A Udine ancora un Genoa arrangiato

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Come invidiare il malcapitato Maran? La sosta al campionato avrebbe dovuto consentigli di ripassare con i suoi giocatori la tattica e migliorare l’assemblaggio, ma l’unico reparto al completo del Genoa è… l’infermeria. Vero che la rosa rossoblù è numericamente pletorica (ma alla quantità, ahinoi, non corrisponde una pari qualità), tuttavia certe assenze pesano come macigni e mettono a nudo lacune piuttosto gravi.

La gara di Udine si preannuncia delicatissima, ma a ben vedere la formazione rossoblù non sarà rivoluzionata ma solo ritoccata, e sempre per ragioni di emergenza. Se non altro, a centrocampo rientrerà Behrami, che in spregio ai quasi 36 anni risulta il solo giocatore “a tuttocampo” del reparto, con propensione alla rottura. Lì in mezzo si è giunti a rimpiangere persino Cassata (fermo… dallo scorso campionato per guai muscolari), una mezz’ala decorosa, con felici tempi di inserimento ma non certo un “crack”. Ed ancor più necessiterebbe Sturaro, forse l’unico genoano in grado di svolgere con efficacia entrambe le fasi, ma la sua lunghissima assenza (con il timore di una rapida ricaduta dopo il rientro in campo) non può risultare sorprendente in chi rammenta i problemi fisici già emersi durante il suo periodo alla Juve. Così, pur con Behrami, il centrocampo è lentissimo, e non è sinora bastata a scuoterlo la vivacità di Zajc, professione trequartista: giocatorino di ottima tecnica, atteso a fornire finalmente qualche pallone delizioso alle punte.

Se non altro, in avanti il duo Pandev-Scamacca promette faville. Il macedone, eroe in patria per il gol più importante della storia calcistica nazionale, ha ancora la forza di creare gol e palle-gol, facendosi beffe dei 38 anni suonati. Probabilmente non ha più i 90 minuti nelle gambe (non inganni l’impiego a tempi lunghi in Nazionale), ed è per questo che Destro e Parigini, i soli rimpiazzi disponibili, dovranno essere pronti.

Infine la difesa, ancora priva di Zapata, che a 34 anni è ancora il migliore del lotto. Bani e Goldaniga, i due centrali, sanno il fatto loro, mentre qualche timore in più proviene dalle fasce, dove Biraschi ha recentemente denunciato una certa involuzione e Pellegrini – probabile sostituto di Criscito, ancora ai box – offre relative garanzie in copertura.

In Friuli, dati i problemi ancora irrisolti, sarà giocoforza partire prudenti, con una squadra arroccata come è successo a Verona e nei primi tempi contro Inter e Roma: atteggiamento che potrebbe fruttare almeno un punto considerata la scarsa propensione al gol denunciata dai bianconeri, efficaci negli spazi larghi ma non contro difese chiuse. D’altronde, chiedere a questo Genoa ancora provvisorio e in costruzione di comandare la partita appare francamente pretenzioso ed illusorio.

PIERLUIGI GAMBINO

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