Un bello Spezia mette paura anche a una Lazio cinica, ma soccombe 2-1

La favola degli Aquilotti di Italiano non sembra finire anche quando si torna a casa senza punti; contro le più blasonate Aquile Celesti, sino all’anno scorso omaggiate per il buon gioco, è stato la Spezia a creare più occasioni: a fine primo tempo ben 8 giocatori di movimento sui canonici 10 sono arrivati a tirare. I bianconeri arrembano e combattono sino alla fine, centrano due pali, lasciano qualche spazio nelle retrovie, e sono costretti a cedere solo a un pizzico di sfortuna e alle prodezze balistiche di Milinkovic-Savic, che nel primo tempo serve un filtrante perfetto per Immobile e poi batte una perfezione esemplare.

È l’ultima partita che i bianconeri dovranno disputare a Cesena, dopo potranno finalmente mettersi in mostra all’Armando Picco, con la carica emotiva che comporta nonostante lo stadio vuoto. Italiano opta per due cambi rispetto all’emozionante pareggio all’ultimo minuto col Cagliari, dentro Chabot e Ferrer in ragione di Erlic e Sala, affianco a Terzi e Bastoni davanti a Provedel, per il classico 4-3-3. I due trii davanti sono Estevez-Ricci-Maggiore e Gyasi-Nzola-Farias.

Simone Inzaghi ha la Champions in settimana in cui deve strappare almeno un punto al Bruges ma schiera tutti i big: saranno decisivi.

Celebrate nel pre-gara le 200 presenze di Capitan Terzi: l’occasione avrebbe meritato altri scenari e alte ovazioni.

Parte fortissimo lo Spezia: già al 3’ serie di scambi di prima, Estevez arriva al tiro, scocca, Reina si dilunga e salva sul palo.

Nel primo quarto d’ora i bianconeri costringono a indietreggiare i più quotati avversari con ragnatele di passaggi da cui a sorpresa piovono insidiose verticalizzazioni per le punte, Reina tocca il pallone molto più spesso di Immobile per porre fine a tutte queste trame. Quando il pallone però arriva proprio all’attaccante della nazionale tramite Milinkovic-Savic si sblocca il risultato e l’Aquila si fa forza dell’esperienza per beffare l’Aquilotto, così come il navigato Milinokovic ruba il pallone al giovine Maggiore e, allo scoccare del 15’, mette solo davanti al portiere il biondo centravanti azzurro: lo buca facendogli passare il pallone sotto le gambe.

Non basta a far abbassare le penne all’undici di Italiano: Gyasi già al 18’ entra in area e calcia a lato di un soffio, al 25’ un raffinato e impetuoso palleggio porta Bastoni al tiro e al secondo palo di giornata, al 30’ nessuno arriva sul tesissimo cross da destra di Terzi.

La Lazio prova a rispondere con lunghi lanci salta difesa: prima uno di Luis Alberto su cui sempre Immobile non arriva per poco, quindi al 31’ una nuova proiezione per lo scatenato 17 laziale: Chabot è costretto ad arrestarlo, cartellino giallo, anche se era stato chiesto al rosso.

Sulla conseguente punizione, al 33’, Milinkovic-Savic batte alla perfezione: doppio vantaggio, piuttosto ingiusto per quanto visto sino ad allora.

Non c’è però modo di indurre alla resa i baldanzosi neopromossi: sino all’ultimo secondo della prima frazione è un assedio a Reina.

La ripresa si avvia sullo stesso copione del primo tempo: lo Spezia attacca con tanto merito e poca fortuna, la Lazio si difende timorosa e prudente e graffia senza pietà appena l’occasione si fa propizia.

Al 52’ Farias salta Reina e sullo slancio calcia debolmente a porta sguarnita apparentemente sguarnita, Radu recupera e salva sulla linea. Al 54’ Terzi rischia il patacrac sul pressing di Immobile, una punta che ha creato una carriera sul procurarsi di rapina occasioni facili.

Al 60’ Inzaghi sottrae alla mischia Luis Alberto e Immobile per risparmiarne le forze in vista delle spedizioni europee, dentro Caicedo e Akpa-Akpro.

Tra il 63’ e il 64’ sembra ribaltarsi il trend del match: Ricci sbaglia un passaggio, Lazzari sciupa malamente un contropiede servendo male Caicedo per il tris, il pallone torna a Ricci che imbecca N’Zola: dribbling su un Acerbi sino a quel momento granitico e sinistro micidiale: 1-2.

Anche lo Spezia cambia: dentro Agudelo e Deiola per Farias e Maggiore. I due faranno ballare la Lazio sino alla fine.

Al 73’ viene annullato un gol a Caicedo per fuorigioco, un’occasione nata nuovamente da un lancio lungo.

Lo Spezia ci prova ora con tutte le forze residue, ma non ha più energie per mantenere la potenza di fuoco e solo negli ultimissimi minuti riesce a impegnare seriamente Reina: al 86’ Agudelo scarta Marusic e impegna lo spagnolo, un minuto dopo è Deiola a mandare a lato di pochissimo.

Al 92’ il Var annulla una rete a Perreira per fuorigioco precedentemente convalidata dall’arbitro, una magra consolazione per Italiano, che può comunque essere fiero dei suoi ragazzi.

Così si è espresso davanti ai microfoni a fine gara:

«Siamo stati noi a fare la partita, siamo stati noi a concedere quel poco che abbiamo concesso alla Lazio. Sapevamo che in ripartenza sarebbero stati fenomenali, peccato quindi per i gol subiti.

Oggi abbiamo fatto una delle migliori gare, abbiamo creato più di tutte le altre partite messe insieme, ma usciamo dal campo con zero punti. Siamo all’inizio e c’è pertanto da essere ottimisti, sarà importante continuare ad affrontare le gare con questo spirito, perché i ragazzi hanno giocato proprio come si era preparata la gara.

Forse è stata la miglior prestazione in assoluto, questa gara ci ha dimostrato che se non concretizzi le occasioni in Serie A esci dal campo da sconfitto. Davvero un peccato non portare a casa punti, ma siamo comunque orgogliosi di quanto abbiamo fatto vedere in campo; lo spirito deve assolutamente rimanere questo anche nelle prossime settimane»

Federico Burlando

 

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