Bilancio in chiaroscuro prima della sosta

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Tre vittorie, altrettante sconfitte ed un pareggio: la Samp viaggia in pieno equilibrio, si attesta a centroclassifica e, alla prima sosta significativa del campionato, presenta un bilancio in chiaroscuro,  con lieve prevalenza delle notazioni positive. Non si dimentichi che due dei tre passi falsi risalgono ai primordi stagionali e sono stati ampiamente riscattati. Il terzo dispiacere, quello fresco patito a Cagliari, rientra in una perfida tradizione e va accettato, anche (anzi soprattutto) per le numerose notazioni che verranno utili nel prosieguo dell’annata.

La sensazione è che la forza complessiva dei blucerchiati autorizzi l’obiettivo di un nono-decimo posto che, se rapportato all’ultimo piazzamento, sarebbe già un ottimo risultato. Non mancano tuttavia certe carenze, alcune contingenti ed altre endemiche, legate ad un calciomercato soddisfacente ma non esaltante.

E’ impossibile negare le criticità affiorate in prima linea. La prima negatività riguarda Quagliarella, che peraltro aveva iniziato il campionato a spron battuto, per poi spegnersi progressivamente sin a rendere quasi nullo il proprio apporto. Ovviamente, si fa largo il timore di un declino, peraltro giustificato dalle sue 38 primavere. Di sicuro anche nelle prove più convincenti il capitano ha palesato cali notevoli nei secondi tempi. Già, ma con chi avvicendarlo? Ranieri puntava inizialmente su Gabbiadini, che non è uno sfondatore ma può dignitosamente coprire il ruolo: l’infortunio non banale occorso al bergamasco pesa moltissimo, e l’incertezza su tempi di recupero non lascia tranquilli Di sicuro, appena il giocatore tornerà a pieno regime, parte del problema sarà risolto.

Non va poi dimenticato l’apporto potenziale che può scaturire da un talento purissimo come Keita, il cui stop – non infinito ma neppure brevissimo – accende la spia dell’allarme: ogni anno, il senegalese incorre in almeno un guaio muscolare, che l’utilizzo piuttosto ridotto negli ultimi anni ha forse facilitato. E’ bastato un quarto di derby per comprendere le potenzialità di un giocatore in grado di spaccare la partita, ed è su ciò che si basa la speranza doriana di un salto di qualità.

Sempre nel reparto avanzato, non rasserenano le pessime prestazioni offerte da Ramirez, il cui contributo ormai da tempo è pressochè nullo. Anche lui, in passato, è stato determinante per le sorti blucerchiate, ma il limbo in cui è precipitato – anche per mancanza di stimoli, avvicinandosi il momento del suo divorzio volontario dalla Samp – incute sfiducia. Ranieri ha insistito sin troppo su di lui, nella consapevolezza di non avere alternative all’altezza, ma le prove d’appello sono finite: in attesa degli infortunati, spazio a Verre, che non possiede la stessa incisività dell’uruguagio ma perlomeno si “sente” nello sviluppo dell’azione.

Per fortuna, la rosa della Samp presenta parecchi centrocampisti in confidenza con la segnatura, così da sopperire alla mancanza di frombolieri con una sorta di “cooperativa del gol”.

In difesa qualche scricchiolio è affiorato, ma più per defaillances individuali che di reparto. Incomprensibile l’insistenza di Ranieri sull’impiego di Tonelli, le cui cinque ammonizioni in sette uscite rappresentano un record. Troppi gli svarioni, compresi quelli decisivi di Cagliari. Vero che Colley, pari ruolo più che collaudato, si permette ogni tanto qualche svolazzo, ma è affidabile e merita di tornare in pianta stabile tra i titolari. Fiducia va riposta sugli esterni Bereszynski e Augello, pur con qualche smagliatura del secondo. Qui la vera carenza riguarda le riserve: e se Ferrari, tornato disponibile dopo una lunghissima sosta forzata, è in grado di non far rimpiangere troppo il polacco, a sinistra c’è il solo Regini, fedelissimo alla causa ma ormai fuori dai radar, sicché già contro il Bologna alla ripresa, data la squalifica del titolare, si dovrà procedere con un adattamento non certo ideale.

Il centrocampo si sta rivelando sempre più un punto di forza. Sulle fasce Candreva, Jankto e la lietissima nota Damsgaard possono alternarsi con ottimi risultati, anche se l’abbondanza non sempre è piacevole per l’allenatore, che a Cagliari ha inizialmente escluso il danesino a pro dell’ex interista, in ossequio alle gerarchie iniziali e, forse, alla normale prassi degli allenatori vecchio stampo, che non amano la presenza dei veterani in panchina. Per il futuro, tuttavia, prefigurare un accantonamento – o anche un impiego part time – del baby scandinavo appare una forzatura.

In mezzo Thorsby si è ormai guadagnato la patente di “inamovibile”, mentre Ekdal dovrà guardarsi dalla concorrenza di Adrien Silva, il quale ha dato la sensazione di poter diventare presto – appena acquisita una condizione atletica rassicurante – un titolare fisso. Ed è quasi certo che il portoghese significherà per la Samp l’agognato salto di qualità.

Ed ecco perché, nonostante qualche difetto costituzionale, è doveroso osservare l’avvenire con lenti colorate di rosa. Con Silva, Keita e Gabbiadini, sinora rimasti ai margini ma prossimi al lancio, la Sampdoria potrà insediarsi stabilmente nella colonna a sinistra della graduatoria.

Pierluigi Gambino

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