Ekdal e Verre danno spettacolo nell’arena di Verona, la Samp torna alla vittoria

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Un match infrasettimanale che sembrava poter essere acceso solo dalla corrente alternata della Sampdoria double-face ha invece visto dei blucerchiati concentrati dall’inizio alla fine e capaci di vincere grazie a due eccellenti soluzioni individuali.

Ranieri applica del turn-over per il turno infrasettimanale soprattutto nella metà campo avanzata, per certi versi costretto dalle insubordinazioni di Candreva: 4-4-1-1 con un quartetto classico, Ferrari-Tonelli-Colley-Augello, davanti ad Audero; Jankto e Damsgaard sulle fasce per esprimere potenza e fantasia, Ekdal e Silva in mediana per costruire con la tecnica; Verre alle spalle di La Gumina.

L’Hellas risponde con un 3-4-2-1, un albero di Natale sui generis, infarcito di “Genoani”: Lazovic, Veloso e Salcedo.

La prima mezz’ora non suscita molte emozioni: gli scaligeri attaccano col fraseggio, la Samp si difende in buon ordine ma senza riuscir a penetrare in contropiede, per cui non scaturiscono molte occasioni.

Tra le schermaglie, Zaccagni prova a sfondare sulla sinistra al 2’ e al 10’, prima esce col pallone tra i piedi, poi riesce a portare al tiro Barak, respinto; in mezzo una progressione di La Gumina arrestata dal maratoneta Zaccagni, ovunque sui due lati del campo.

Al 24’ Verre fugge a Di Marco e lo costringe a salvarsi in corner. Comincia la sua serata da ex dal dente avvelenato, anche se forse dovrebbe ringraziare la dirigenza dei veneti per non averlo riscattato nonostante avesse fatto bene: sta finalmente trovando la sua dimensione in blucerchiato.

Dalla bandierina cross teso sul primo palo per La Gumina, spizzata, ma Silvestri non si lascia sorprendere.

Con degli infruttuosi tiri da lontano ci provano a dare una svolta alla partita prima Lazovic e poi ancora la Gumina, quindi Barak al 35’ si getta in uno spericolato dribbling che solo Audero riesce ad arrestare con un’uscita bassa intelligente e opportuna.

Al 40’ Zaccagni serve l’accorrente Di Marco: tiro-cross, Audero blocca in tre tempi.

Al 41’ il vantaggio Samp: eurogol di Ekdal, botta dai 25 metri raccogliendo una respinta corta della difesa gialloblù.

Si va negli spogliatoi e comincia la parte difficile per l’undici di Ranieri: mostrare la medesima concentrazione e intensità in ambedue le frazioni del match.

La ripresa si apre allo stesso modo del primo tempo, il Verona spinge senza pungere, la Samp lo controlla.

Al 54’ Verre si esalta con un contropiede da una trequarti all’altra, entra nell’area di Silvestri e lo infila.

La Sampdoria ha in pugno il match, tutto sommato nemmeno faticare troppo, una buona rete difensiva e due prodezze individuali pescate a d’uopo, il pirata Juric deve cambiare: al 61’ fuori Lazovic, Veloso, Di Carmine, dentro Tameze, Ruegg, Colley.

Il Doria non sembra comunque correre rischi sino al 69’: velo di Salcedo per Ruegg, da dentro l’area conclusione a botta sicura su cui arriva a impedirla con troppo impeto Damsgard, calcio di rigore: Zaccagni supera freddamente Audero.

Il Verona si butta in avanti con frenesia, perde lucidità e la partita si innervosisce: duro e insensato intervento di Salcedo al 77’ su Leris, cartellino giallo.  Addirittura al 94’ cartellino rosso per Barak, pestone ingiurioso e inqualificabile a La Gumina indifeso a terra.

A parte quelli proibiti, il Verona di colpi non riesce a infliggerne, se non l’ultimo disperato tentativo di Zaccagni, un cross sul primo palo che rischia di beffare Audero.

La Sampdoria pone fine a un ciclo negativo di 6 partite e torna a incrementare la distanza dalla zona retrocessione proprio quando Genoa e Crotone hanno cominciato a dare segnali di una rinnovata vitalità. Senza cali, questa rosa pure non sarà più double face, ma quasi vale il doppio, se non altro in termini di punti in classifica.

Federico Burlando

 

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