Samp schiacciasassi, ne segna altri 3 a domicilio dell’Euro Atalanta

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Dov’è la titubante squadra che fece scena muta contro la Juventus all’esordio? Dov’è la tremebonda, schizofrenica compagine che alla prima in casa perse col Benevento facendosi rimontare un doppio vantaggio? Questi sono solo pallidi fantasmi, talmente evanescenti da essersi dissolti in capo a 3 giornate e non essere arrivati a Halloween. Smarrita quella fugace versione della sua Samp, un miraggio di fine estate, Ranieri ha invece ritrovato quella che ha strappato applausi nella primavera post lockdown.

Il Doria dopo essersi imposto per 3-0 sulla Lazio ne ha rifilati 3 anche all’Atalanta di Gasperini, una delle squadre più ammirate d’Europa. Di fronte ai pirotecnici e complessi schemi del tecnico di Grugliasco Ranieri ha risposto con la semplice solidità del rodato 4-4-2. Gli orobici si sono presentati con qualche rimaneggiamento per poter meglio sostenere la durezza del calendario, il match è capitato a cavallo tra due match di campionato, ma ha provato comunque a mettere in mostra un calcio organizzato e iperoffensivo; i blucerchiati pur chiedendosi non si sono lasciati asfissiare nella loro metà campo, e anzi hanno colpito, pungenti come api e veloci come farfalle, ogni qual volta ne hanno avuto la possibilità. Così hanno steso il gigante nerazzurro.

Davanti ai soliti 4 della retroguardia (Bereszynski, Yoshida, Tonelli, Augello), Ekdal e Thorbsy in mediana, un lanciatissimo Damsgaard in vece di Candreva acciaccato e Jankto a sinistra; Ramirez-Quagliarella tandem d’attacco.

Al 7’ ci prova Gomez su una respinta corta, fuori di poco; poi al 13’ comincia la giostra blucerchiata, con un pizzico di buona sorte: Ramirez cercando Quagliarella trova un Damsgaard solissimo, che serve proprio il capitano: slalom con dribbling sulla sinistra, bordata sotto la traversa e vantaggio.

L’Atalanta prova a reagire, Tonelli sfiora il raddoppio di testa su un piazzato di Ramirez, poi Quagliarella se lo divora sciupando un rigore: Mojica tocca ingenuamente il pallone con la mano mentre è girato di spalle su un tiro cross di Jankto e il fantasista di Castellamare va dal dischetto. Dove si fa ipnotizzare da Sportiello.

Entra Zapata per un impalpabile Lammers, ma è un altro ex a mettersi “in mostra”: al 52’ prima perde palla e subito dopo Thorsby, che va in rete servito da Jankto, pronto ad approfittare delle incertezze del terzino, prontamente sostituito.

L’Atalanta cerca il gol della bandiera con più ostinazione che precisione, e lo trova solo al 85’ su penalty, con Zapata: su di lui era entrato con troppa foga Keita Baldè, entrato al 66’ al posto di Ramirez.

Gli orobici si riversano in attacco per un ultimo assalto e vengono puniti in contropiede nel recupero: Keita lancia per Jankto ed è tris.

Così Ranieri a fine gara ai microfoni di Sky: «L’anno scorso eravamo in piena lotta per non andare in B, fare punti qui era importantissimo. Venni pure espulso perché avevo parlato troppo e gli arbitri ci tengono. Abbiamo fatto una buona gara, soffrendo molto nei primi minuti. Poi nel corso della partita abbiamo preso fiducia e consapevolezza. L’Atalanta ha 22 leoni, e se non stai attento ti asfalta. I ragazzi hanno lavorato benissimo, l’Atalanta era una grande squadra ma volevo coraggio nonostante avremmo sofferto. Io dico che ci vogliono ancora 31 punti alla salvezza»

Ora la Coppa Italia con la Salernitana e poi la stracittadina: «Il derby è il derby, sappiamo quanto ci tengono i tifosi. L’anno scorso abbiamo perso, vogliamo rifarci da quella sconfitta cercando di essere concentrati il più possibile»

Federico Burlando

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