Il Genoa cade malamente col Parma, Maran trema

Quarta sconfitta consecutiva e quarto stop casalingo nelle cinque uscite al “Ferraris”, dopo la vittoria all’esordio contro il Crotone, cinque punti e penultimo posto in classifica; svanisce subito l’effetto derby per il Genoa sconfitto a domicilio dal Parma, che quando arriva nella Genova rossoblu ottiene sempre il pieno e Liverani può respirare con la prima vittoria esterna stagionale.

Una vittoria targata Gervinho, che nel riscaldamento sulle note di “Live is life” in memoria del più grande numero dieci nella storia del calcio, si carica ed in campo capitalizza le giocate dei suoi e soprattutto di Kucka, 33 anni ed ex rossoblu e migliore in campo insieme all’ivoriano. Ma il Genoa è troppo molle e senza grinta, il gioco non si vede e Maran sente la panchina scricchiolare tremendamente, dopo l’esonero di Faggiano ed il ritorno di Marroccu le acque in casa rossoblù sono come ormai avviene da troppe stagioni agitatissime.

C’è ben poco da salvare nell’ennesima serata da Grifo (in senso negativo), con la tramontana che arriva dalla collina del Righi a rendere ulteriormente ghiacciata la serata di Sturaro e compagni, gli ospiti non giocano la partita dell’anno ma con il minimo sforzo colgono tre punti pesantissimi per la loro non certo esaltante graduatoria.

In assenza di Perin e Marchetti nel Genoa esordisce tra i pali Paleari con la coppia di punta del derby confermata dal tecnico trentino, che deve ancora fare a meno di tanti dei suoi (Criscito, Biraschi, Zappacosta, Cassata…) e con il ritorno di Badelj e Lerager a centrocampo, Liverani dà fiducia come terminale offensivo a Cornelius, letale lo scorso anno contro il Grifone, con Gervinho alle spalle.

La conclusione di Scamacca dal limite ammortizzata da Sepe dopo 45 secondi è illusoria, incitati a gran voce da Liverani che a bordo campo sfida la tramontana in giacca e dolce vita, gli emiliani sembrano poter entrare con troppa facilità nella linea difensiva avversaria, Cornelius coglie il palo su dormita collettiva (ma era in fuorigioco) , poi al 7’ è provvidenziale Goldaniga nella diagonale difensiva sull’ariete svedese, lanciato verso Paleari che deve capitolare al minuto numero dieci: perde palla Badelj sulla pressione di Kucka che imbuca magistralmente in area per Gervinho che approfitta dell’errato posizionamento di Zapata e tutto solo infila il portiere sul primo palo. E il minuto del vantaggio ospite è quello programmato per il tributo al “Pibe de Oro”, che viene celebrato a centrocampo prima della ripresa del gioco. I padroni di casa soffrono, la manovra è senza sbocchi, fine a se stessa e lasciata all’iniziativa personale, come quella di Shomurodov che al 16’ penetra in una difesa ospite larghissima, si presenta defilato a sinistra davanti a Sepe ma il sinistro è troppo debole e viene ribattuto. Le uniche note positive arrivano da Pellegrini che sulla sinistra imperversa vanamente contrastato dall’esordiente belga Busi , lo salta regolarmente e scodella palle tagliate ed interessanti al centro, da una di queste la sfera arriva a Badelj che dal limite calcia altissimo nella Sud ed alla mezz’ora arriva l’occasione che avrebbe potuto far svoltare la partita: ancora Pellegrini mette la freccia, salta netto Busi e mette in mezzo un tiro cross pericolosissimo che Sepe buca ma Scamacca incredibilmente cestina alto da due metri con la porta sguarnita.

Nel finale di tempo i ducali legittimano però il vantaggio, con Gervinho che calcia alto dopo percussione di Kurtic, poi non infila per il comodo tap-in dopo penetrazione da destra di Cornelius ed allo scadere del tempo coglie una clamorosa traversa dopo l’ennesima assistenza dell’onnipresente Kucka, che aveva rubato palla ad un Pellegrini bravissimo a spingere e meno a difendere.

Inizia la ripresa e si presenta lo stesso Genoa che aveva terminato deconcentrato ed impaurito, non passano nemmeno centoventi secondi che arriva il raddoppio: ancora Badelj perde una palla a centrocampo, si sviluppa il contropiede con la respinta troppo corta di Zapata in affanno che viene arpionata da Gervinho che infila nell’angolo destro di Paleari, con conclusione sporcata dal tocco del difensore colombiano.

