Il Cagliari supera una Samp in 10, Ranieri: «Contento dei miei, espulsione giusta, rigore severo»

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Si interrompe col Cagliari la serie positiva blucerchiata dopo 3 brillanti vittorie e il pareggio nel derby. La Sardegna si conferma un’isola maledetta per la Sampdoria, che da 13 anni non riesce a uscirne con un bottino da 3 punti. L’undici che ha provato a sfatare il sortilegio ha dato battaglia con ordine e determinazione, ma due errori di Tonelli hanno finito per condannare tutti i compagni.

Già al 6’ Joa Pedro mette paura al consueto 4-4-2 -con Candreva al posto di Damsgaard rispetto al Derby- sbucando su un cross alle spalle della retroguardia: incoccia di testa e solo il legno gli nega il vantaggio.

Nella prima mezz’ora la Samp è più attendista, i rossoblù più propositivi, ma alla fine entrambe combattano e tramano per risalire sino alla trequarti avversaria, dove nessuna delle due riesce a trovare un guizzo decisivo.

Al 37’ il primo episodio che segna il match: Tonelli sbaglia completamente un retropassaggio, Joao Pedro si impossessa del pallone e s’invola in porta, Augello lo stende, cartellino rosso.

Fuori Ramirez, dentro Damsgaard, la Samp tiene botta sino all’intervallo. Di Francesco mette Sottil per Gabriel Marin nell’intervallo e al 47’ Joao Pedro si procura un rigore: sombrero su Tonelli, gomitata per trattenerlo del terzino in giornata nera, penalty e 1-0, siglato proprio dall’attaccante brasiliano.

La Samp prova ugualmente a rimetterla in piedi soprattutto con Jankto, ma fatica a trattenere un Sottil scatenato, alle cui conclusioni risponde prontamente Audero. Al 68’ il Cagliari chiude i giochi con Nandez, servito in verticale da Simeone, in uno scambio di ruoli tra centrocampista e punta: scatto e raddoppio.

Nonostante la sconfitta Ranieri difende i suoi, non solo per lo spirito messo in mostra: «Contento dei miei giocatori, sull’uno a zero, in dieci, siamo andati anche vicino al gol, ci è mancato l’ultimo passaggio. Ai ragazzi non posso rimproverare nulla. Anzi nel primo tempo eravamo più noi che stavamo costruendo. Non siamo stati pericoloso, ma avevamo la partita sotto controllo»

Ammette senz’esitazione la correttezza del cartellino rosso, ma si dice perplesso per il calcio di rigore: «Espulsione giusta, ma calcio di rigore troppo severo: all’80% non c’era».

Infine un ricordo a una delle tante piazze che gli ha lasciato, e in cui ha depositato, ricordi importanti: «Per me Cagliari è importante perché qui ho iniziato la mia carriera. Bellissimo quando andavamo ad abbracciare i tifosi anche fuori Cagliari. Sono stati tre anni meravigliosi che non dimenticherò mai»

Federico Burlando

 

 

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