Uomini contati per Maran nella sfida impossibile alla Juventus

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La classica coperta corta caratterizza un Genoa stravolto dalle numerosissime assenze, che stanno togliendo a mister Maran parecchie alternative tattiche e di formazione. L’infortunio a Zapata, che ha raggiunto in infermeria Biraschi e Criscito, inguaia fortemente il tecnico trentino, impossibilitato a riproporre una difesa a quattro tutta di guardie scelte. Uno dei laterali dovrà per forza arretrare il proprio raggio d’azione, e stavolta dovrebbe toccare a Pellegrini, per consentire al versatile Goldaniga di spostarsi a destra, nella zona abitualmente battuta da un certo… Cristiano Ronaldo.

Certo, non basterà limitare – ma in che modo? – il fuoriclasse portoghese per spegnere le velleità di Madama, reduce dalla storica impresa di Barcellona e galvanizzata. Per mesi la formazione del novellino Pirlo è stata preda di timori assortiti, ma adesso sembra in grado di proporsi in una versione accattivante e produttiva, pur dovendo rinunciare nell’occasione ad un punto fermo della prima linea quale Morata, ancora sotto castigo del Giudice Sportivo. Al suo posto riecco Dybala che è capace di lasciare gli spettatori a bocca aperta ma anche i compagni in inferiorità numerica.

L’ultimo Genoa-Juventus, il 30 giugno, finito 1-3, ha visto il Grifone steso da tre eurogoldi altrettanti campioni: Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa scatenato, via Getty Images)

Il canovaccio del match è scontato: la Juve comanderà il gioco e il Grifo cercherà di fare densità nella zona nevralgica, dove decollano le trame offensive. Un mese fa il centrocampo bianconero era malaticcio, ma ora funziona a meraviglia. Per paralizzarlo non si può che correre il doppio, provando a chiudere ogni varco, nella speranza che tutto queto fervore basti per fare risultato o, perlomeno, per scongiurare un punteggio pesante.

Maran, che in difesa ha gli uomini contati, non guazza nell’abbondanza neppure in mediana e si sta chiedendo se la partita, oltremodo difficile, sia adatta per le caratteristiche e la condizione contingente di un diciannovenne come Rovella. Probabile che alla fine si affidi ancora alla vecchia guardia, più smaliziata, ma resta il timore che – qualsiasi elemento si schieri – il Genoa fatichi a proporre ripartenze di una certa pericolosità: sia per mettere in guardia i campioni d’Italia, sia per far respirare i compagni più arretrati.

In avanti è impensabile rinunciare a Scamacca, il quale però è atteso a mostrare più determinazione di quella espressa al Franchi, dove ha deluso grandemente. Queste però sono le classiche gare in cui un giovane emergente come il romano ha il dovere di mettersi in mostra.

Chi al fianco del bomber? A Firenze Pjaca ha lanciato messaggi positivi, ma anche lui dovrà uscire dal guscio di incostanza che lo imprigiona da tempo. Shomurodov, pessimo in Toscana dopo essere stato eccellente contro il Parma, è in ballottaggio e potrebbe spuntarla. Il prescelto ha davanti a sé un’occasione ghiotta per conquistare definitivamente un posto al sole.

PIERLUIGI GAMBINO

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