Ma l’acuto di Shomurodov che al 5’ approfitta di una leggerezza difensiva del timido Busi ed infila con bella girata Sepe riapre la partita, il Parma sembra perdere le certezze mostrate nella prima frazione ed il Genoa avanza il baricentro della propria manovra, prendendo maggiormente possesso della zona nevralgica, dove continuano a latitare Lerager e Badelj e dove invece cresce con il passare dei minuti la prova di Sturaro, stasera capitano, che al 12’ dal limite si libera bene ma calcia di poco alto sulla traversa. Badelj dal limite impegna in due tempi Sepe, entrano Zajc e Pandev per Lerager e l’uzbeko, che personalmente avremmo lasciato in campo dopo la rete segnata, ma i padroni di casa non riescono a creare occasioni e a mettere in difficoltà una squadra calata parecchio sul piano fisico, dove il solo Kucka continua a comandare in mezzo al campo, per fisicità e sagacia tattica. Hernani entra (male) per l’infortunato Scozzarella, Iacoponi regala esperienza al posto dell’imberbe Busi e Grassi rileva il fumoso Karamoh, che dal limite fa tremare al 28’ con un sinistro a giro Paleari, con Ghiglione che un minuto più tardi conclude troppo centralmente per impensierire l’estremo emiliano.

Il Genoa non riesce a pungere, entrano anche Pjaca e Parigini, sulla girata di Pandev alta ad un minuto dallo stop si esauriscono le speranze rossoblù e a nulla servono gli oltre sei minuti di recupero per cambiare il risultato, giocati in dieci uomini dal Parma per l’infortunio di Grassi e cambi esauriti e con Cornelius che reclama un sospetto rigore per una cintura di Goldaniga.

Sconfitta gravissima, nella serata salviamo i soli Pellegrini e Shomurodov, autore della sua prima rete italiana ed il secondo tempo di Sturaro; per il resto è notte fonda, con Scamacca che questa volta non è riuscito a togliere le castagne dal fuoco (e per un ragazzo di 20 anni ci può stare), una difesa in balia di Gervinho e compagni scarsamente protetta da un centrocampo troppo lento e monocorde per la massima serie. Per il Parma tre punti pesantissimi, ottenuti nel segno di Gervinho e di Kucka, i due che nella triste serata di Marassi hanno fatto la differenza contro una formazione che avrebbe dovuto affrontare con ben altra grinta e determinazione una partita di tale importanza e Maran ha la responsabilità di una squadra che dopo due salvezze ottenute all’ultima giornata dovrà cambiare presto passo ed atteggiamento per non trovarsi troppo staccata tra quindici giorni dal treno salvezza, dove nella giornata hanno fatto tutti punti ad eccezione del Crotone.

GENOA-PARMA 1-2

Marcatori: 10’ p.t.e 2’ s.t. Gervinho 5’ s.t. Shomurodov

GENOA(3-5-2): Paleari 5,5 – Goldaniga 5,5 Zapata 5 Bani 5 (43’ s.t. Destro n.c.) – Ghiglione 5 (36’ s.t. Pjaca n.c.)  Lerager 5 (23’ s.t. Zajc 5,5) Badelj 5 (36’ s.t. Parigini n.c.) Sturaro 6 Pellegrini 6,5 – Scamacca 4,5 Shomurodov 6 (23’s.t. Pandev 5) All:Maran 5

PARMA (4-2-3-1): Sepe 6 – Busi 5 (28’ s.t. Iacoponi 6) Osorio 6,5 Alves 6 Gagliolo n.c. (20’ p.t. Laurini 6) – Scozzarella 6 (17’ s.t. Hernani 5) Kurtic 6 – Karamoh 5,5 (28’ s.t. Grassi 6) Kucka 7,5 Gervinho 7,5 – Cornelius 6,5 All: Liverani

Arbitro: Mariani di Aprilia 5

Note: serata fredda con vento di tramontana, terreno di gioco piuttosto secco e gibboso. Calci d’angolo 2-2. Ammoniti: Busi, Karamoh (P) Badelj, Bani (G) e l’allenatore Maran. Recupero 2 + 6.

                                                                                                      MARCO FERRERA          

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