La Samp col cuore sconfigge l’Inter dopo 8 vittorie

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Chissà che festa sarebbe stata con la Sud, con i ragazzi in blucerchiato che a fine partita si abbracciano felici come bambini sotto la pioggia e con il fango sulle maglie, a riannodare il filo con gioie passate, quando Vincenzi, Frustalupi, Salvi, Cristin uscivano dal campo, in quelle istantanee seppiate che fanno parte della storia doriana. E la vittoria di questo pomeriggio, che ferma dopo otto vittorie consecutive la marcia dell’Inter che stecca la nona, resterà scolpita ed il grande rammarico è proprio quello che la gente non abbia potuto festeggiarla insieme a chi è sceso in campo.

Al fischio d’inizio di Valeri comincia a piovere su un terreno già pesante e con tante zone prive d’erba, Ranieri deve rinunciare allo squalificato Ekdal e schiera Keita per la prima volta dall’inizio come terminale offensivo, con Damsgaard alle sue spalle; nell’Inter va solo in panchina Lukaku non al meglio e Conte si affida a Sanchez con Martinez in attacco.

I meneghini prendono da subito possesso della metà campo di una Samp troppo timida nei primi minuti, all’8’ Sanchez serve al limite Young la cui battuta dal limite è rintuzzata da Audero in corner e sulla battuta dalla bandierina Skriniar colpisce in girata sfiorando il palo alla destra della porta doriana; Valeri viene richiamato al Var da Chiffi, che avrà un gran lavoro nella prima frazione, coglie un mani di Thorsby in area e decreta il penalty che al minuto 11 Sanchez si fa parare da Audero, calciando troppo debolmente alla sua destra, sulla ribattuta arriva Young che coglie la traversa. Il pericolo scampato sembra sciogliere i padroni di casa, che cominciano a tessere buone manovre, con la regia di un Silva parecchio ispirato, al 15’ la punizione da destra di Candreva premia l’inserimento di Tonelli che di testa coglie la traversa di Handanovic, fermo e battuto a centro porta, un minuto dopo il sinistro da fuori di Jankto incoccia il braccio largo di Martinez, Valeri indica il dischetto ma il Var giustamente modifica la sua chiamata e la punizione dal limite di Candreva s’infrange sulla barriera. Non c’è un attimo di pausa, Candreva viene pescato in area e l’ex interista premia il rimorchio di Silva, la cui battuta dal limite viene deviata sul fondo dal muro nerazzurro. Passano due minuti, siamo al 22’, ancora una punizione di Candreva, Tonelli di testa vince il duello aereo, la sfera sbatte sul braccio largo di Barella, è ancora Chiffi al Var a richiamare l’incerto fischietto romano che va al monitor e concede il tiro dal dischetto alla Samp, con Candreva che spiazza Handanovic e trasforma con freddezza.

La pioggia si trasforma per qualche minuto in grandine, ogni palla è una battaglia, si mettono in grande evidenza a centrocampo Thorsby, gladiatorio e Adrien Silva, che si fa vedere e detta i tempi di gioco, nel tentativo di smorzare la manovra avversaria che in questa fase è monocorde e non trova varchi nella linea predisposta da Ranieri, con il solo Hakimi che con le sue volate fa trascorrere un brutto pomeriggio ad Augello, in grande difficoltà sulle accelerate del marocchino. Ed al 38’arriva addirittura il raddoppio: Damsgaard è straordinario nella giocata a centrocampo, salta tre avversari e sfugge sulla destra, traversa al centro dove Keita brucia Skriniar ed infila Handanovic: Inter punita proprio dalle reti dei suoi ex.

La squadra di Conte si riversa come una belva ferita nella metà campo avversaria, Martinez rischia il secondo giallo poi Sanchez dal limite trova l’opposizione di Audero ed al secondo dei tre minuti di recupero ancora Hakimi sfonda a destra e mette in mezzo dove Lautaro, all’altezza dell’area piccola, indirizza di testa di pochissimo a lato sulla destra di Audero.

Al rientro in campo la pioggia aumenta d’intensità, Conte lascia negli spogliatoi Young ed inserisce Perisic ad aumentare la pressione offensiva e l’avvio fa subito intendere che sarà una ripresa in cui gli uomini di Ranieri dovranno difendere nel fortino il prezioso ed inaspettato doppio vantaggio. Al 2’ Martinez di testa sfiora il palo, Hakimi è una freccia e regala un cioccolatino al 6’ a Sanchez, che libero all’altezza del dischetto cestina a lato di testa l’ottima opportunità, la Samp è troppo schiacciata ma finalmente riesce a partire in contropiede, Audero è bravissimo con le mani a pescare Damsgaard sulla destra che si invola, serve Candreva che premia Jankto che arriva di gran carriera dal lato opposto ma il ceco invece di concludere di collo cerca il piattone di giustezza, con Handanovic che si oppone.

Entra Lukaku per un insufficiente e compassato Gagliardini , Sanchez arretra dietro alle due punte ma i ragazzi di Ranieri sono bravi ad imbastire un altro contropiede, mal finalizzato da Jankto; siamo quasi a metà tempo e la Samp, pur con sacrificio e raddoppi continui di marcatura, non lascia occasioni importanti agli avversari ma al 20’ un calcio d’angolo da sinistra di Brozovic coglie impreparata la linea difensiva davanti ad Audero ed all’altezza dell’area piccola De Vrij non deve neanche saltare per infilare Audero sul palo sinistro.

