Spezia senza freni, le riserve piegano in Coppa un Bologna di titolari

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Cadeva il trentennale di un momento magico per la Liguria del pallone: il derby d’andata tra Genoa e Sampdoria del 1990-91. A fine stagione i rossoblù in Europa in barba alla Juventus di Baggio, blucerchiati campioni d’Italia davanti alle Milanesi guidate da Sacchi e Trapattoni. Questa è Grande Storia ormai redatta e compiuta, chi la sta scrivendo una pagina emozionante dopo l’altra è lo Spezia di Italiano.

In un’altra annata eccezionale, la prima con 3 compagini della regione in massima divisione, le due nobili inciampano e fanno fatica, i bianconeri invece danno spettacolo a ogni match. Mentre l’Atalanta costretta al pari al Picco qualche giorno fa vinceva ad Anfield Road, gli Aquilotti si prodigavano nell’ennesimo volo fuori quota: piegato il Bologna di Mihajlovic, 4-2 ai Supplementari, nei sedicesimi di Coppa Italia.

Il bello è che i felsinei per conquistare la qualificazione agli ottavi e la conseguente trasferta nell’Urbe per gli ottavi contro la Roma si sono presentati in grande spolvero, col solo Palacio a riposo, Italiano invece si è presentato con le riserve per risparmiare le forze. Eppure sono state quest’ultime a imporsi.

Krapikas in porta, retroguardia a 4 con Sala, Ismajli, Chabot, Marchizza; Deiola, Agoumè, Mora, Agudelo, Acampora costituiscono un nutrito mix di polpacci e tecnica volto a rifornire Piccoli, chiamato a tenere da solo i suoi in avanti.

Le squadre si affrontano a viso aperto, più solidi i blasonati emiliani, più spumeggianti i rampanti liguri. Fioccano gol ed emozioni dal primo al centoventesimo. Al 5’ Acampora serve Piccoli che col mancino dal limite sinistro trova il pertugio per battere Da Costa, risponde al 13’ Musa Barrow, riceve un ottimo filtrante da Vignato, s’invola verso la porta, ignora lo smarcatissimo Orsolini e infila con un diagonale. Sembra funzionare l’esperimento da centravanti, il prosieguo della partita per lui però rasenterà la sciagura.

Il Bologna va forte sulle fasce, e nell’arco di un minuto, il 28’, prima Orsolini, poi Vignato servono due volte Svanberg, che becca prima Krapikas e poi il palo.

Al 46’ una trama  Barrow-Soriano-Orsolini porta quest’ultimo a un rigore in movimento, il tiro del vantaggio sulla sirena di fine frazione di gioco, e già a inizio ripresa i rossoblù provano a chiuderla: comincia però la serataccia di Barrow, che sciupa malamente una ghiotta occasione per il 3-1, solo con Krapikas, tirando sul piede del numero uno lituano.

Entra Farias per Acampora al 61’ ed è subito pareggio, appena 3 minuti dopo: triangolo sulla destra con un Piccoli scatenato, controllo a buggerare Denswil e potente sinistro a due passi da un impotente Da Costa.

Barrow nuovamente si divora il terzo gol, e allora è Italiano a ingolosirsi: al 86’ dentro Maggiore per provare a vincerla nei Supplementari. I quali però potrebbero non avere luogo: Palacio, buttato nella mischia da poco più di 5 minuti, a un giro di lancette dal novantesimo, s’invola su un lancio di Pioli  verso la porta e viene steso da Krapikas in uscita mentre lo sta saltando. Dal dischetto va Barrow, Krapikas para e per il Gambiano e il Bologna la notte si fa tetra.

È una beffa, ma se avesse segnato lo sarebbe stata anche per lo Spezia, che nonostante le tante occasioni concesse aveva mostrato maggiore dinamismo.

Nella restante mezz’ora così sciaguratamente concessa da Barrow gli Aquilotti dominano in lungo e in largo. Mihajlovic è costretto a sostituire i più stanchi, la difesa viene risistemata in peggio, Denswil, terzino, viene spostato al centro e al 100’ Maggiore si fionda su un’assist di Farias e buca un incerto Da Costa, per trovare quel terzo gol che Barrow ha ripudiato con ostinazione.

Al 119’ Maggiore, servito ancora da Farias, raddoppia con un bel destro a  giro, regalando gli ultimissimi sospiri e tripudi di un match che non è certo stato parsimonioso.

Inevitabilmente felice Vincenzo Italiano davanti ai microfoni:

«Accedere agli Ottavi è per noi davvero una bella soddisfazione. Vedere questi ragazzi, soprattutto coloro che finora avevano visto poco il campo, esprimersi in questo modo è per me motivo di grande orgoglio. Abbiamo peraltro affrontato una squadra forte, ma i ragazzi non hanno mai mollato, dimostrando di volere a tutti i costi conquistare il passaggio del turno.

Siamo stati bravissimi a non disunirsi quando siamo andati in svantaggio, anche quelli che sono entrati a gara in corso si son fatti trovare pronti, anzi prontissimi e quindi ci teniamo stretta questa vittoria, che penso sia nel complesso meritata.

Mi fa piacere per tutta la squadra e soprattutto per i giocatori che avevano trovato poco spazio; anche questa sera lo Spezia ha dimostrato di poter contare su un grande gruppo, molto ampio e composto da giocatori assolutamente validi, perché, anche oggi, tutti i ragazzi che sono stati schierati hanno saputo offrire prestazioni degne di questi palcoscenici»

Federico Burlando

 

 

 

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