La Samp per il poker, il Genoa per la svolta

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Anche stavolta un derby a spalti vuoti, senza quella magica atomosfera che aveva reso la sfida genovese coreograficamente più spettacolare delle altre stracittadine. Molti giocatori, i più poveri di personalità, potrebbero giovarsene, ma è arduo capire quale delle due contendenti andrà a guadagnarci. Di sicuro avrà un vantaggio l’arbitro designato, La Penna, non certo tra i più affidabili e navigati: anche lui giocherà un ruolo decisivo nello sviluppo della partita. Una contesa agonisticamente meno accesa lo affrancherà da stress supplementari.
Di sicuro non dobbiamo aspettarci un derby simile all’ultimo disputato, che vedeva in partenza una Samp già appagata a livello di classifica ed un Grfone immerso sino al collo nella drammatica lotta per non retrocedere. Stavolta si parte alla pari a livello di stimoli, con una squadra decisissima a centrare il poker di successi consecutivi e l’altra impegnata a superare senza danni non solo quest’ostacolo del calendario ma soprattutto l’aggressione subìta da parte del Covid.

Solo chi è convinto che nelle stracittadina sia sempre favorita la squadra, sulla carta, più debole, potrebbe azzardare un pronostico colorato di rossoblù, ma è indubbio che questa tenzone sfugga a qualsiasi valutazione normale. La Samp ha dalla sua la tranquillità di una classifica esaltante, mentre il Genoa può solo rispondere con la qualità che storicamente possiede: la feroce determinazione, indispensabile per provare ad riequilibrare i valori in campo.

La Samp corre talmente sul liscio da poter rinunciare senza fare una piega a quasi tutto il “parco nuovi”, visto che Adrian Silva è in bacino di carenaggio, Keita non è ancora prossimo al “top” della condizione e Candreva, pur guarito da un non grave guaio muscolare, potrebbe partire dalla panca per ragioni di prudenza. Tanto, gli undici ammirati a Bergamo offrono le massime garanzie e puntano a ripetersi: perché spedirne qualcuno in panca? Tantopiù che l’indiziato, in questo caso, sarebbe proprio quello Jankto che contro l’Atalanta ha squadernato un gol, un assist e si è guadagnato un penalty. A metà settimana c’era la tentazione, in Ranieri, di sostituire Ramirez, apparso di rcente nervoso e distratto, ma la fine del tormentone Gremio, con la rinuncia del giocatore a lasciare in anticipo Genova per trasferirsi in Brasile, lo restituirà nella migliore condizione psicologica. In difesa, per chiudere la disamina, cosa cambierebbe tra la riconferma del già diffidato Tonelli e l’inserimento di Colley? Poco o nulla.
Più tormentata è senz’altro la vigilia in casa Genoa. Solo in difesa Maran può giostrare fra numerose alternative, tutte decorose. Recuperato da un acciacco Bani, addio problemi in un reparto che, protetto da una struttura tattica estremamente prudente, rappresenta il solo punto di forza di una squadra ancora in costruzione. A centrocampo scelte quasi obbligate, ma lontane dall’ottimale, anche se il trio formato da Badelj, Rovella e Behrami, pur carente di dinamismo ispira fiducia. In corso d’opera si candida per una maglia Zajc, che deve però acquisire ben altra corposità.
Meno tranquilli lasciano le due fasce, data la contemporanea assenza dei titolari Zappacosta e Pellegrini. A destra Ghiglione non ha concorrenti, ma è atteso a conferire maggiore concretezza al proprio contributo, mentre a sinistra il mobilissimo ma confusionario Cyborra resta in ballottaggio con capitan Criscito, la cui forma è tutt’altro che scoppiettante.
In avanti la sola certezza è rappresentata da Pandev, capace di fare la differenza al pari del suo coetaneo blucerchiato Quagliarella, ma pure lui ha un’autonomia atletica piuttosto ridotta. In attesa che Shomurodov esca dall’infermeria e che Destro dia segni di vita(dopo il gol nell’esordio col Crotone, è nuovamente sparito dai radar), il prescelto dovrebbe essere Scamacca, che in Coppa Italia si è rinfrancato co una doppietta, ma è improbabile che Pjaca, un campione da ricostruire nel fisico e nel morale, trascorra tutto il match in panca.
Quale delle due squadre menerà le danze? In teoria la Sampdoria, che in specie a centrocampo è dotata di ben altra classe, ma Ranieri, almeno sinora, ha quasi sempre preferito agire in contropiede piuttosto che “fare” la partita. Di sicuro il Genoa non proverà neppure a comandare la sfida: in attesa che rientrino parecchi titolari, l’azione di rimessa è quasi un obbligo, almeno sinché terrà lo 0 a 0. La ragnatela di Maran ha intrappolato il Verona di Juric e, per oltre metà gara, la Beneamata di Conte: difficile pensare ad un cambio di orientamento, con l’impegno di scongiurare una difesa ad oltranza. I tifosi, obbligati ad una sofferenza… casalinga, non lo accetterebbero.

Pierluigi Gambino

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