Sporting Club Quinto verso il Centenario. Giorgi: “Avanti su questa strada”

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Giorgio Giorgi, presidente Sporting Club Quinto

L’impatto del coronavirus nella vita della società, della piscina, delle varie formazioni, dalla prima squadra alle giovanili.
Ma non solo: il bilancio sportivo di un anno davvero strano e i programmi per i prossimi dodici mesi, che segneranno l’ingresso dello Sporting Club Quinto nel centenario. Giorgio Giorgi, presidente del club biancorosso, fa il punto della situazione nella tradizionale intervista di fine anno.

Presidente, partiamo dall’argomento che ha tenuto banco in questi mesi: la pandemia di coronavirus. Come si è mossa la società?
“Ci siamo attivati qualche giorno prima che arrivassero le decisioni del Governo chiudendo ogni attività all’interno della nostra piscina. Le notizie che circolavano sui primi cluster e i casi di contagio in rapida crescita ci avevano suggerito di prendere quella sofferta decisione, poi suffragate dalle scelte dell’esecutivo. Lo sport è condivisione e socialità, ma la sicurezza dei nostri atleti e dei nostri utenti viene prima di tutto: ci siamo mossi in questo solco. Tuttavia non siamo rimasti con le mani in mano e abbiamo approfittato di quella pausa e poi della stagione estiva per effettuare profondi lavori di restyling e manutenzione. Oggi abbiamo a disposizione un impianto totalmente rinnovato e quando si potrà riaprire avremo una marcia in più”.

Sul fronte agonistico, dalla prima squadra a scendere, che bilancio si può stilare sotto questo punto di vista?
“Abbiamo chiuso lo scorso campionato a metà classifica, con ancora quasi tutto il girone di ritorno da giocare. Una posizione in linea con gli obiettivi di inizio stagione: una salvezza tranquilla, possibilmente senza passare dai play out. In estate abbiamo effettuato alcuni cambiamenti nella rosa della prima squadra puntando su un elemento di esperienza come Alessandro Nora, sul ritorno di Francesco Brambilla, sulla voglia di imporsi di Federico Panerai e sulla ‘scommessa’ Yusuke Inaba. La formula individuata dalla FIN ci ha permesso per ora di giocare solo due partite, con Pro Recco e Rari Nantes Salerno. Scontato il risultato della prima, resta l’amaro in bocca per la seconda, ma credo ci siano i margini per tentare di ribaltare il risultato al ritorno, dobbiamo crederci”.

Sotto il profilo della gestione sanitaria come sono andate le cose?
“Anche in questo caso ci siamo sempre ispirati al principio della massima prudenza. Accanto al nostro medico sociale, infatti, abbiamo posizionato un altro dottore, con specifiche qualifiche in questo campo, affinché si occupasse esclusivamente della gestione di eventuali casi, del rispetto dei protocolli e di dare indicazioni chiare su qualsiasi tematica inerente la pandemia. Continueremo su questa strada anche nel 2021”.

Le giovanili, però, sono ancora ferme al palo.
“E questo è senz’altro un dispiacere. Negli ultimi anni abbiamo fatto grandi cose, portando praticamente tutte le nostre formazioni, a turno, alle finali nazionali. Vogliamo continuare a crescere, badando chiaramente all’aspetto agonistico ma anche a quello sociale, come è nel nostro dna. Sporting Club Quinto significa inclusione: questo è sempre stato il nostro tratto distintivo e deve continuare ad esserlo”.

Nel 2021 il club compirà 100 anni. Come sarà celebrato questo traguardo?
“Stiamo preparandoci da tempo sotto vari aspetti, visibili e meno visibili. A tempo debito sveleremo tutto. Posso dire che però che la nostra stella polare resta la costante crescita della società a 360 gradi, senza fare il passo più lungo della gamba, ma guardando avanti con determinazione”.

Guardando ai dodici mesi appena trascorsi, quali ringraziamenti le vengono in mente?
“Verso i nostri sponsor, anzitutto, che non hanno mai smesso di credere in noi e di sostenerci, anche in un momento così difficile. Eppoi le Istituzioni, con in testa il Sindaco Marco Bucci, che non ci fanno mancare il nostro appoggio. Ma un grazie va anche a tutte quelle persone, dirigenti o meno, tesserati o no, che ogni giorni ritagliano del tempo per dare una mano alla nostra società: sono tante, fanno un lavoro invisibile ma fondamentale. Un pensiero affettuoso va poi ai nostri atleti, agli istruttori, a tutto lo staff che ha sempre lavorato con abnegazione. Se dire pallanuoto a Genova, oggi, significa dire Sporting Club Quinto è anche e soprattutto merito vostro”.

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