La Samp gioca sempre un tempo solo, a Napoli mancate seconde linee da schierare

Stavolta è toccato al primo tempo, in altre partite al secondo. La Samp, imperterrita, gioca alla grande mezza partita e nell’altra mezza sta a guardare. Un refrain che si trascina da un mese e mezzo, senza interruzione. Ovvio che si sia aperto un dibattito riguardo alle cause di questa doppia personalità, ma per ora nessuna tesi è più plausibile di altre. Il timore è che l’autonomia atletica di parecchi calciatori sia deficitaria e incida particolarmente sugli elementi più chilometrati, ma non è da scartare l’ipotesi di una carenza di ordine caratteriale.

Spesso la squadra, di fronte alle prime difficoltà, si smarrisce e non reagisce come sarebbe lecito. Colpa di un allenatore troppo flemmatico, psicologo sì ma incapace di trasmettere la giusta carica? O colpa, chissà, di una carenza di leader in campo? Una lacuna che non è emersa in tempi recenti ma da qualche anno, anche prima che arrivasse Ranieri.

Nell’esame del match si può anche considerare che l’ingresso di Damsgaard (dopo quello ad inizio ripresa di Ramirez) è stato tardivo, ma la cronica assenza di Keita e le condizioni sommarie di Gabbiadini continuano a condizionare pesantemente le mosse del trainer. Candreva e soprattutto Quagliarella andavano sostituiti per esaurimento energie, ma con chi?

Anche senza alternative in avanti, tuttavia, ci si poteva attendere ben altra gagliardìa in fase difensiva e a centrocampo. Invece, appena il Napoli ha alzato i ritmi, la Samp è scomparsa dall’agone consegnandosi agli avversari e favorendo la loro ascesa con imperdonabili distrazioni difensive. Sul primo gol ha sbagliato Candreva, ma anche i centrali e Augello non si sono coperti di gloria. Sul secondo l’ex spezzino si è lasciato sfuggire Lozano senza opporre resistenza e in messo non c’è stato un solo difensore pronto a compiere due passi avanti e a spezzare la traiettoria del passaggio verso Petagna, solo soletto in mezzo all’area. Incertezze di posizionamento che un Napoli pur non irresistibile sapeva come capitalizzare.

Premesso che la trasferta in Campania era tra le più complicate – anche per motivi ambientati, data la recente intitolazione dello stadio al Pibe de Oro – è il trend a preoccupare. Nelle sei ultime gare di campionato (senza contare, insomma, il rovescio nel derby di Coppa Italia) Ekdal e C. hanno raccolto la miseria di due punti, che hanno permesso di non ansimare in classifica solo grazie alle defaillances delle altre pericolanti. La distanza dal baratro si è ridotta pur in termini non drammatici e il fitto calendario di questo fine 2020 contempla la delicatissima trasferta contro un Verona in gran spolvero, da affrontare perdippiù senza l’elemento più importante dell’assetto tattico, Thosrsby, finito in squalifica. Il pareggio sarebbe già tanta manna (dopo tutto, gli scaligeri non sono irresistibili in avanti, mancando di uno sfondatore), ma a prescindere dal risultato al Bentegodi, sarà fondamentale battere domenica prossima a Marassi il Crotone, che resta ultimo ma ha dato chiari segni di risveglio.

PIERLUIGI GAMBINO

 

Condividi
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.