti del campionato.

Partita equilibrata, coi neroverdi più frizzanti e in costante controllo del gioco, i rossoblù chiusi a riccio ma pronti a sfruttare ogni ripartenza, con Shomurodov pronto a sfruttare ogni minimo spazio per librarsi come un cavaliere delle Steppe in scorribanda tra le verdi pianure dell’Altaj.

Al 31’ non riuscendo il Sassuolo a passare con le trame e il palleggio, ci prova Muldur da fuori area con una soluzione obliqua, ma Perin non si fa cogliere impreparato.

Al 34’ Scamacca in diagonale serve Shomurodov, che entra in area da sinistra e calcia potente e rasoterra per provar a bruciare Consigli sul suo palo, ma coglie solo l’esterno della rete.

Al 35’ deve uscire Berardi, sino a quel momento una spina nel fianco, per problemi muscolari, entra Defrel, vecchio spauracchio di derby poco felici per i supporters del Vecchio Balordo. Stavolta però non sarà lui a fargli male.

Al 42’ solita azione in velocità dell’undici di De Zerbi, Djuricic in scioltezza per Caputo ma Criscito mura tutto e salva il pareggio sino all’intervallo.

Niente cambi nell’intervallo e il Sassuolo si porta subito avanti: al 52’ Zajc al limite estremo della linea di centrocampo si fa catturare il pallone da Locatelli che con un incantevole lancio al bacio di 40 metri innesca Boga: stop delicatissimo, Masiello saltato con una volée da giocoliere e tiro potente e preciso sul palo più distante a morire in porta.

Ballardini prova a cambiare tutto come contro la Lazio per recuperarla subito: Ghiglione, Pjaca, e Rovella per Masiello, Czyborra e Badelji, De Zerbi risponde con Traorè e Bourabia per Caputo e Magnanelli.

Dalle girandole di cambi sembra uscito vincitore il Genoa: al 64’ in seguito a un contrasto vinto Ghiglione s’invola sulla fascia e crossa sul testone di Shomurodov che schiaccia in porta svettando tra le casacche neroverdi.

Il Genoa si fa baldanzoso con l’uzbeko che deve essere controllato a vista per impedire che con le sue sfuriate e galoppate faccia strage della retroguardia emiliana.

Altra girandola di cambi, Balla si copre con l’ex Goldaniga per Scamacca, De Zerbi immette nuova benzina nell’attacco con Raspadori per Djuricic. I ritmi però sembrano calare. Al 78’ però Defrel scuote il pubblico rigorosamente adagiato a casa davanti agli schermi saltando il marcatore diretta sulla sinistra e cercando una soluzione a effetto, prende solo il palo.

Al 82’ l’ennesima fiammata emiliana porta al gol del vantaggio: Boga balla sulla destra e poi serve alla perfezione col cross l’accorrente Raspadori, che con un’incornata potentissima la infila nell’angolino.

Il Genoa si butta in avanti ma pur pressando non riesce a creare vere occasioni, a parte il gol annullato a Destro, entrato poco prima per Zajc, servito per bene da Criscito ma in evidente fuorigioco.

Nonostante la sconfitta, si è potuta ammirare l’impronta di Ballardini in una rosa che sino a due settimane fa non avrebbe potuto pensare di tenere testa alle prime in classifica. Il punto mancato però fa male considerando che la lotta salvezza è più agguerrita che mai, col neopromosso Benevento ha tagliato quota 21 punti. I conti si faranno a maggio, e prima ancora a fine girone d’andata. In mezzo c’è gennaio e il suo mercato. Per il Genoa di solito più una preoccupazione che un sollievo.

Federico Burlando

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