Ranieri: «Dimentichiamoci della Coppa Italia, ci voglio meno belli e più pratici»

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Ha fatto malissimo la sconfitta nel derby di Coppa Italia. Quello perso in estate era arrivato in coda alla conquista della salvezza e a una serie di belle partite e risultati spumeggianti. La batosta subita però è un duplice schiaffo: a Genova tutti sanno come se la passa l’avversario e a nessuno ei tifosi blucerchiati sfugge che il Genoa era in grandissima difficoltà; la partita all’intervallo sembrava chiusa. Come è stato possibile prendere 3 gol in 12 minuti da un avversario che si aveva in pugno sino a 20 minuti prima?

Qual è la Sampdoria, quella che si fa stendere in rimonta dal Benevento e da un Genoa disperato, che cede apatica a Bologna e Cagliari, o quella che piega le paladine dell’Italia in Champions, Lazio e Atalanta?

Se lo chiede anche Ranieri in conferenza stampa: «Dopo tre gare positive, abbiamo fatto il passo più lungo della gamba. Voglio rivedere la Samp che conosco: meno bella e più pratica e con quella mentalità che ci ha permesso di uscire dal guado l’anno scorso. Abbiamo giocato bene per un’ora, abbiamo creato occasioni da gol, ma alla fine ne abbiamo fatto solo uno e subiti 3: cosa che facevamo noi l’anno scorso, lasciavamo la squadra avversaria giocare e poi mettevamo noi la palla in rete»

Parola d’ordine: grinta. «Dimentichiamoci della Coppa Italia, adesso dobbiamo saper reagire. Ci attende un avversario che come noi è alla ricerca di punti. Siamo in un momento delicato perché avevamo fatto male all’inizio e poi bene: quando io dicevo “40 punti” qualcuno pensava già di andare oltre. Abbiamo voluto fare un passo più lungo e non eravamo preparati. Dobbiamo tornare a giocare con quella determinazione senza tanti fronzoli: si va in campo e si lotta con il coltello tra i denti, dobbiamo tirare fuori il risultato».

Tanti i volti amici tra gli avversari di lunedì, che però non concederanno nulla: troppo alta la posta in gioco per i Granata in zona retrocessione, «Era normale che il Torino impiegasse un po’ di tempo per memorizzare i principi tattici del nuovo allenatore. Fanno girare palla velocemente con uno, massimo due tocchi e quando si va in pressione è molto difficile rubargli palla. 10 o 12 giocatori miei hanno giocato con lui, lo conoscono perfettamente. Noi dovremo giocare una partita accorta, senza permettere loro di giocare in profondità. Dobbiamo stare attenti alla loro verticalità, a come costruiscono».

Dopo aver riassunto la situazione infortuni -non recupera Colley, in bilico Quagliarella- ci tiene a sottolineare che dei suoi rileva la mancanza di determinazione nei momenti che contano, non di impegno: «Dico sempre che soltanto con il lavoro se ne viene fuori, com’era l’anno scorso. Ecco, sul lavoro non posso dire nulla ai ragazzi, fanno veramente tanto, lo fanno bene, con passione e con orgoglio»

Federico Burlando

 

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