Il Genoa vince il derby di Coppa Italia con una mezz’ora di fuoco, suicidio Samp

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Il derby di Coppa Italia lo vince il Genoa ma di fatto lo perde la Sampdoria che nella prima frazione è padrona del campo ma va al riposo con una sola rete di vantaggio, non approfittando di un Genoa troppo brutto per essere vero. Una vittoria ottenuta con tre reti in dodici minuti, con bomber Scamacca ancora una volta protagonista, con i cambi operati da Maran che hanno cambiato il corso delle cose uniti ad una scellerata gestione da parte di Ranieri, che già contro il Bologna domenica scorsa non aveva del tutto convinto. Inspiegabile insistere su Leris, dal cui errore è nata la rete del pareggio che ha di fatto cambiato il match così come domenica scorsa la fiducia data a Regini aveva spianato la rimonta ai felsinei. Per la quarta volta a Marassi (Benevento, Genoa, Bologna e stasera) i blucerchiati in vantaggio hanno subito la rimonta avversaria, denotando mancanza di cinismo e supponenza di fronte ad un Genoa che, una volta trovato abbastanza casualmente il pari, ha meritato la vittoria con una crescita esponenziale dei suoi interpreti, con Scamacca splendido terminale offensivo che ha sovrastato sia dal punto di vista fisico che tecnico una retroguardia blucerchiata scioltasi come neve al sole.

Ranieri si affida al 4-4-1-1, è a corto di attaccanti ed affida a La Gumina il peso del reparto offensivo, con Verre in appoggio mentre Maran lancia dal primo minuto la coppia Scamacca-Shomurodov con Marchetti che vince il ballottaggio tra i pali con Paleari, vista l’indisponibilità di Perin.

L’avvio è doriano, Thorsby con la sua fisicità e Silva con la sua tecnica prendono in mano le chiavi del match ma è Verre, inspiegabilmente ripudiato da Ranieri nelle ultime partite, a fare la differenza in questa prima fase. L’ex veronese con una sontuosa verticalizzazione fa viaggiare nello spazio La Gumina che ha un ottimo movimento ed esplode il destro, con Marchetti che con l’aiuto della traversa sventa il pericolo, poi al minuto numero dodici Thorsby sulla destra effettua una gran giocata, sullo sviluppo dell’azione la sfera arriva al limite a Silva la cui conclusione viene respinta plasticamente in volo da Marchetti, per la gioia dei forografi alle sue spalle. Passano pochi minuti, gli uomini di Maran non riescono ad allentare la pressione ed ancora sull’asse Verre-La Gumina il destro del biondo attaccante sfila di poco a lato sulla destra del basito Marchetti. Il dominio doriano trova il giusto premio al 18’: Rovella perde palla sulla pressione del motivatissimo Verre che fa un paio di passi ed esplode un destro potente e di rara precisione dai venticinque metri che va a baciare la parte inferiore della traversa e si spegne nella porta di Marchetti.

Lo svantaggio non scuote un Genoa impaurito e mai propositivo, le punte finiscono nella morsa della coppia centrale avversaria, Rovella e Sturaro perdono sistematicamente i duelli nella zona nevralgica, con Thorsby che conquista tutte le seconde palle e solo poco prima della mezz’ora riesce a mettere il naso fuori, quando da un corner di Zajc l’incornata di Goldaniga termina sul fondo.

Ma da lì alla fine del tempo è ancora Samp e l’unico demerito dei ragazzi di Ranieri è quello di non concretizzare un dominio quasi imbarazzante, su un cross da destra di Leris Zapata sfiora sottomisura un clamoroso autogol ed al tramonto della prima frazione il cross da destra di Jankto trova la girata di testa di la Gumina che sfila a lato.

Si ha netta la sensazione che Ranieri avrebbe potuto incrementare lo score se a destra, invece del solito fumoso Leris, avesse impiegato Damsgaard o Candreva, fatti riposare in panchina ed al rientro delle squadre in campo Maran corre subito ai ripari, conscio di una prima frazione giocata davvero sottotono. Entrano Badelj e Melegoni per gli spenti Zajc e Rovella e resta in campo Sturaro che tra i tanti ci è apparso il più in ritardo quanto a condizione fisica ed atletica. La prima parte della ripresa vede sempre la Samp in controllo del match, senza però esercitare quella pressione che aveva caratterizzato la prima frazione, La Gumina dal limite fa il solletico a Marchetti imitato due minuti dopo da Badelj, la cui conclusione centrale al 13’ della ripresa è il primo tiro del Grifone nello specchio della porta.