Partita riaperta , Conte si sbraccia ed è indemoniato a bordo campo e va anche verbalmente fuori dalle righe, con il quarto uomo e Valeri che si tappano le orecchie, con il fischietto romano che mostra il giallo ad Oriali entrato sul terreno, finisce la partita di Sanchez ed entra Eriksen, con Ranieri che richiama Tonelli, autore di una ottima prestazione, inserendo Bereszinski, con Yoshida che scala in posizione centrale, Audero rintuzza sulla sinistra un’incornata di Lukaku e poco dopo la mezz’ora lo spunto da destra di Lautaro trova ancora i guantoni in corner dell’estremo blucerchiato. Manca un secondo e sacrosanto giallo a Barella, che abbatte l’onnipresente Thorsby e Conte sostituisce immediatamente il sardo inserendo Vidal e D’Ambrosio per Skriniar; intanto poco prima Ranieri era stato costretto a richiamare Silva, padrone del centrocampo con il giovane Askildsen che comunque, al pari di Leris entrato per lo sfinito Jankto, danno il loro apporto fondamentale alla riuscita dell’impresa. I corner sono un incubo per la difesa doriana, Perisic ne spedisce uno alto di testa calciato da Eriksen, si arriva al novantesimo, i minuti di recupero sono cinque, La Gumina entra per Keita, i ventidue in campo sono ormai negli ultimi trenta metri davanti ad Audero, sul corner finale sale anche Handanovic e sull’ultimo tentativo di Bastoni su cui si oppone il “samurai” Yoshida svaniscono le speranze interiste, con il triplice fischio di Valeri accolto dal boato dei ragazzi e della panchina.

Vittoria bellissima ed importante in chiave classifica, con la Samp che sale a quota venti e ferma la marcia di una delle candidate allo scudetto: difficile fare una classifica dei migliori, Audero oggi ha confermato la sua buona stagione e la costante crescita anche in termini di personalità nel guidare i compagni davanti a lui, con una difesa che finalmente è parsa granitica e concentrata, se escludiamo l’occasione della rete subita, in cui De Vrij è stato troppo libero di saltare; Tonelli è risultato determinante anche in fase offensiva, Colley spesso insuperabile anche quando è entrato Lukaku, Yoshida adatto per tutte le occasioni, molto diligente ed esperto sia da laterale che nel finale da centrale. Spendiamo volentieri due righe per Silva, finalmente visto ai livelli che ci si attendeva, a centrocampo ha vinto il confronto con i titolati avversari, giocando sia di spada che di fioretto nel fango e sul terreno pesantissimo, dove si trova come un pesce nell’acqua Thorsby, questo norvegese che non finisce mai di stupire, uomo ovunque e vincitore del novanta per cento dei duelli aerei a centrocampo; in difficoltà quest’oggi il solo Augello contro la freccia Hakimi, bene Jankto premiato dalla fascia di capitano in assenza di Quagliarella ed Ekdal, finalmente costante nella sua prova Candreva, glaciale dal dischetto , determinante Damsgaard, impiegato dietro a Keita, capace di giocate di grande finezza tecnica, come quella che ha portato al raddoppio ma anche corridore e lottatore nel momento di massima sofferenza, con Keita alla prima da titolare che, dopo aver punito più volte l’Inter con la maglia della Lazio, ha messo il marchio forse decisivo al conseguimento dell’impresa contro la corazzata di Conte.

Ed un applauso a mister Ranieri, che ha vinto il duello delle panchine contro Conte, sia sul piano della signorilità e della sportività (ma su questo non c’erano dubbi…) sia su quello tecnico.

SAMPDORIA-INTER 2-1

Marcatori: p.t. 23’Candreva (rig.) 38’ Keita s.t. 20’ De Vrij

SAMPDORIA(4-2-3-1): Audero 7,5 – Yoshida 7 Tonelli 7 (23’ s.t. Bereszynski 6,5) Colley 6,5 Augello 6 – Silva 7,5 (29’ s.t. Askildsen 6,5) Thorsby 7 – Candreva 7 Damsgaard 7,5 Jankto 6,5 (29’ s.t. Leris 6,5) – Keita 7 (47’ s.t.La Gumina n.c.) All: Ranieri 7

INTER (3-5-2): Handanovic 6 – Skriniar 5 (35’ s.t. D’Ambrosio n.c.) De Vrij 6 Bastoni 5,5 – Hakimi 7 Barella 5,5 (35’ s.t. Vidal n.c.) Gagliardini 5 (17’s.t. Lukaku 6) Brozovic 6 Young 5 (1’ s.t. Perisic 5,5) – Sanchez 5 (25’ s.t. Eriksen 6) Martinez 5,5 All: Conte 5

Arbitro: Valeri di Roma 5

Note: giornata con pioggia anche intensa, fredda, terreno di gioco in cattive condizioni, molto allentato e fangoso. Ammoniti: Martinez, Barella, De Vrij, Thorsby, Keita, Askildsen, Hakimi e Oriali in panchina. Calci d’angolo 10-4 per l’Inter. Recupero 3 + 5 minuti.

MARCO FERRERA                      

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