Anche Zajc negativo, Perin: «Non sono un untore», Maran: «Periodo surreale»

54

Il Genoa vola verso Verona ad ali spiegate nonostante l’uragano che ha dovuto affrontare e in cui in parte si sta ancora dibattendo. Anche Miha Zajc risulta negativo a due cicli di tamponi consecutivi e può provare a dire la sua al Bentegodi. Salgono a 8 i giocatori recuperati dalla malattia, tutto da valutare il loro stato di forma ma Maran non sarà costretto a giocarsela ad armi completamente spuntate.

Un eccellente notizia il recupero del trequartista sloveno non solo per il morale ma anche per la lavagna tattica, considerando pure che Sturaro, che sembrava in via di recupero dal risentimento muscolare che lo aveva frenato nel finale dell’ultimo campionato, e invece non ha ancora raggiunto una condizione accettabile.

Aumentano le significative testimonianze dei “negativizzati”, l’ultimo a parlare è stato Mattia Perin, sino a oggi considerato il primo dei contagiati:

«Non sono un untore. Il 21 settembre mi recai a Torino per rivedere mia moglie e i bambini, era un lunedì: al contrario di quanto è stato detto, non esiste alcuna evidenza che io abbia contratto il Coronavirus proprio quel giorno. Il mercoledì seguente ci sottoponemmo ai tamponi, come sempre. Il risultato arrivò il giovedì mattina: tutto ok, ma la sera avevo la febbre. Siamo molto scrupolosi. Nessuno toglie la mascherina, rispettiamo regole e distanziamenti, poi è chiaro che in campo veniamo a contatto, è inevitabile»

Esprime inoltre delle opinioni al di fuori del suo caso personale e su Genoa-Napoli: «Questa è una malattia subdola, la puoi prendere in taxi, oppure schiacciando il bottone di un ascensore. Nella mia famiglia sono tutti negativi. La verità è che in una dozzina di ore cambia il quadro clinico, neppure gli specialisti sanno molto del Covid 19. E sia chiaro che il caos di Juve-Napoli non è iniziato per colpa del Genoa»

Dopo aver espresso un’opinione estremamente personale sul Corona Virus – «resto convinto che tutto sia nato in laboratorio e non dalla trasmissione animale» – ha fatto il punto su come si relazionano con esso gli sportivi professionisti: «Paura? Noi atleti siamo un po’ tutti ipocondriaci, il corpo è il nostro strumento di lavoro e lo vogliamo tarato sempre alla perfezione. Ma se un infortunio lo metti in conto, per le malattie è diverso. E questa è differente da tutte. Infida, come ogni nemico sconosciuto»

Anche Maran ha messo in luce la gravità delle difficoltà affrontate: «Ci è passato sopra un tir!»

Ha infatti voluto evidenziare soprattutto l’inaspettata forza virale che ha completamente ribaltato i suoi ragazzi:

«Solo noi in Italia e forse in Europa abbiamo vissuto una cosa del genere, non è stato semplice per nessuno gestire un momento così traumatico. Impensabile. Non voglio dire incredibile, perché il Covid-19 è una cosa seria, ma non ci aspettavamo che potesse colpirci in quella misura e con quella forza. Avevamo sempre fatto le cose con grande cautela ed attenzione. Invece da quel giorno ci sono stati pochi allenamenti, nessuna partita, e se prima gioivamo per un gol, adesso esultiamo per un giocatore negativizzato. Siamo su questi livelli»

Ritornando alla sfida col Napoli che segnerà un passaggio chiave di questo strano campionato per i suoi effetti sulla non-sfida tra gli azzurri e la Juventus:

«Quel giorno abbiamo curato ogni minimo dettaglio. Per cautela s’era deciso di partire il giorno successivo per Napoli, allo scopo di proteggere noi stessi e gli altri. Sul momento non avevamo realizzato la situazione, pareva una suggestione dei ragazzi dopo quel che era successo a Mattia ed a Schöne sentire qualche malessere. Invece tutto questo ha influito sui giocatori, l’abbiamo capito parlando con loro nei giorni successivi. Nessuno l’aveva palesato per non tirarsi indietro e poter scendere in campo, da una parte è meritorio. Ricordo una vigilia stranissima, una notte tutti in piedi a fare i tamponi cercando di mantenere sempre le distanze. Non è stato il modo migliore per preparare una gara, ma era nostro dovere agire così»

Sulle strategie attuate per far fronte al momento difficile, ricorda che «Parliamo di una situazione anomala, i cui effetti sui singoli sono sconosciuti. Viviamo alla giornata, ascoltando le sensazioni dei ragazzi. Ricordandoci, poi, che abbiamo passato un lungo periodo complicatissimo… nei primi giorni eravamo, sei, sette, otto giocatori… pensare che tutto il resto della squadra era a letto, conciata in quel modo… È stato un periodo surreale, devo dire grazie a tutta la Primavera del Genoa, compresa dirigenza e l’allenatore, per la loro disponibilità»

Sul futuro più immediato dice che «adesso ce ne aspetta un altro altrettanto complesso. Perciò è necessario che quanto accaduto ci dia ancora più compattezza pensando al futuro»

Ha avuto anche un piccolo riferimento al caso Schöne e la sua esclusione dalla rosa: «È stato una dolorosa scelta della società. Dispiace»

Federico Burlando

Condividi
LiguriaSport.com
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.