Sotto la pioggia e sotto l’assedio Roma, la Samp cede solo al 72’

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Anno nuovo, vecchie abitudini: la Samp non è bella ma è buona per un tempo, poi di cede di schianto alla Roma nell’ultima mezz’ora. Rispetto alla squadra che non riesce a dare sempre il meglio di sé nel corso dei 90’ osservata nel 2020 però quella di oggi potrebbe essere una versione che ha fatto il possibile e poi ha dovuto fisiologicamente piegarsi a un avversario più forte e più in forma.

Anno nuovo, vecchie abitudini anche per Ranieri: inossidabile 4-4-2 per il tecnico romano, e forse ancora una volta cambi tardivi. Va però ricordato che aveva qualche assenza di troppo sul groppone. Yoshida a destra per rimediare alla scarsa condizione di Bereszinsky, da poco rientrato in gruppo e all’infortunio di Ferrari, Augello a sinistra, Tonelli e Colley proprio davanti ad Audero; Candreva e Jankto sulle fasce, Ekdal e Thorsby mediana scandinava; Verre alle spalle di Quagliarella.

Fonseca è costretto dalle molte assenze a ridisegnare la difesa, con Pau Lopez in ragione di Mirante, e Smalling e Ibanez affianco a Manicini nel 3-4-2-1. Il tridente d’attacco però è sempre il solito e pericolosissimo nella prima parte del campionato: Lorenzo Pellegrini e Henrikh Mkhitaryan dietro Edin Džeko.

Pioggia torrenziale nell’Urbe, scenario ideale per i muscolari gladiatori blucerchiati che possono arginare sino a impanarli i raffinati palleggiatori capitolini. Il campo scivoloso però penalizza i tocchi di entrambe le compagini, e infatti nei primi dieci minuti di schermaglie si notano soprattutto gli errori di precisione nello sviluppo delle azioni, coi giallorossi più attivi che riescono a trovare anche qualche conclusione poco pericolosa.

Al 12’ la prima vera occasione, non molto ortodossa: Karsdorp crossa lungo, Mkhitaryan supera Tonelli sullo scatto e devia di petto verso la porta, sorprendendo Audero che neutralizza l’insidioso pallone solo con un riflesso repentino.

Al 15’ Karsdorp ci prova direttamente lui dai 20 metri ma Audero è in giornata e respinge sicuro.

Dopo le due fiammate giallorosse la battaglia riprende con più equilibrio tra le parti, con tanti cross e tiri respinti, e ancora qualche imprecisione di troppo. Chi spicca è soprattutto l’elettrico Mkhitaryan, che da l’idea di poter accendere la scintilla da un secondo all’altro, al 17’ centra per Pellegrini, che incorna male, mentre al 32’ d’astuzia sottrae il pallone a Jankto nelle retrovie, costringendo Audero a intervenire di corsa per calciare in rimessa laterale.

Al 37’ la prima vera occasione Samp: Candreva calcia da fuori, grande risposta di Pau Lopez.

La Roma prova un assedio da ultimi minuti di primo tempo, ma la Samp è attenta e concede meno del minimo indispensabile: Tonelli e Yoshida fermano con piglio deciso tutta una serie di iniziative verso la porta di Audero e si va all’intervallo.

La Roma prova a ripartire alzando i ritmi, ancora Mkhitaryan supera in velocità Tonelli ma Colley lo chiude in diagonale; poi al 51’ Bruno Peres crossa di sinistra, Dzeko sino a quel momento impalpabile riesce a superare in elevazione il granitico Colley e di testa manda a lato di un soffio.

Al 62’ su punizione di Pellegrini altro colpo di testa, di Smalling: traversa. La Lupa è in caccia del vantaggio, lo ha fiutato, Ranieri deve correre ai ripari e prova a inserire il prestante Damsgaard per un Verre poco incisivo.

È troppo poco però e la Roma continua a battere alla porta difesa da Audero con le torri d’assedio: sponda di Dzeko per Pellegrini, tiro a lato solo per la deviazione di Colley. Sul corner il portiere italo-indonesiano smanaccia ma poi deve essere reattivo su un’incornata a seguire sempre di Dzeko.

Al 71’ un sussulto doriano: Damsgaard all’indietro per Candreva, gran cross per Thorsby che si proietta in tuffo e trova l’eccellente risposta a mano aperta di Pau Lopez. Avrebbe potuto cambiare la partita: appena un minuto dopo, al 72’, la Roma finalmente sfonda: lunghissima manovra, sino a Karsdorp che ha una briciola di spazio al limite destra dell’area, cross basso, Dzeko gira in rete.

Si continua a lottare e scivolare sulle zolle fradicie di un campo che però nel complesso tiene nonostante vi sia abbattuto il nubifragio. La partita però è finita: la Roma non fatica a contenere una Samp che ha volontà di lottare ma non sufficiente energia per dar corso a una rincorsa al pareggio.

Federico Burlando

 

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