Samp perfetta, Lazio umiliata

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Il sorriso solare e la felicità di Tommaso Augello dopo la rete che incanala la partita, la sua prima in serie A, quando la prima frazione sta per morire, è la bella fotografia  della prestazione più scintillante e convincente della Samp di Ranieri, contro una Lazio arrivata a Genova senza tanti titolari, Immobile e Lazzari su tutti, ma pur sempre una delle grandi del campionato. Ebbene nel tardo pomeriggio ad essere grande è stata la Samp, schierata con un 4-2-3-1 e che con Thorsby quasi a uomo su Milinkovic ha stravinto alla distanza il confronto contro i più titolati avversari.

La prima fase del match non ha regalato emozioni ma già si vedeva una squadra doriana attenta e capace di non concedere ai capitolini quelle ripartenze che in passato spesso sono risultate mortifere e che sono il marchio di fabbrica degli Inzaghi boys. Da quattro stagioni i biancazzurri ottenevano il bottino pieno sulle sponde del Bisagno e Ranieri ci teneva molto a non soccombere, lui testaccino e romanista, nel suo personalissimo derby. Una Samp uno per tutti e tutti per uno, con un grande spirito di squadra e di aiuto reciproco, in cui in questa prima fase di partita si è capita, se ancora ce ne fosse bisogno, l’imprescindibilità del tuttofare Thorsby, che ha saputo mascherare e supplire ad una condizione non del tutto ottimale del compagno di reparto Ekdal. Quagliarella non ha avuto per tutta la fase iniziale un pallone giocabile nei sedici metri, supportato alle spalle da un Ramirez troppo nervoso, che è presto finito nel mirino del permaloso e parecchio ciarliero Orsato, il cui accento veneto echeggiava nel catino di Marassi, con la presenza di qualche centinaio di sostenitori nei distinti, che intorno al 25’ hanno sospinto i ragazzi in campo con un “Doria, Doria” di lontana memoria. Subito dopo la mezz’ora il nostro taccuino inizia a riempirsi, con Caicedo che si presenta tutto solo davanti ad Audero che è straordinario nell’uscita bassa a ghermirgli la sfera dai piedi ma tutto viene vanificato dalla segnalazione di fuorigioco , passa un minuto ed il match si sblocca: Tonelli pesca con una verticalizzazione sulla sinistra Augello, perso da Parolo schierato in un’inedita posizione di esterno destro nel centrocampo a cinque, il numero tre disegna un arcobaleno dalla sinistra con il contagiri che Quagliarella va ad impattare in sospensione con la fronte, imprimendo una frustata che si infila sotto la traversa di Strakosha vanamente lanciatosi : vantaggio improvviso alla prima conclusione nello specchio con il capitano che va a segno per la terza partita consecutiva. La Lazio non riesce a reagire, la palla viaggia troppo lentamente tra Leiva e Luis Alberto, Milinkovic resta ai margini della partita asfissiato dai raddoppi di Thorsby ed al 40’ un cross da sinistra del solito Augello, che trova le praterie concesse da un frastornato Parolo, ammonito in avvio, si trasforma in un velenoso tiro che l’estremo biancazzurro deve rintuzzare in corner con qualche patema. Dalla bandierina calcia Candreva, la difesa allontana e dal limite il terzino esplode un sinistro di rara bellezza, quasi con l’esterno del suo piede migliore, che va a morire incastrandosi alla radice del palo destro dell’incolpevole numero uno albanese.  È incontenibile la gioia di Tommaso che viene sommerso dagli abbracci dei compagni ,protagonista assoluto di una prima frazione che si chiude con il tentativo di Caicedo che in girata sfiora il palo alla sinistra di Audero e con Ramirez che inevitabilmente finisce sul taccuino di Orsato, che lo aveva invitato a più riprese ad evitare proteste plateali.

