Lo Spezia in 10 sormonta il Napoli e vince 2-1 in volata

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Un paio di film di Rocky hanno una trama molto simile: l’outsider che viene dalla provincia che non è superiore in nulla se non nel cuore lotta contro l’acclamato campionissimo, tecnicamente e atleticamente superiore. Il primo dovrebbe essere praticamente uno sparring partner e nulla più, e infatti le prende dall’inizio alla fine. Però si rifiuta di andare a terra. Sfianca l’avversario con la sua resistenza. E quando sembra che stia per crollare definitivamente, comincia a contrattaccare. Il campionissimo allora rifila qualche altro colpo micidiale per porre fine alla questione che ormai ha tirato sin troppo per le lunghe. Ma l’altro non è d’accordo. Continua a contrattaccare, sempre più fulmineo, sempre più coriaceo. Finché non stende l’avversario. Così lo Spezia col Napoli allo Stadio Diego Armando Maradona.

Chissà cos’avrebbe detto il Pibe, nume tutelare dei derelitti, dei vinti della vita, dei più deboli a vedere la squadra del suo destino superata in questo modo, da rivali palesemente meno forti ma che hanno avuto la forza di crederci sino alla fine, e quel minimo o quel tanto di fortuna necessario al compimento delle imprese.

Nonostante il periodo difficile Italiano non rinuncia al 4-3-3: Ismajli con Terzi davanti a Provedel e Vignali-Marchizza sulle fasce; quindi i due tridenti, Maggiore-Agoumè-Deiana in mediana e Agudelo-Nzola-Farias in avanti.

Il Napoli di Gattuso vede Lozano falso nueve supportato da Insigne, Zielinski e Politano, in un 4-2-3-1 infarcito di grandi e piccole stelle, e Fabian Ruiz uomo cardine del centrocampo.

Al primo giro di lancette sembra che gli azzurri siano destinati a dilagare: Ruiz per Lozano che appoggia per Insigne a porta quasi sguarnita: il fuoriclasse della nazionale però non riesce a impattare e la clamorosa occasione sfuma.

Al 4’ una conclusione di Politano deviata da Maggiore finisce fuori di un soffio, al 6 è Bakakoyo a costringere Provedel a rifugiarsi in calcio d’angolo. È un assedio, sembra la premessa di una tarantola infernale per le bianche casacche.

Al 12’ un errore di Provedel in controllo palla fuori dall’area innesca un tiro all’Aquilotto, che però ne esce illeso: Lozano ruba la sfera all’estremo difensore e serve Insigne, tiro e salvataggio sulla linea di Ismajli, arriva Zielinsky e rimette in mezzo per Fabian Ruiz, nuova respinta, nuova ribattuta di Insigne in semirovesciata, ancora Ismajli a impedire il gol.

L’assedio continua sino a tutto il primo tempo, l’unica timidissima risposta è un tiro potenzialmente pericoloso di Deiola arrestato dall’accorrente Maksimovic. Al 26’Lozano, servito da Zielinski passerebbe pure, ma è in posizione di fuorigioco.

Al 37’ tra le tante occasioni è da segnalare quella che vede la paratona di Provedel nell’uno contro uno con Insigne, imbucato da Zielinski.

Italiano deve cambiare qualcosa, e così escono Agudelo e Deiola ed entrano Gyasi e Pobega. Saranno loro a decidere il match, in particolar modo l’under 21 della Nazionale, che probabilmente sfodera in appena 45’ più recupero la miglior partita della sua giovane carriera.

Lo Spezia comincia la ripresa pressando con più coraggio, anche se non smettono di fioccare le occasioni per i campani, sebbene meno efficaci, si tratta perlopiù di tiri forzati da buona posizione.

Al 52’ entra Petagna per Politano e dare un centravanti vero, di spessore, alla manovra dell’undici di Gattuso. Già al 53’, appena un minuto dopo, l’ex Sampdoria pescato da un indiavolato Lozano batte subito a rete, ma trova un Provedel in grandissima forma, incertezza iniziale a parte.

Al 57’ un pallido tentativo di Nzola, poi al 58’ il Napoli finalmente giunge al meritatissimo vantaggio: cross rasoterra di Di Lorenzo, Petagna cinico sul primo palo si fa trovare prontissimo.

Sembra finita. Invece è dove tutto ricomincia. Lo Spezia si fa aggressivo e cerca di spezzare il fine possesso palla azzurro, persino con troppa foga: gialli a Pobega e Ismajili.

Al 66’ si riapre tutto: Pobega penetra in area, Fabian Ruiz lo atterra. Nzola va dal dischetto e spiazza Ospina.

Al 75’ altro salvataggio sulla linea degli Aquilotti: Lozano in dribbling salta Provedel ma non Marchizza, che spazza prima che possa servire Petagna a centro area.

Al 77’ Ismajili viene espulso per somma di gialli. Gomito troppo alto su Petagna, macchia con tale ingenuità una prestazione sino a quel momento eroica ed esemplare per abnegazione.

Al 81’ si completa il miracolo Hollywoodiano: Gyasi premia l’inserimento di Nzola in area di rigore, il francese scocca e becca il palo, piomba Pobega sul pallone ed è 2-1. Clamoroso al Maradona!

Il Napoli a sorpresa non ha più energie per gli assalti che varrebbero un punto, dopo i tanti tentati per conquistarne 3. Solo al 90’ l’energico Petagna lavora un pallone al limite dell’area per Elmas che tira sulla corsa e manda fuori di poco.

Da lì a poco ogni secondo è un sospiro di sofferenza per ambedue le parti, che riecheggia nello stadio vuoto e da lì sugli schermi in mondovisione. Poi è il triplice fischio, e per chi tifava per gli outsider, l’happy ending.

Federico Burlando

 

 

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