La Samp ci prova sino all’ultimo, ma prevale il Milan 2-1

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Sul colpo di testa fuori di Ekdal all’ultimo secondo della partita s’infrangono le speranze della Samp di agguantare un punto contro la capolista Milan, che riporta a cinque punti il suo vantaggio sull’Inter e a sei sulla Juve al termine di una partita non bellissima ma molto intensa dal punto di vista agonistico.

I blucerchiati indossano la maglia celebrativa dell’Andrea Doria e si onora a centrocampo con un minuto di silenzio Mario Maraschi, antico e mai dimenticato attaccante della Samp negli anni settanta; c’è l’esordio dal primo minuto per Gabbiadini che affianca Quagliarella in avanti, con la coppia Ferrari e Tonelli davanti ad Audero e Silva preferito ad Ekdal nel cuore del gioco. Pioli deve rinunciare a tre pezzi da novanta, uno per reparto: il giovane Gabbia rileva Kjaer in difesa, Tonali gioca al posto di Bennacer mentre Rebic cerca di fare Ibra come terminale offensivo.

 

Sono i rossoneri nei primi minuti a condurre le danze e a prendere possesso della metà campo di una Samp che resta sotto la linea della palla in posizione passiva ma il primo pericolo lo portano gli uomini di Ranieri: da azione di calcio d’angolo battuto da sinistra da Candreva, impiegato su quella fascia, con Jankto a destra per arginare con più profitto le volate di Hernandez, cerca la girata Quagliarella , ne nasce un assist per Tonelli libero di colpire di testa a pochi passi da Donnarumma che è prodigioso nel riflesso, sventando in corner.

Quattro minuti dopo, al 12’, è provvidenziale dalla parte opposta Ferrari a murare sottomisura il tentativo di Rebic pronto a finalizzare la bella manovra sulla destra, sull’asse Calabria-Saelemaekers, dove i blucerchiati soffriranno non poco con Augello poco supportato da Candreva in fase difensiva, con Calabria che più che il terzino agisce da ala aggiunta giocando molto alto al pari di Hernandez, con Kessie che spesso si abbassa a far partire l’azione. È una Samp che soffre il pressing rossonero e non riesce a ripartire, Silva appare arrugginito, perde una palla sanguinosa nella propria tre quarti e sull’appoggio di Diaz la conclusione di Rebic è troppo centrale e debole per impensierire Audero. È una costante di questa prima frazione la sofferenza in mezzo al campo per gli uomini di Ranieri, da una palla perduta da Candreva per un’improbabile finezza nasce la velocissima ripartenza Milan, con Colley provvidenziale a salvare un quasi gol su Rebic. Da qualche minuto il gambiano era entrato in campo per sostituire l’infortunato Bereszynski , con Ferrari dirottato a destra, gli ospiti continuano a tenere palla ma Audero non corre particolari rischi fino al 39’: sulla lunga verticalizzazione di Hernandez la difesa blucerchiata si fa trovare impreparata, Rebic supera Tonelli e sull’uscita del portiere tocca verso la porta sguarnita, è prodigioso il recupero del difensore che, pur trattenuto dal croato, riesce con l’aiuto del palo a togliere letteralmente la sfera dalla porta proprio sulla linea. Silva rischia il secondo giallo e viene graziato da Calvarese, Gabbiadini, poco incisivo, perde una palla nella propria metà campo ed ancora Ferrari è tonico e pronto su Rebic ma al 44’ arriva l’episodio che sblocca la partita: su apertura di Tonali per l’arrembante Hernandez è sciagurato il braccio alzato di Jankto, che lamenta una spinta che non c’è e la trasformazione di Kessie dal dischetto al morire del tempo è una sentenza per Audero.

Al rientro in campo Ranieri ne cambia subito due, l’improvvido Jankto lascia il posto a Damsgaard  mentre il lento Silva viene rilevato da Ekdal, con Hauge che nel Milan sostituisce l’evanescente Diaz: e passano solo due minuti quando il giovane norvegese pesca Tonali nel cuore dell’area ed il tocco di giustezza dell’ex bresciano sorprende Audero e va a morire sul montante alla sua sinistra, Gabbiadini reclama una cintura ai suoi danni nei sedici metri prima di lasciare il posto a La Gumina per problemi muscolari, quando ci si poteva aspettare l’ingresso al suo posto di Ramirez o Verre, i rossoneri rispetto alla prima frazione perdono molte seconde palle nella zona nevralgica, l’apporto di Ekdal in mezzo al campo supportato a sinistra dalle accelerazioni di Damsgaard e dalla fisicità di Thorsby alza il livello della prova blucerchiata al cospetto della capolista che fatica maggiormente e non riesce più a manovrare in maniera fluida come nella prima frazione. L’apporto di La Gumina è però inesistente in fase offensiva, con Quagliarella chiuso nella morsa di Romagnoli e Gabbia, che non fa rimpiangere l’assente Kjaer, poco oltre la metà del tempo Candreva dal centro destra scodella una bella palla per l’arrembante Thorsby che alza di testa sopra la traversa. Subito dopo c’è una gomitata galeotta di Romagnoli in area per frenare Damsgaard, sulla quale il Var poteva forse intervenire per un possibile rigore, Castillejo rileva al 31’ Saelemaekers, passano solo trenta secondi e lo spagnolo brucia centralmente Augello per chiudere in rete la bella manovra da sinistra sull’asse Hauge-Rebic, con scivolata a vuoto di Tonelli.

