Ancora Samp Double Face, regge 45′ poi si fa superare nel secondo tempo. Al “Maradona” finisce 2-1

Si avvicina il Natale ma la Sampdoria di Ranieri non ha bisogno di particolari stimoli per mostrare buone intenzioni: affronta quasi sempre le partite con grinta. Il problema è che tende a perderla nel corso dei 90’, o a lasciarsi scoraggiare dagli episodi. Un vizio che il tecnico romano spera di cancellare nella trasferta allo stadio appena ribattezzato Diego Armando Maradona, ma in un posto con un nome così è più facile credere in un miracolo che ritenere che tutto procederà secondo i piani. Ranieri comunque ordisce un’accurata strategia per imbrigliare la fantasia dei padroni di casa capeggiati da Gattuso.

Nel canonico 4-4-2, davanti ad Audero, Ferrari, Yoshida, Colley, e Augello; Candreva e Jankto sulle fasce, Thorsby ed Ekdal in mediana; Verre a supporto di Quagliarella.

Il Napoli reduce dalle fatiche di coppa fa un po’ di turn over, a partire dal portiere: Meret torna nel cuore della difesa, assieme a Manolas, Politano sulla destra al posto di Lozano, il reparto avanzato del 4-2-3-1 è completato da Insigne e Zielinsky sulla trequarti alle spalle di Mertens.

Il Napoli prova a partire forte col suo fraseggio insistente, ma dopo qualche schermaglia è la Samp a creare pericolo: al 8’ angolo di Candreva, spizzicata di Thorsby, mischione nell’area piccola per trovare o impedire il tocco decisivo finché Meret non se la ritrova tra le mani. Quindi il minuto seguente Quagliarella si coordina alla perfezione e tenta una rovesciata a centro area, ma non riesce a impattare.

Zielinsky al 12’ prova a ravvivare i suoi con una botta dal limite che si spegne sul fondo soltanto per un soffio.

La Vecchia Volpe Ranieri ingabbia il rampante Gattuso pressando alternativamente i centrali della difesa azzurra e, arretrando un poco, i mediani, per cui le corte linee blucerchiate rappresentano una solida muraglia mobile, che i giocolieri del Napoli non riescono né a oltrepassare né ad aggirare.

Il Napoli prova a insistere spingendosi avanti e così apre sempre di più all’errore alle sue spalle: prima Meret pasticcia su un cross e rischia di spalancare la porta a Quagliarella, poi al 20’ arriva il cinico contropiede del vantaggio: Verre serve Jankto che si fionda a tutta velocità in area e impallina Meret con una cannonata sotto la traversa.

Il fraseggio degli undici di Gattuso è costante ma inconcludente, la Samp appare fredda e determinata: al 27’ solo un grande recupero di Koolibaly impedisce a Candreva di trovare un raddoppio replica, ma traslato sull’altra fascia, con una grande scivolata sull’ex giocatore dell’Inter, servito ancora da un lancio di Verre.

Un minuto dopo il trequartista dalla chioma blu sporca la sua prestazione perfetta sciupando un contropiede 3 contro 3, cercando un complicato passaggio per Quagliarella invece che il più smarcato Candreva.

Nel finale della prima frazione torna a farsi vedere il Napoli con un paio di conclusioni che però non impensieriscono Audero.

Gattuso deve ribaltare la scacchiera in cui lo ha serrato Ranieri e mette Lozano, tra i migliori di questo girone d’andata, al posto di Politano, e l’ex Petagna per Fabian Ruiz, con Zielinsky arretrato a centrocampo e Mertens sulla trequarti.

Son le mosse giuste: il Napoli riparte ardimentoso, stavolta però non sono fuochi fatui come quelli d’inizio partita, il Diego Armando Maradona è pronto ad accendersi.

Al 53’ è un triangolo perfetto a incastrare Audero: Insigne recupera la sfera al limite sinistro dell’area, appoggia per l’accorrente Mertens, cross proprio per Lozano e pareggio di capoccia.

Al 56’ Insigne prova un tiro dei suoi a rientrare, fuori di poco.

Al 61’ Manolas si impone di testa e consegna un bello spiovente ancora per Lozano, girata e tiro: palo! La Sampdoria fatica a resistere ai padroni di casa, ancora una volta si è mostrata double-face.

Al 68’ la remuntada è completata: Lozano scatenatissimo salta Augello e mette un cross bello teso: sempre di testa, Petagna appoggia in rete.

La Samp prova subito a pareggiarla, ma è il canto del cigno: gran conclusione da fuori area di Candreva, risposta persino migliore di Meret, che salva in corner distendendosi.

I Partenopei hanno buon gioco ad addormentare il match con le loro trame fini, la Samp non riesce a spezzarle e l’ultimo vero sussulto prima del triplice fischio è un mancato Game Over anticipato, con Mertens che al 77’ lanciato da Manolas si fa murare da Audero.

Per Ranieri è l’ennesima rimonta subita. Non era però facile contenere il ritorno di una squadra ricca di talento tra i piedi e velocità nelle gambe come il Napoli. Rispetto ad altre sconfitte può forse fare meno male, ma la sensazione è che se non ci fossero stati tutti questi cali la classifica avrebbe potuto già essere piuttosto tranquilla.

Federico Burlando

 

 

 

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