Il peggio alle spalle, difesa Maginot

63

Anche nel calcio tutto è relativo, sicché il pari ottenuto dal Genoa al Bentegodi si presta ad una doppia chiave di lettura. Se teniamo conto delle premesse spaventose, con il virus che ha più che dimezzato la rosa a disposizione di Maran, il punto intascato ne vale tre, ma se consideriamo il valore delle due squadre a ranghi completi, si può tranquillamente parlare di due punti buttati alle ortiche.

Se non altro, le assenze nelle file gialloblù – almeno quattro i titolari fuori per motivi fisici – hanno consentito all’Armata Brancaleone schierata dal tecnico genoano di salvare la pelle, muovere la classifica e soprattutto evitare che un’avversaria diretta per la salvezza fuggisse in classifica.

C’è chi temeva una goleada al passivo e invece la difesa genoana, dopo aver concesso al Crotone un gol e qualche occasione di troppo ed aver subito un punteggio tennistico dal Napoli, si è improvvisamente trasformata in una Maginot incrollabile. E qui ci ha messo mano un tecnico che non si mai vestito da profeta del nuovo calcio ma si è sempre distinto per concretezza e realismo. C’è chi lo ha aiutato in questa restaurazione: un Perin che pareva mai scalfito dal Covid tanto volava da un palo all’altro ed uno Zapata esaltato dal clima da trincea e dalle continue sollecitazioni provenienti dalle fasce laterali e dalle bandierine. Si dirà: l’attacco scaligero è stato mansueto come un agnellino – fatte salve due o tre conclusioni pericolose – ma da quanto tempo la retroguardia genoana – e in particolare il colombiano – non perdeva la sfida nel gioco aereo?

Certo, ogni medaglia ha il suo rovescio. La ritrovata solidità difensiva cozza con i nuovi, ma non imprevisti, problemi a centrocampo e in attacco. La mediana a cinque ha assolto relativamente al compito ricevuto: passabile ma non eccelsa nella fase di filtro, imprecisa e confusionaria in avanti. Questione di interpreti, innegabile. Sulle fasce Zappacosta e Pellegrini, immersi nella pandemia, avrebbero offerto ben altro rendimento (specialmente nella propulsione) rispetto a Ghiglione (soldatino disciplinato e rispettoso delle consegne, ma incapace di sfruttare gli ampi spazi a disposizione) e Cyborra (un moto perpetuo aduso litigare col pallone e inadatto a qualsiasi dialogo costruttivo con i compagni).

In mezzo, mancando sia uomini di fantasia (Zajc e Pjaca), sia mezzeali di “gamba” (vedi Cassata e Sturaro), sia autentici mediani (vedi Behrami, convalescente e dotato di scarsissima autonomia) il trio di… superstiti ha faticato parecchio, con un Rovella convincente e promosso all’esame veronese ma non decisivo, un Radovanovic bravissimo ma solo nel fazzoletto di competenza ed un Badelj nervoso, impreciso e macchinoso, evidentemente in sofferenza senza chi corresse per lui.

E’ così scaturito un Genoa ricco di asperrimi combattenti, duri a morire e pronti ad immolarsi per la causa, ma scarsamente propositivi e con un solo elemento capace di delizie tecniche: il sempiterno Pandev, che per un tempo abbondante si è stagliato sugli altri 21 in campo (come proveniente da altro pianeta) ed ha avuto la sola colpa di sparacchiare sul corpo dell’ormai rassegnato portiere locale Silvestri un pallone ghiottissimo, da depositare in uno dei due angolini.

Spenta la sua luce, addio Genoa, poiché i due partner del macedone – dapprima l’uzbeko Shomurodov e poi il nostrano Scamacca – si sono limitati ad uno sterile compitino, pagando il primo l’assenza di intesa con i compagni ed una limitata tendenza a rendersi insidioso e il secondo un’eccessiva propensione al tocco calligrafico, fine a se stesso e vacuo. Occorrono tempo ed un serie di attendibili verifiche per valutare l’impatto dei due nuovi attaccanti nella realtà Genoa, ma per ora resta vivo il timore che, come l’anno scorso, tocchi ancora a nonno Goran – magari appoggiato da Pjaca e Zajc ma non più dal prolifico Sanabria – togliere le castagne dal fuoco.

Comunque, accontentiamoci dei quattro punti in carniere. Di sicuro il peggio è alle spalle: la zona Covid si è ristretta e la condizione di parecchi singoli è destinata a lievitare. Improbabile che tutto ciò basti per abbattere o almeno aprire una falla nella corazzata Inter, ma l’importante sarà squadernare una certa potenza di fuoco nel recupero di mercoledì prossimo col Toro: gara da non fallire assolutamente.

Pierluigi Gambino

Condividi
LiguriaSport.com
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.