Ma dopo un’ora di gioco arriva l’episodio che fa ruotare la partita e la storia di questo derby: Leris in fase offensiva sbaglia un comodo appoggio a Bereszynsky all’altezza dell’area di rigore avversaria, si inserisce Pellegrini che fa viaggiare sulla sinistra Shomurodov che si sveglia dal torpore, trova un varco nella sguarnita metà campo avversaria, sfugge a Yoshida e serve a Scamacca un pallone da scaricare comodamente alle spalle di Audero. Poco dopo Leris rischia il cartellino rosso per un intervento sconsiderato su Marchetti in uscita , con Fourneau che ha comunque ben diretto che estrae solamente il giallo ed al 23’ arriva il raddoppio: Pellegrini, cresciuto a dismisura nella ripresa, mette in mezzo una palla al bacio per Scamacca che vince il duello ad alta quota con Tonelli ed incorna, Audero è miracoloso ma sulla ribattuta Lerager, entrato da tre minuti al posto del fantasma di Sturaro, si conferma uomo derby e dopo quella della scorsa estate sigla la rete del sorpasso.

Il derby ha cambiato padrone, la Samp si scioglie e perde tutte le misure ed i rossoblù si compattano ed a differenza degli avversari approfittano del momento di difficoltà e mettono in ghiaccio la partita: Silva in debito d’ossigeno perde una palla sanguinosa nel cerchio di centrocampo sulla pressione di Lerager, serve Scamacca nello spazio ed il bomber mostra di saperci fare anche con i piedi, prende la mira e dai venti metri infila sotto la traversa di Audero.

Ranieri si decide finalmente a richiamare Leris per inserire Damsgaard e poco dopo Ekdal dà il cambio a Silva ma ormai la frittata per la Samp è fatta, il Genoa si compatta, Masiello rileva uno zoppicante Bani, il finale vede in campo anche Candreva per uno stralunato Tonelli e Gabbiadini per La Gumina, sparito nella ripresa, Scamacca sfiora la tripletta personale di testa ed i tentativi di Gabbiadini finiscono alti mentre Marchetti pone il sigillo definitivo alla vittoria dei suoi stornando dall’angolo basso alla sua sinistra una velenosa conclusione di Damsgaard, con il Genoa che chiude in dieci per l’infortunio, speriamo non grave, di Melegoni.

Una partita dai due volti, in cui Maran con i cambi ha dato scacco matto a Ranieri; una sconfitta grave ed amara per la Samp che certifica una crisi di risultati ed un’incapacità di gestione delle partite preoccupante, una Samp che deve tornare quella operaia e concentrata, consapevole dei suoi limiti e non quella presuntuosa vista in queste ultime partite. Una vittoria insperata dopo la prima frazione per i ragazzi rossoblù, un trionfo ed un passaggio del turno che deve rappresentare un’iniezione di fiducia e di autostima in un gruppo atteso dall’importantissima partita contro il Parma di lunedì prossimo mentre la Samp sarà chiamata in casa del Torino dell’ex Giampaolo a porre fine a questa serie di regali agli avversari, arrivati con un mese di anticipo rispetto al prossimo Natale.

SAMPDORIA-GENOA 1-3

Marcatori: p.t. 18’ Verre s.t. 15’ e 27’ Scamacca 23’ Lerager

SAMPDORIA (4-4-1-1): Audero 6 – Bereszynski 5,5 Yoshida 5,5 Tonelli 5 (40’ s.t. Candreva n.c.) Augello 5,5 – Leris 4,5 (27’ s.t. Damsgaard 6) Thorsby 6,5 Silva 5 (31’ s.t. Ekdal 5,5) Jankto 5,5 – Verre 7 – La Gumina 5,5 (40’ s.t. Gabbiadini n.c.) All: Ranieri 5

GENOA (3-5-2): Marchetti 6,5 – Goldaniga 6 Zapata 6 Bani 6 (33’ s.t. Masiello 6) – Ghiglione 5,5 Sturaro 5 (20’s.t. Lerager 7) Rovella 5 (1’ s.t. Melegoni 6,5) Zajc 5 (1’ s.t. Badelj 6,5) Pellegrini 6,5 – Scamacca 8 Shomurodov 6 (40’ s.t. Pjaca n.c.) All: Maran 7

Arbitro: Fourneau di Roma 6,5

Note: pomeriggio non troppo freddo, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Zapata, Sturaro, Pellegrini, Ghiglione (G) Silva, Yoshida, Leris (S). Calci d’angolo 11-2 per la Sampdoria. Recupero 0 + 5 minuti.

MARCO FERRERA

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