Vittoria scacciapensieri per Ranieri, ha saputo rinfrescare l’undici titolare

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Bastava un exploit alla Sampdoria per togliersi dai guai e guadagnare parecchie posizioni. In una giornata infrasettimanale dominata dai pareggi, ecco che il successo di Verona ha allontanato Ekdal e compagni dalla zona baratro sistemandoli perfettamente al centro della classifica, con un piede in entrambe le colonne.

D’altronde, che i blucerchiati valessero ben più della posizione mantenuta sino a mercoledì mattina era unanimemente riconosciuto. Mancava però il riscontro del campo, materializzatosi al Bentegodi a capo di una prestazione assai convincente sugli interi 90 minuti, senza quel divario tra un tempo e l’altro che aveva caratterizzato le precedenti uscite.

È sempre arduo nel calcio attestare il legame tra causa ed effetto, ma è impossibile negare che lo svecchiamento deciso da Ranieri a danno di un gruppetto di veterani abbia inciso nella resurrezione. La Samp aveva bisogno di darsi un nuovo volto, più fresco e sbarazzino, e anche di far riposare certi elementi non particolarmente brillanti. L’ostracismo verso Ramirez, da tempo impiegato col contagocce, ha forse radici più profonde, originate dal suo contratto in scadenza e da un progressivo calo di stimoli. Più contingente appare l’accantonamento di Candreva, che ha deragliato sotto l’aspetto comportamentale ma pare abbia capito il suo errore e intenda rimediare, con l’aiuto di una diplomazia già all’opera per sancire la pace tra il giocatore e mister Ranieri.

Quagliarella aveva semplicemente bisogno di tirare il fiato, come suggeriscono le sue (quasi) 38 primavere. Il capitano sarà presto rilanciato, nella consapevolezza che non potrà più garantire un rendimento costantemente elevato, in specie sulla distanza dei 90 minuti.

Di sicuro a Verona il trainer ha ottenuto la risposta più attesa da giocatori freschi, volitivi e motivati, in parallelo con le conferme di parecchi titolari fissi capaci di confermarsi ad alto livello. Verre è andato nuovamente a segno, colpendo d’incontro con un contropiede individuale di rara bellezza, mentre Damsgaard, pur colpevole in occasione del rigore assegnato agli scaligeri, ha risposto pienamente alle attese confermando i propri diritti ad un posto al sole.

Non trascurabile, poi, è la prova di Adrian Silva per la prima volta a fianco di Ekdal, data la squalifica di Thorsby: il portoghese ha fato legna senza rinunciare a qualche giocata delle sue. E chissà che la coppia esibitasi al Bentegodi non sia un semplice esperimento in prospettiva futura.

Siccome l’appetito viene mangiando, la Samp intende sfruttare l’opportunità che gli concede il calendario, anche se il Crotone, avversario a Marassi, non è più la squadra materasso di qualche settimana fa ma un team in salute, che con una squillante vittoria sullo Spezia ed il pareggio di Udine ha cancellato il distacco dalle altre pericolanti. I calabresi sono destinati a soffrire fino in fondo, ma – pur senza poter esibire valori singoli trascendentali – esprimono un buon calcio e sanno come rendersi insidiosi nelle ripartenze. A patto di non sottovalutarli, tuttavia, rimangono abbordabili, anche se i blucerchiati da sempre prediligono agire di rimessa e faticano se costretti a “fare” la partita.

PIERLUIGI GAMBINO

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