Il gigante Lukaku abbatte il muro rossoblù

54

L’Inter si aggrappa al solito gol di Lukaku e dopo un’ora abbondante di sterili attacchi sblocca la partita contro un Genoa intento unicamente a contenere, senza mai riuscire ad offendere dalle parti dell’inoperoso Handanovic. Certo le attenuanti sono numerose per i ragazzi di Maran, che poco alla volta sta recuperando gli assenti colpiti dal virus anche se parecchi di loro sono ancora lontani da una condizione accettabile. Ci voleva una grinta diversa contro una formazione lenta e monocorde come quella nerazzurra, nella quale l’ingresso di Barella ha spaccato una partita che la squadra di Conte aveva in pugno senza riuscire però a concretizzare.

Maran preferisce Goldaniga nel terzetto difensivo, affiancando Pjaca a Pandev in avanti , Conte lascia in panchina De Vrij, Barella e Kolarov ; i nerazzurri, oggi in un’improbabile divisa che ricorda quelle tovaglie delle trattorie di campagna, mette le tende nella metà campo rossoblù, esercitando un continuo e sterile possesso di palla, mettendo in evidenza le difficoltà di manovra di una squadra molto fisica ma mai brillante sul piano della manovra, che si affida alla forza fisica di Lukaku che fa salire la squadra , ma il terzetto difensivo fa buona guardia, con Bani che si mette in luce per la puntualità delle chiusure in questa prima fase con il solo Rovella, classe 2001, che a differenza del più navigato Badelj si fa dare palla e cerca di costruire qualcosa e di appoggiare il solitario e sempre motivatissimo Pandev, grande ex della partita e protagonista nel triplete nerazzurro di un decennio orsono.

Succede poco, Lautaro, particolarmente nervoso, calcia alto dal limite al 14’ ed il taccuino rimane vuoto fino al 26’ quando il timido Czyborra, messo spesso in mezzo nelle sovrapposizioni tra D’Ambrosio e Darmian, va a vuoto sul cross da sinistra e permette a Vidal la battuta di sinistro sottomisura, sulla quale si immola in maniera decisiva Bani che due minuti dopo contrasta efficacemente Lukaku servito dall’evanescente ed indolente Perisic. La girata di Martinez, sporcata in corner da Goldaniga, chiude le occasioni degli ospiti nella prima frazione che nell’ultima fase vede finalmente i padroni di casa proporsi in un paio di occasioni in fase offensiva, con Pjaca, ancora lontano da una condizione sufficiente, che non premia l’inserimento di Ghiglione intestardendosi in un infruttuoso sfondamento centrale e con Pandev che al 44’ taglia stupendamente il campo ancora per Ghiglione che però si allarga troppo in area nerazzurra e non sfrutta l’opportunità.

Al rientro Maran sostituisce il timido Czyborra con Pellegrini ed in avvio la manovra di Eriksen e compagni appare ancora più farraginosa che nella fase ascendente del match; Conte capisce che per ottenere i tre punti bisogna cambiare l’inerzia ed inserisce Barella ed Hakimi per Eriksen e Perisic, spostando Darmian sulla sinistra con il marocchino che sulla destra se la vedrà con Pellegrini. Ed al 19’, alla prima occasione, gli ospiti fanno centro: proprio Barella trova il varco giusto sul centro sinistra della difesa genoana e serve Lukaku che manda per le terre un avversario e con il sinistro incrocia nell’angolo alto opposto difeso da Perin. Da pochi minuti Badelj e Behrami avevano lasciato il posto a Radovanovic e Zajc, Pjaca non ne ha più e viene rilevato da Shomurodov ma Rovella e compagni non riescono mai a creare il minimo problema ad una difesa dove Ranocchia comanda senza problemi i compagni.

Alla mezz’ora la conclusione di Brozovic servito da Lukaku non impensierisce Perin ma quattro minuti dopo il match di fatto prende la strada di Milano: il corner da sinistra di Brozovic premia l’inserimento di Ranocchia che gira di testa e prima che la sfera si infili arriva il soldatino D’Ambrosio a siglare la rete del due a zero.

Nel finale si vedono in campo Pinamonti per un deludente Lautaro, Rovella si prende i meritati applausi dal pubblico presente e lascia il posto a Melegoni, l’ex centravanti genoano calcia alto dopo l’appoggio del decisivo Barella ed al novantesimo il sinistro dal limite dell’altro subentrato Kolarov viene ammortizzato dai guantoni di Perin.

Arrivano tre punti con il minimo sforzo per la corazzata meneghina, ancora una volta targati Lukaku, migliore in campo insieme a Barella in una formazione che comunque non ci ha particolarmente convinto, soprattutto sul piano del gioco; nella settimana che precede il derby Maran spera di poter recuperare elementi di qualità ed esperienza che sono stati colpiti dal virus , per poter proporre una formazione soprattutto in fase offensiva che possa supportare Pandev, apparso tremendamente solo nella morsa dei difensori avversari in una partita in cui Handanovic è tornato negli spogliatoi senza aver dovuto compiere un solo intervento.

Bene ha fatto il terzetto difensivo, con Goldaniga che ha annullato Martinez e che premiamo come migliore dei suoi al pari di Rovella, giovane di grande prospettiva e calato solo alla distanza.

GENOA (3-5-1-1): Perin 5,5 – Goldaniga 6,5 Zapata 6 Bani 6 – Ghiglione 6 Rovella 6,5 (38’ s.t. Melegoni n.c.) Badelj 5,5 (15’ s.t. Zajc 5) Behrami 5,5 (15’ s.t. Radovanovic 5) Czyborra 5 (1’ s.t. Pellegrini 5,5) All: Maran

INTER (3-4-1-2): Handanovic n.c. – D’Ambrosio 7 Ranocchia 6,5 Bastoni 6 – Darmian 6 Vidal 6 (35’ s.t. Nainggolan n.c.) Brozovic 6 Perisic 5 (13’ s.t. Hakimi 6,5) – Eriksen 6 (13’ s.t. Barella 7) – Lukaku 7 Martinez 5 (27’ s.t. Pinamonti 6) All: Conte

Arbitro: Massa di Imperia 6,5

Note: serata piuttosto calda per il periodo, terreno di gioco in buone condizioni.

Ammoniti: Martinez (I) Bani (G) . Calci d’angolo 9-1 per l’Inter. Recupero: 0 + 3.

Spettatori: circa un migliaio

MARCO FERRERA  

Condividi
LiguriaSport.com
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.