Al rientro in campo Fares e Marusic rilevano gli insufficienti Anderson e Parolo sulle fasce del centrocampo laziale, i blucerchiati abbassano il baricentro e gli ospiti inevitabilmente conquistano campo, senza però riuscire a rendersi pericolosi nei sedici metri avversari, dove Tonelli e Yoshida, dopo qualche sbavatura iniziale, presidiano alla grande il fortino; in mezzo Thorsby continua ad essere uno straordinario gladiatore e vince il novanta per cento dei duelli aerei e terrestri contro Milinkovic e quelli che gli passano vicino anche se il cartellino giallo arriva per il norvegese per un fallo di mano che ferma una percussione avversaria. Ma Luis Alberto e Milinkovic sono in serata no, lievita appena la prestazione di Correa che, servito nello spazio dal neo entrato Muriqi, conclude di poco a lato in diagonale. Nel frattempo Ranieri aveva mandato in campo Silva (all’esordio) e Verre per uno stanco Ekdal e per il nervoso Ramirez oltre al giovane Damsgaard che rilevava Jankto, mai decisivo in fase propositiva ma stasera molto attento in chiusura . Dopo l’unico squillo di Milinkovic, il cui sinistro da fuori muore sui cartelloni pubblicitari, al 29’ la Samp chiude cinicamente la partita, affossando le residue speranze di rimonta dei romani. Appena entrato in area da destra Quagliarella impegna Strakosha che ribatte, Verre soffia la sfera ad un avversario e serve all’indietro l’arrembante Damsgaard, con il ragazzino danese che infila sotto la traversa , con la Sud alle spalle vuota ma che idealmente accompagna con un boato la prodezza del biondino.

E da qui alla fine la Samp fa la Lazio, c’è grande qualità nella manovra, Silva e Verre danno del tu alla sfera che quando passa dai loro piedi pare cantare, anche Leris, entrato per uno stremato Candreva, si concede una finezza per lui inedita e nel finale c’è spazio anche per l’esordio di un ispirato Keita, che fa fare gli straordinari a Strakosha che riesce a sventare in corner un destro a botta sicura subito dopo il tentativo di Damsgaard, vicino ad un incredibile doppietta personale ed allo scoccare del novantesimo è Verre a sfiorare il poker.

Una vittoria rotonda e convincente contro una delle grandi del campionato, presentatasi incompleta e con un orribile maglia verde evidenziatore, in una serata in cui tutti hanno dato un contributo importante , in cui Augello viene premiato come uomo partita ma riflettori puntati anche su Mikkel Damsgaard, classe 2000, tecnica, dinamismo e gol nel quarto di partita in cui è stato impiegato, sul solito Thorsby, mossa vincente di Ranieri che lo ha spedito sulle orme di Milinkovic, soffocando il talento del serbo, sul solito inarrivabile Quagliarella, sul “maestro” Silva e su Verre, tecnica pura al servizio di una squadra che Ranieri ha plasmato a sua immagine e somiglianza e che non potrà far altro che crescere sotto la guida di un insegnante di calcio e di vita come è il tecnico romano, il vero fuoriclasse di questa Sampdoria.

MARCO FERRERA

SAMPDORIA-LAZIO 3-0

Reti: p.t. 32’ Quagliarella 41’ Augello s.t. 29’ Damsgaard

SAMPDORIA (4-2-3-1): Audero 6,5 – Bereszynski 6 Yoshida 7 Tonelli 6,5 Augello 8 – Ekdal 6 (12’ s.t. Silva 7) Thorsby 7,5 –Candreva 6,5 (33’ s.t. Leris 6) Ramirez 5,5 (12’ s.t. Verre 7) Jankto 6 (22’ s.t. Damsgaard 8) – Quagliarella 7,5 (33’ s.t. Keita 6,5) All: Ranieri

LAZIO (3-5-2): Strakosha 6,5 – Patric 5 Acerbi 5 Hoedt 5 (14’ s.t. Vavro 5) – Parolo 4,5 (1’ s.t. Marusic 5) Milinkovic 5 Leiva 5 (30’ s.t. Cataldi n.c.) Luis Alberto 5 Anderson 5,5 (1’ s.t. Fares 6) – Correa 5,5 Caicedo 5,5 (14’ s.t. Muriqi 6) All: Inzaghi

Arbitro: Orsato di Schio 6

Note: pomeriggio piacevole e non freddo, terreno di gioco in ottime condizioni. Calci d’angolo 4-3 per la Sampdoria. Ammoniti:Ramirez, Thorsby (S) – Parolo, Caicedo (L).

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