La partita sembra chiusa, Calabria imperversa sulla destra, lascia sul posto Augello e regala un bon-bon a Rebic che grazia Audero ciabattando a lato ; nella sua disperata rincorsa il laterale doriano colpito da crampi deve uscire, entra Leris (perché non Verre o Ramirez a risultato ormai compromesso?) e ad otto minuti dal termine i padroni di casa riaprono il match: corner da sinistra di Candreva, Ekdal all’altezza dell’area piccola in un’area ribollente e trafficata trova un colpo di tacco in acrobazia che rende vano il tentativo di Donnarumma per evitare la rete che renderà vibrante il finale. Le forze vengono meno, la Samp ci prova con volontà e forza della disperazione, un indiavolato e spesso fuori dall’area tecnica Pioli sostituisce Calhanoglu con Kurtic e proprio all’ultimo secondo Ekdal di testa manca la deviazione vincente sottomisura, dimenticato dalla difesa rossonera su cross di Candreva.

Finisce con la festa dei rossoneri a centrocampo, un successo pesante ottenuto con spirito da provinciale in un finale in cui la Samp non avrebbe comunque demeritato il pari, rimane la sensazione che i blucerchiati avrebbero potuto ottenere un risultato positivo con qualche leggerezza di meno e maggiore concentrazione e voglia nei momenti topici della partita. Buona la prova dei centrali difensivi davanti ad Audero , ottima quella di Ferrari, una pedina importantissima e duttile ritrovata da Ranieri al pari di Ekdal, alla migliore prestazione, pur parziale, della stagione ed il cui ingresso ha cambiato la spinta doriana, rilevando un Adrien Silva impalpabile che ha anche rischiato un doppio giallo nel primo tempo; troppo a corrente alternata la prestazione di Candreva, da cui ci aspetta qualche giocata più decisiva e maggiore continuità, in costante difficoltà a sinistra Augello, le punte sono state ben controllate e ridotte a giocate ininfluenti dalla gabbia predisposta da Pioli, con il giovane Gabbia e l’ormai scafato capitan Romagnoli a proteggere Donnarumma.

Tra i rossoneri da segnalare la prestazione di grande personalità sulla destra di Calabria e il buon impatto sul match del giovane Hauge rispetto al fumoso Diaz, sempre presente ed implacabile dal dischetto Kessie mentre Tonali ha giocato la sua miglior partita stagionale, al netto di qualche leggerezza tipica della giovane età.

Tre punti pesantissimi per una squadra molto giovane che sta vivendo una stagione al di sopra delle proprie possibilità e che, anche in assenza del suo “totem” Ibra, ha saputo in tre giorni ottenere una bella vittoria in rimonta sul Celtic e questo successo a Marassi, alla fine sofferto e forse per questo più festeggiato a fine partita, a testimonianza di un gruppo molto unito e coeso. Per la Samp terza sconfitta tra le mura amiche, i ragazzi di Ranieri, attesi dal viaggio sotto il Vesuvio, aspettano con impazienza un apporto più qualitativo dai nuovi innesti, finora deludenti e devono ritrovare carica agonistica e concentrazione smarrita rispetto al girone di ritorno della scorsa stagione e parzialmente ritrovata nella partita contro la capolista.

SAMPDORIA-MILAN 1-2

Marcatori. p.t. 45’ Kessie (rig) s.t. 32’ Castillejo 37’ Ekdal

SAMPDORIA (4-4-2): Audero 5,5 – Bereszynski n.c. (19’ p.t. Colley 6,5) Ferrari 6,5 Tonelli 6 Augello 5 (37’ s.t. Leris 5) – Jankto 4 (1’ s.t. Damsgaard 6) Thorsby 6 Silva 5 (1’s.t. Ekdal 7) Candreva 5,5 – Gabbiadini 5 (12’ s.t. La Gumina 5) Quagliarella 5,5 All: Ranieri 5,5

MILAN (4-2-3-1): Donnarumma 7 – Calabria 7 Gabbia 6,5 Romagnoli 6,5 Hernandez 6,5 – Kessie 7 Tonali 6,5 – Saelemaekers 6 (31’ s.t. Castillejo 7) Diaz 5 (1’s.t. Hauge 6,5) Calhanoglu 6,5 (45’ s.t. Krunic n.c.) – Rebic 6 All: Pioli 6

Arbitro: Calvarese di Teramo 5,5

Note: Serata non freddissima, sui 6-7 gradi, terreno di gioco allentato, calci d’angolo 9-6 per la Sampdoria. Ammoniti: Silva, Jankto (S) Kessie (M). Recupero 3 + 4 minuti.

MARCO FERRERA 

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