Confronto Maran-Preziosi, tecnico confermato ma rischia l’esonero a ogni partita

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Quasi ogni partita del Genoa in questa stagione è stato un crocevia, un passo decisivo verso il baratro o la resurrezione. Le premesse di una stagione tranquilla sono state spazzate via dal Covid, da allora ogni match è stato visto come una possibilità per valutare una forma in fase di recupero. Col tempo però ulteriori infortuni hanno continuato a minare i tentativi di amalgamare la squadra, gli schemi e i meccanismi sono ancora da definire, qualche colpo di sfortuna e l’incapacità di prevenire gli episodi o mutuarli a proprio favore ha scoraggiato l’intero ambiente.

Prestazione nei derby a parte il quadro è desolante. Mai da quando è ritornato in Serie A nel 2007-08 il Genoa aveva messo assieme così pochi punti nelle prime 9 giornate, appena 5 con Juventus e Milan all’orizzonte, subito dopo la Fiorentina; più avanti subito prima di Natale i delicatissimi scontri salvezza con Spezia e Benevento, due neopromosse che hanno il fuoco nelle gambe e le ali ai piedi.

Inevitabile mettere al tavolo degli imputati l’allenatore. Se da un lato Maran ha molte attenuanti, dall’altro non ha mai dato l’idea di avere il controllo della situazione e di essere sicuro di come ribaltarla. Dopo la sconfitta con il Parma sono usciti molti nomi, i più consistenti e credibili dei quali sono Leonardo Semplici, un vecchio pallino di Preziosi così come lo era Maran stesso, e Davide Nicola, l’eroe dell’ultima salvezza, ancora sotto contratto e particolarmente gradito al nuovo-vecchio DS Maroccu, col quale lavorò in perfetta sintonia.

C’è stato un confronto a caldo dopo la sconfitta coi Ducali e per il momento l’allenatore trentino è confermato, ma sa che imponenti spade di Damocle pendono sul suo capo.

Ai microfoni ha commentato così il quarto risultato negativo di fila in campionato, nonché il quarto consecutivo in casa:

«Abbiamo fatto scelte incomprensibili in certi momenti, però siamo stati in partita, ma dobbiamo stare più attaccati negli episodi singoli, perché determinate scelte e episodi li paghiamo a caro prezzo. Dobbiamo limare ciò che mette a rischio la squadra per ottenere i risultati e mettere il coltello tra i denti, affrontare le partite con piglio diverso. Fare delle cose che comportano zero rischi non vuol dire andare ad aggredire l’avversario come abbiamo fatto oggi, perché si rischia di dare situazioni facili agli altri e in questo momento paghiamo tutto in maniera evidente, anche se la squadra è comunque migliorata rispetto al recente passato».

Nel frattempo ha anche generato scandalo il fotogramma dei giovani Asoro, Micosvchi e Males che al 87’ del match coi gialloblù in tribuna invece che seguire i compagni in difficoltà guardano tutti compiaciuti il proprio smartphone, dando l’idea di essere disinteressati alle vicende del loro club di appartenenza.

Federico Burlando

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