Samp ombre-luci-ombre, strappa un 2-2 a Torino

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I tifosi di entrambe le squadre avevano ragione di temere che se fossero andati in vantaggio per certo si sarebbero farebbero recuperare. Le loro paure, e per certi versi speranze, non sono andate deluse, sebbene il pareggio non accontenti nessuno, e tutto sommato nemmeno il modo in cui è stato maturato. Entrambe le compagini hanno mostrato limiti nella gestione della gara, anche sotto un profilo mentale, un tarlo che ne sta segnando pesantemente la stagione.

Nessuno dei due allenatori in campo, entrambi costretti a farsi rappresentare dai vice: Ranieri squalificato da Benetti, Giampaolo ammalato di Covid da Francesco Conti, storico secondo di Del Neri, chiavarese, un’esperienza a 18 anni al Genoa senza mai scendere in campo.

Torino col 3-5-2, Sampdoria con una variante del classico 4-4-2: davanti invece che due punte a tutto tondo, Verre trequartista alle spalle di capitan Quagliarella. Dietro i soliti noti: Audero alle spalle del quartetto Bereszynski, Ferrari, Yoshida, Augello; in mediana Thorsby ed Ekdal sorretti ai lati da Yankto e Candreva.

Ci si chiedeva che effetto avrebbe avuto il derby sulla Samp: a giudicare dalla prima mezz’ora devastante. A parte i primissimi minuti, dove mostrano un buon fraseggio, i blucerchiati sono costretti a rintanarsi nella propria metà campo, timorosi di un Toro che carica alla ricerca di una vittoria e di una svolta.

Al settimo sarebbe già passato con Belotti, servito con un attimo di ritardo da una buona intuizione di Linetty, Audero superato in uscita. Il Var rileva il fuorigioco.

Per due volte l’ex Zaza (uno dei tanti) non riesce a trovare il gol perché manca il pallone per un soffio, poi Belotti con una capocciata debole scalda Audero al 22’ e al 25’ lo infila col sinistro, lasciato colpevolmente solo al centro dell’area su un cross di Singo.

Lo svantaggio sembra scuotere la Samp, che comincia a proporsi nella metà campo altrui invece che attendere l’avversario. Candreva perde il tempo su un cross di Jankto, quindi al 35’ Quagliarella lavora sempre per Candreva, tiro ribattuto, il capitano sul rimbalzo tira e sfiora il gol.

La ripresa si chiude con l’undici di Ranieri-Benetti che prova timidamente ad affacciarsi sull’area nemica e il Toro che la controlla agevolmente.

Gli allenatori del Doria cambiano tutto nella ripresa: ben 4 inserimenti. Gabbiaidini per Verre, Adrien Silva per Ekdal, Damsgaard per Jankto e Tonelli per Yoshida. E cambia la partita: così come aveva cominciato spenta e timorosa, la Sampdoria si propone aggressiva e sfacciata nella ripresa.

Subito Quagliarella anche se in fuorigioco impegna Sirigu, quindi al 54’ Candreva pareggia: approfitta di un rimpallo tra il capitano e Rincon, entra in area e batte sul primo palo. Al 63’ addirittura il vantaggio: lancio di Candreva per Quagliarella e tiro al volo. I due uomini di maggior esperienza hanno fatto risollevare la testa alla squadra.

Così come la Sampdoria si era risvegliata subito dopo lo svantaggio, così il Torino. Singo scatenato crossa dalla destra, pesca Zaza che conclude al volo, paratona di Audero.

I doriani provano a resistere, ma finiscono presto la birra: al 76’ Belotti negli inediti panni di crossatore regala un’occasione a Meitè, ma Audero è in forma eccellente e ne devia il tiro al volo. Sul calcio d’angolo conseguente l’italo-indonesiano non può nulla sul colpo di testa del francese.

Il Torino fiuta la vittoria e ci prova disperatamente: Al 80’ ci prova Verdi dopo una bella progressione personale, sciupano ancora un’occasione Verdi e una, proprio sul finale, Zaza, poi un triplice fischio che regala un mezzo sorriso alla Samp, ma permeato di amarezza.

Federico Burlando

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