Samp chiamata a una prova di maturità contro l’ex Mihajlovic

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Quale Samp contro il Bologna? Quella pimpante, concreta e cinica ammirata nelle tre partite consecutivamente vinte o quella smarrita e pavida scesa in campo a Cagliari? L’interrogativo anima la vigilia di una partita che comunque vede i blucerchiati favoriti, ma non così sicuri di imporsi e, anzi, pressoché certi di non andare incontro ad una… passeggiata. Il team di Sinisa Mihajlovic, tra gli ex più amati e stimati dal popolo sampdoriano, è ancora di forza indefinita, dopo aver dovuto fare i conti con parecchi infortuni, dai quali sta uscendo adesso, ma è indubbio che i suoi valori individuali siano pregevoli: basti elencare i nomi di Soriano, Orsolini, Barrow, del centrale difensivo Tomiyasu, degli ex genovesi De Silvestri e Palacio. Manca però una prima punta da doppia cifra, ed è un handicap non trascurabile.

© foto Db Genova 28/06/2020 – campionato di calcio serie A / Sampdoria-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Claudio Ranieri-Sinisa Mihajlovic

La qualità dei blucerchiati è sicuramente superiore, me negli ultimi tempi l’attacco ha sparato a salve: non solo quanto a gol realizzati, ma anche come apporto singolo al collettivo. Ranieri ha capito grazie agli allenamenti che Gabbiadini è clinicamente guarito dall’infortunio ma non ancora sufficientemente tonico per un impiego dall’inizio: così se lo porterà in panca, sperando di non doverlo utilizzare come extrema ratio. Certo, con un capitano affaticato anche per via dell’età avanzata ed un Ramirez ancora fuori registro, mai come ora servirebbero sia il miglior Gabbia sia quel Keita che, per ammissione dello stesso Ranieri, non si vedrà in campo sino a fine dicembre.

Fortunatamente in casa Samp non mancano i goleador… di scorta, vale a dire i centrocampisti, tutti o quasi capaci di buttarla dentro. In questo reparto due sono i ballottaggi fissi: quello tra Jankto e Damsgaard per la fascia sinistra e quello tra Ekdal e Adrien Silva per la regia. Il primo sarà risolto con l’esclusione del baby danese, che presto diventerà non solo un titolare inamovibile ma anche un uomo mercato, mentre per il secondo la scelta non è stata ancora ufficializzata. Lo svedese, in panca anche con la Nazionale, non è al meglio e il portoghese è reduce da guaio muscolare. Favorito ma di un’incollatura il primo dei due, con la diffusa sensazione che il neo-blucerchiato, appena ottenuta la piena fiducia, non mollerà più il posto al sole.

La vera incognita riguarda il rendimento della retroguardia, privata sia di Tonelli sia di Augello. Per il centrale è pronto Colley, un altro giocatore che potrebbe sfruttare la chance per tornare definitivamente tra i titolari. Sulla fascia sinistra riecco Regini, sampdoriano di lunghissimo corso ma raramente impiegato negli ultimi anni, da lui trascorsi tra infermeria e panchina. Ranieri, giustamente, ha optato per la sostituzione più logica, rinunciando ad un massiccio rimpasto, che avrebbe coinvolto Bereszynski e Thorsby. Certo, è giunto al pettine il nodo già emerso a fine mercato: la mancanza di sostituti all’altezza nel reparto terzini. Una lacuna che la società dovrà assolutamente cancellare a gennaio.

© foto www.imagephotoagency.it

Due parole, infine, sulla società. Ai tifosi, preoccupati in vista del piano di salvataggio approntato dal presidente per questioni riguardanti le altre sue aziende, consigliamo di stare tranquilli: non mancano infatti i potenziali acquirenti (Zanetti padrone della Segafredo, lo stesso Garrone e pure una cordata tutta genovese in fase di formazione), in grado di mantenere la Sampdoria a un livello accettabile.

  PIERLUIGI GAMBINO

 

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