Aikido, la nuova parola d’ordine a Finale Ligure

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Resilienza. Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.

Capacità di far fronte in maniera positiva, energica, vitale ad una perturbazione, in modo da poter continuare a svolgere quanto previsto anche in situazioni impreviste. Si tratta insomma di una capacità di affrontare il cambiamento e proseguire il proprio cammino. 

Perché queste definizioni? Perché è con questa nuova parola d’ordine che la SCUOLA AIKIDO DI FINALE LIGURE, TOVO SAN GIACOMO E VILLANOVA D’ALBENGA ha deciso di affrontare attivamente la pandemia!

Come i veri samurai d’un tempo, i nostri Aikidoka, sotto la guida dei loro due Maestri non si arrendono.

Si, perché l’essere un vero Maestro di Aikido, è un qualcosa di più profondo dell’essere semplicemente un istruttore che insegna un’attività motoria. Si tratta di un ruolo che va oltre la pratica sportiva. Il Maestro, nelle discipline orientali, è una vera e propria guida per l’allievo che lo segue, un modello cui ispirarsi ed aspirare, nella pratica e nella vita: dal punto di vista tecnico e per i valori che insegna, e tra questi in primis nell’Aikido, il rispetto per gli altri, per l’universo, ma anche per sè stessi.

Per questo i Responsabili di Dojo della Polisportiva del Finale, il Maestro Giampaolo Cenisio e il Maestro Roberto Vidimari, stanno proseguendo nonostante tutto, con la solita grande energia, la loro attività. certo le modalità di insegnamento, al momento attuale sono cambiate molto rispetto a quelle tradizionali: le lezioni avvengono a distanza, via webcam, tramite piattaforme digitali, e in uno sport che dovrebbe essere di contatto e in cui sono fondamentali lo SGUARDO e l’EMPATIA, questo può apparire un limite insormontabile, ma in realtà non è altro per l’Aikidoka o il Samurai che un altro ostacolo da affrontare. E come ben sa l’Aikidoka, non è la volontà dello scontro a determinare la vittoria o la riuscita dell’impresa, ma è la capacità di trasformare l’attacco ricevuto in un energia nuova positiva, energica, vitale che trasforma e termina il conflitto. Del resto l’attacco, non è altro che una forma d’urto che con l’Aikido si impara a evitare, accogliere, trasformare.

Ci racconta Silvia Puppo, della Scuola Aikido della Polisportiva del finale: il Maestro Giampaolo Cenisio sta tenendo le lezioni per i bambini ed i ragazzi dei suoi dojo di Finale Ligure e Villanova d’Albenga sulla piattaforma Zoom. Ha scelto di improntare la pratica sull’uso del Jo, il bastone, una delle tre armi previste dalla pratica dell’Aikido. Lo studio delle armi, infatti richiede molto lavoro individuale e pertanto ben si presta a questa situazione. Il Maestro Cenisio ha fatto in modo che tutti i suoi allievi abbiano avuto un Jo con cui allenarsi a casa. Dagli esercizi con le armi, nascono molte tecniche dell’Aikido. Il maestro Roberto Vidimari, invece, propone esercizi fisici preparatori all’attività dell’Aikido. La pratica dell’Aikido, infatti richiede anche tutta una preparazione atletica, di respirazione e meditazione, necessaria per migliorare la postura e la respirazione, evitare il danno fisico durante le tecniche e le cadute e favorire la concentrazione. Anche questo si presta molto bene alla situazione attuale, perché per poter fare questi esercizi, bastano poco spazio e un tappetino o una coperta da poggiare sul pavimento. Le lezioni del maestro Roberto Vidimari, avvengono in videochiamata tramite l’uso di GoogleDuo, in modo che i bambini possano interagire anche tra loro ed essere messi alla prova, mostrando a turno ai propri compagni, l’esercizio che il Maestro ha appena mostrato”.

“Siamo molto contenti della risposta dei ragazzi, in questa seconda fase dell’emergenza sanitaria”, continua Silvia Puppo, “perché se ad aprile la partecipazione dei bambini era stata più ridotta, adesso che sappiamo meglio come affrontarla e che non si tratta di pochi giorni, i bambini, i ragazzi e le loro famiglie hanno compreso l’importanza dello stare insieme e dell’andare avanti insieme, soprattutto quando la situazione è difficile. Ora partecipano sempre quasi tutti alle videolezioni e alle chiamate, i nostri bambini entrano nelle nostre case attraverso il pc, e noi con il pc, lo smartphone o il tablet entriamo nelle loro. Adesso, è diventato quasi abituale, prima dell’inizio e dopo la fine di ogni lezione, veder comparire sulla webcam qualche mamma, i fratellini dei nostri atleti, o vedere un papà rientrare dal lavoro e il bambino che lo abbraccia, e poi magari alla fine anche il papà viene a salutarci. Le famiglie ci hanno piano piano letteralmente accolto nelle loro case. Ci commuove e rende felici la grande dimostrazione di gratitudine e affetto che stiamo ricevendo attraverso questa esperienza”.

Detto ciò, la Scuola Aikido della Polisportiva del Finale, ovviamente non vede l’ora di poter ritornare alle lezioni classiche, “in presenza”, come ormai si tende a chiamarle in gergo, di ritrovarsi nei suoi dojo, e con tutti i suoi bambini e ragazzi. Perché siamo ben consapevoli che per crescere nella nostra pratica sia assolutamente necessaria e principale la pratica di contatto, e l’esercizio in gruppi o a coppie. Con questo racconto però ci piacerebbe che emergesse, anche dinnanzi alle istituzioni, l’altra faccia dell’arte marziale: le arti marziali, infatti prima che marziali sono arti, e prevedono tutta una parte di allenamento individuale che potrebbe è assolutamente fattibile pur individualmente e distanziati.

Tra l’altro, ci dicono i Maestri Vidimari e Cenisio, “la nostra scuola appartiene ad una grande realtàla Polisportiva del Finale che in questo anno 2020, nel periodo estivo, ha fatto e strafatto, per mettere in regola tutti gli impianti sportivi, secondo la nuova normativa di contrasto al Coronavirus, con grande sforzo organizzativo ed anche economico”.

Proseguono: “Gli spazi sono ampi e facilmente arieggiabili, con entrate ed uscite distinte, ed è stato predisposto un severo protocollo per la regolamentazione dell’attività, più severo e stringente di quelli scolastici, con pulizie e sanificazioni continue, misurazione della febbre, gestione delle presenze e autocertificazioni, presenza di gel disinfettanti, guanti e mascherine a disposizione, eccetera, per cui riteniamo che, all’interno di queste strutture, attraverso la collaborazione di tutti, (a partire dai ragazzi, che devono rispettare le regole e che hanno dimostrato di saperlo fare, dalle famiglie che devono vigilare con attenzione sulla salute ed il comportamento dei loro figli, ed in primis noi come Maestri, istruttori, dirigentiche conosciamo e dobbiamo garantire il rispetto di regole e normative), possiamo proporre ai ragazzi uno sport sicuro. E ricordiamolo l’attività motoria è importantissima durante la crescita, per il corretto sviluppo del benessere psico-motorio di bambini e adolescenti”.

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