Pallone e delirio a La Spezia: 2-2 pirotecnico al Picco col Bologna

Esiste l’Academy Award, affettuosamente detta Oscar, per la miglior sceneggiatura e il Puskas per il gol più bello: dovrebbe esistere anche il premio Spezia-Bologna per la partita più spettacolare.

Felsinei e Aquilotti avevano già dato vita a un memorabile confronto in Coppa Italia, ma la loro sfida in campionato, “l’esordio” in Serie A per lo stadio Alberto Picco, sino a qui non accessibile a causa dei necessari lavori di adeguamento alla massima divisione, meriterebbe non solo di vedersi attribuire un Oscar e un Puskas, considerandone lo svolgimento e l’ultimo gol realizzato, un’opera d’arte di pallonetto, ma di diventare un premio essa stessa, un simbolo, un po’ come Italia-Germania 4-3, delle incredibili emozioni che può dare una partita di calcio. Il tutto corredato da una pioggia cinematografica, come nel finale di Blade Runner.

Italiano ritrova Nzola per l’attacco, appoggiato da Gyasi e Agudelo; solita retroguardia a quattro, davanti a Provedel allineati Ferrer, Chabot, Erlic e Marchizza. La mediana completa il 4-3-3 con Estevez, Agoumè e Maggiore. Mihajlovic risponde con un 4-2-3-1 con Da Costa in porta, De Silvestri, Danilo, Paz e Tomiyasu in difesa; Medel, Dominguez centrocampisti bassi; Vignato, Soriano e Barrow a supportare l’eterno Palacio.

Dagli albori non sembra che il match possa sfociare nel serratissimo confronto al cardiopalma che troverà tra il 92’ e il 97’ il culmine del pathos: lo Spezia pressa e prova a indurre il Bologna all’errore, gli emiliani manovrano con molta cautela.

Al 15’ primo squillo: Vignato dal limite, risponde con qualche incertezza Provedel.

Al 19’ si infiamma la notte: Maggiore trova l’imbucata per Gyasi, appoggio comodo per Nzola che infila a porta sguarnita.

Il Bologna tenta la pronta riscossa: Palacio pesca Barrow al 23’, il gambiano salta Provedel ma si allarga troppo e non riesce poi a inquadrare la porta.

Al 36’ Estevez ha la possibilità di raddoppiare, ma calcia clamorosamente alto da due passi dopo esser stato servito al bacio da un cross di Marchizza.

Al 40’ Provedel pasticcia coi piedi ma Soriano perde l’attimo per castigarlo.

Si va all’intervallo con le premesse del film allettanti, ma sarà solo nel secondo tempo che sarà inevitabile lasciarsi sopraffare dal turbinio degli eventi.

Inizio tranquillo: Agudelo entra in area, scocca, Da Costa sfiora e devia sul palo!

Provedel risponde a Barrow, Estevez col corpo a Palacio, Nzola sciupa un contropiede, Estevez ne ferma un altro…non c’è un attimo per respirare sino a quando gli Aquilotti non festeggiano il raddoppio, al 63’: un altro triangolo, protagonisti Estevez, Agudelo, e Nzola, che rifinito dal colombiano insacca nuovamente a porta vuota.

Al 69’ il francese va a un passo dalla tripletta, Da Costa lo mura in uscita bassa. Gol sbagliato = gol subito, lo Spezia avrebbe potuto affondare il Bologna, lo vede invece spuntare fuori dagli abissi: al 72’ su corner di Barrow, Dominguez addomestica il pallone, batte a rete e accorcia le distanze.

Ancora un vortice di contropiedi sino a Gyasi che al 87’ in spaccata non riesce a chiudere definitivamente la partita. Quindi il finimondo: Barrow sorprende al 92’ Provedel con un pallonetto diagonale meraviglioso e delicato, scagliato quasi all’altezza del centrocampo, preciso e letale come un pugno di Mohammed Alì.  Un capolavoro balistico che sconfina nell’artistico, e che se gli spalti potessero essere riempiti varrebbe da solo il prezzo del biglietto. Ma non è finita: al 95’ contatto Pobega-Soriano in area e calcio di rigore.

Dal dischetto va, al 97’, Barrow: in Coppa Italia un suo rigore sbagliato al novantesimo è costata il passaggio del turno al Bologna, allora in porta c’era il terzo portiere Krapikas, stavolta c’è Provedel. Uno contro uno come Fuga per la Vittoria. Provedel mura ma non trattiene, respinge anche la ribattuta e per Barrow sono due gol e due rigori sbagliati al novantesimo e oltre su due partite con lo Spezia. Solo allora si può vergare un Ending forse poco happy per i tifosi (e gli allenatori) delle due squadre, ma happy per tutti gli altri.

Federico Burlando

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