Il Genoa resiste 80 minuti, poi 2 ingenuità e 2 rigori per il 3-1 Juve

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Quinta sconfitta casalinga consecutiva per il Genoa che accarezza il sogno di fermare la Juventus fino a dodici minuti dalla fine, quando Rovella macchia ingenuamente la sua ottima prestazione atterrando Cuadrado e consentendo a Ronaldo di riportare in vantaggio i campioni d’Italia. È un Genoa che Maran schiera tutto raccolto davanti a Perin, le assenze sono molte e non viene recuperato nessuno a parte Perin, davanti al quale opera una “quattro” molto compatta ed attenta, con la coppia Radovanovic-Rovella in mezzo al campo supportati da Lerager e Sturaro, con Pjaca alle spalle di Scamacca. Pirlo dà fiducia in avanti a Dybala accanto all’inamovibile portoghese, con Chiesa ad assicurare velocità sulla sinistra.

Passano solo sessanta secondi quando da una punizione di Cuadrado svetta a centro area Bonucci che di testa indirizza verso rete, sembra fatta per il tap-in vincente di Rabiot che usa le mani prima di infilare: rete annullata e giallo per il francese. La Juve prende il comando delle operazioni con i padroni di casa che si dispongono fittissimi davanti a Perin a creare densità, al 10’ l’estremo rossoblù compie l’unico intervento di rilievo della prima frazione, lanciandosi a deviare in corner il colpo di testa dell’onnipresente Mc Kennie, il migliore dei suoi. Per il resto il possesso palla bianconero è molto fine a se stesso, c’è poca profondità, Dybala sembra un elemento avulso dal resto della squadra ed il solo Chiesa con le sue accelerazioni a sinistra crea qualche apprensione, con Goldaniga che rimedia un prematuro giallo per una scomposta entrata a centrocampo sull’ex viola il che ne condiziona alcuni tentativi di anticipo sullo stesso. A centrocampo si sacrificano in un lavoro di tamponamento tutti i ragazzi rossoblù, con particolare nota di merito per Rovella che appare il più vivace e gioca con grande personalità anche se in tutti i primi quarantacinque minuti la metà campo avversaria appare una chimera, con una sola ripartenza di Pellegrini che viene sventata dal generoso ripiegamento di Chiesa, che aveva perso palla in avvio di azione. Ronaldo si vede poco, Bani e Masiello mettono in campo tutta la loro esperienza e due conclusioni centrali di CR7 e Dybala fanno il solletico a Perin, prima del fischio dell’ottimo Di Bello che manda tutti negli spogliatoi al termine di una prima frazione in cui Scamacca ha dovuto fare i conti con la durezza di Bonucci, come sempre piuttosto polemico con il direttore di gara mentre Pjaca non si è mai visto, non garantendo neppure un lavoro sporco e di disturbo nell’avvio d’azione ospite, affidata spesso proprio a Bonucci e a De Ligt.

Nei secondi quarantacinque la Juventus alza la velocità della manovra, capendo che per sfondare il fortino eretto da Maran serve un’altra determinazione, già al 2’ un errato disimpegno di testa di Masiello permette a Ronaldo di armare il sinistro, che sibila sulla destra di Perin, Bani è puntuale a togliere di testa una potenziale palla gol ancora per il portoghese ma al 12’ si sblocca il risultato: Mc Kennie prolunga di testa sulla destra del fronte d’attacco ospite per Dybala che ruba il tempo tra le linee a Pellegrini, si accentra ed una volta in area infila di giustezza sul palo sinistro, prendendo tutta la retroguardia in controtempo, per il suo primo gol stagionale, festeggiato a lungo dalla panchina e svegliandosi dal torpore che aveva contraddistinto la sua prima frazione. Due minuti dopo sembra finita quando Ronaldo pesca Chiesa che infila ma parte in posizione irregolare ed al 16’ a sorpresa arriva il pareggio: da sinistra Pellegrini sfodera il suo colpo migliore, il cross, che sfila lungo tutta l’area piccola bianconera e dalla parte opposta arriva l’ex Sturaro che al volo infila Szczesny, in avvio indeciso se uscire sul cross del laterale. La Juve non ci sta e si riversa con maggiore rabbia nella metà campo avversaria, Cuadrado viene stoppato al momento del tiro dopo iniziativa di Dybala che appare un altro rispetto al primo tempo, lo stesso argentino si vede annullare una rete un minuto dopo per una posizione irregolare di Ronaldo al momento del tiro ribattuto. Maran ne cambia due, entrano Destro per Scamacca e Behrami rileva Sturaro e per la terza volta in stagione il tecnico trentino sostituisce non trovandoci d’accordo l’autore del gol mentre Pirlo rinforza la batteria offensiva, con Morata al posto di un anonimo Rabiot.

