La leggenda di “El filtrador”

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Era il 16 novembre 1930, novant’anni fa. Guillermo Stabile, argentino, 24 anni, era il quarto di dieci fratelli di una famiglia di origini italiane, reduce dal primo campionato del Mondo, disputato qualche mese prima in Uruguay con la sconfitta della sua Argentina in finale contro l’Uruguay.

Stabile fu il primo capocannoniere della prima competizione mondiale, con otto reti in quattro partite di cui una nella finale poi persa 4-2 contro i padroni di casa. Nell’autunno di quell’anno venne ingaggiato dal Genoa, la formazione più blasonata dell’epoca in Italia, forte dei nove scudetti vinti. Il suo soprannome era “El filtrador” per la capacità di infilarsi nelle difese avversarie ed il 14 novembre migliaia di tifosi lo accolsero a Ponte dei Mille all’arrivo del “Conte rosso”.

Due giorni dopo era in programma a Genova la partita contro il Bologna che aveva scippato il decimo scudetto al Grifone nel 1925; Guillermo volle scendere subito in campo, nonostante la traversata di diciassette giorni che era stata per lui anche l’occasione di fare il viaggio di nozze. Nonostante lo scetticismo di allenatore e dirigenti Stabile fu mandato in campo anche per accontentare le migliaia di tifosi che lo avevano osannato e lo stadio si riempì per assistere al match contro gli storici rivali.

Lo marcava quel giorno Baldi ma Stabile fece mirabilie, segnando all’esordio una tripletta per il 3-1 finale, diventando da subito l’idolo della tifoseria. Genova entrò nel cuore di questo formidabile attaccante , gli ricordava la natia Buenos Aires ed il quartiere “zeneise” della Boca ma una domenica di marzo, con il campionato fermo per un impegno della Nazionale, il Genoa giocò un’amichevole ad Alessandria e lui si ruppe la gamba destra in uno scontro di gioco con il portiere dei grigi Rapetti. Il rientro fu lungo e faticoso, dopo quasi un anno e mezzo Stabile riprese da dove aveva cominciato segnando per tre giornate consecutive ma il 26 marzo 1933, in un match contro la Fiorentina, un altro intervento assassino ancora sulla gamba destra lo rispedì all’ospedale e di fatto concluse la sua carriera in rossoblù , con 41 presenze e 13 reti. Un centravanti leggendario “El filtrador”, entrato di diritto nella “Hall of fame” del club più antico d’Italia.

Marco Ferrera

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