E il Genoa potrebbe addirittura raddoppiare, da fuori Rovella con un destro velenoso che sbuca da una selva di gambe mette in difficoltà il portiere avversario, che recupera la posizione ed arpiona la sfera quasi sulla linea. Ma è il secondo e ultimo squillo offensivo rossoblù, i bianconeri cercano con insistenza i tre punti, Perin si salva d’istinto sull’incornata a colpo sicuro di Ronaldo servito da Chiesa, finisce la partita di un inutile Pjaca ed entra Shomurodov che non cambierà però il prodotto, esordisce in serie A (e non ha mai giocato neppure in serie B) l’ex aretino Caso che rileva uno sfinito Radovanovic e un minuto dopo, quando si è appena entrati nell’ultimo quarto d’ora, Rovella che già aveva rischiato qualche minuto prima stronca fallosamente l’imperioso spunto di Cuadrado nei sedici metri,  Di Bello accorda l’inevitabile rigore che Ronaldo trasforma con una sassata centrale imprendibile per Perin. Dybala e Chiesa lasciano il posto a Kulusevski e Bernardeschi, c’è spazio nel finale per Pandev al posto di Rovella ma ad un minuto dalla fine arriva la rete che chiude la partita. C’è uno sciagurato alleggerimento di Pellegrini troppo corto verso il portiere, si inserisce Morata, entrato molto bene in partita che nel contrasto viene toccato forse fallosamente da Perin: secondo rigore e trasformazione in fotocopia di Ronaldo.

La Juve, che ha messo in mostra un Mc Kennie centrocampista moderno e uomo ovunque ed un Cuadrado ancora una volta determinante ed inesauribile pendolino sulla destra tiene il passo delle migliori, per il Genoa ancora una sconfitta che lascia il Grifone sul penultimo gradino in un turno dove, a parte il Crotone, hanno comunque perso tutte le squadre nelle zone basse della graduatoria. Ora mercoledì nel turno infrasettimanale arriverà la capolista Milan, Maran spera di recuperare qualcuno degli assenti e ci attendiamo dal Genoa una prestazione con maggior coraggio in fase offensiva. Abbiamo visto qualche miglioramento rispetto alle sciagurate sconfitte casalinghe contro Torino e Parma, la squadra era molto compatta ed ha reso difficile la via della rete ai fenomeni in bianconero però per fare punti bisogna anche osare e non pensare solo a difendere, nelle due volte in cui il Genoa ha provato ad attaccare ha segnato ed ha messo in difficoltà Szczesny: da qui deve ripartire Maran per giocare una partita meno rinunciataria contro l’undici di Pioli.

GENOA-JUVENTUS 1-3

Reti: s.t. 12’ Dybala 16’ Sturaro 33’ e 44’ (entrambe su rigore) Ronaldo

GENOA(4-4-1-1): Perin 6,5 – Goldaniga 6 Bani 6,5 Masiello 5,5 Pellegrini 5,5 – Lerager 5,5 Radovanovic 5,5 (30’ s.t. Caso 6) Rovella 6 (36’ s.t. Pandev n.c.) Sturaro 6,5 (21’ s.t. Behrami 5) – Pjaca 5 (28’ s.t. Shomurodov 5) – Scamacca 6 (21’ s.t. Destro 5) All: Maran 5

JUVENTUS (3-5-2): Szczesny 6 – De Ligt 6 (45’ s.t. Dragusin n.c.) Bonucci 6 Alex Sandro 6 – Cuadrado 7 Rabiot 5 (22’ st Morata 6,5) Betancur 6 Mc Kennie 7 Chiesa 6,5 (38’ s.t. Bernardeschi n.c.) – Ronaldo 6 Dybala 6,5 (38’ s.t. Kulusevski n.c.) All: Pirlo 6

Arbitro: Di Bello di Brindisi 7

Note: serata di bel tempo con terreno un poco allentato, temperatura sui 5 gradi. Calci d’angolo 10-0 per la Juventus. Ammoniti: Rabiot, Mc Kennie, Cuadrado (J) Goldaniga, Perin, Bani (G). Recupero: 1 + 3 minuti.

MARCO FERRERA    

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