Per la Lazio dubbi a centrocampo, Keita Balde è pronto

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Sale il livello dell’avversario di turno e sale l’attendibilità dell’impegno. Arriva la Lazio e per la Samp si prospetta una verifica stuzzicante riguardo al su valore e al suo stato di salute.

Metabolizzata la lezione impartitale dal Benevento e rimessa in sesto la classifica grazie ai tre punti di Firenze, in casa blucerchiata si attende una riprova. D’altronde, l’impresa al Franchi, pur legittima, va archiviata ancora con qualche dubbio: tutto merito di Quagliarella e C o soprattutto colpa dei viola, presentatisi nella versione più svolazzante, incerta e pasticciona possibile?

La Lazio ha perso uno solo degli ultimi 17 confronti con i blucerchiati, ma stavolta ripetersi potrebbe essere più dura. E’ apprezzabile il pari imposto dalla corazzata Inter prima della sosta, ma il punticino raccolto nelle ultime due partite, entrambe all’Olimpico, è anche segnale di un certo disagio, figlio principalmente di un’infermeria zeppa di ospiti illustri.

Vero che la rosa biancoceleste non è risicata, ma quando si deve rinunciare contemporaneamente – come contro la Samp – agli infortunati Radu, Luiz Felipe, Lazzari, Bastos, Marusic e Lulic e allo squalificato Immobile, l’ultima Scarpa d’Oro a livello europeo, una certa preoccupazione è inevitabile. Poi vai a leggere l’elenco dei disponibili e ti accorgi che Inzaghi è coperto in ogni reparto e costretto soltanto ad una probabile forzatura: l’arretramento di un centrocampista, Parolo, in terza linea. E non puoi ignorare che l’assetto mediano (Milinkovic Savic, Luis alberto, Lucas Leiva), da sempre il punto di forza delle Aquile, è tutto disponibile e pimpante.

In casa Samp Ranieri – romano purosangue, ma col cuore giallorosso – non deve fare di conto per varare la formazione, visto che il solo Gabbiadini è ncora fuori dai giochi. L’abbondanza è il più gradito dei problemi e consente di agire su alternative tattiche ugualmente stimolanti. Ferma restando la difesa a quattro (stavolta con Colley da preferirsi a Yoshida, anche per ragioni di fisicità), ecco che centrocampo e attacco potrebbero anche variare cammin facendo. In avvio è probabile che il testaccino non abiuri al suo modulo preferito, il 4-4-2, con Quagliarella (tuttora imprescindibile, ad onta delle quasi 38 primavere) e Ramirez in avanti.

L’uruguagio ha deciso di portare in fondo, a fine stagione, il proprio matrimnio con Ferrero, ma nell’attesa si propone come il miglior partner del capitano.

E’ a centrocampo che si annidano i dubbi più vivi. Ekdal e Candreva (ex di turno, che proprio nella Capitale visse il periodo più bello della carriera) sono sicuri del posto al pari di Thosrby, che è però in bilico tra centro e sinistra. Nel primo caso sul versante mancino si profila un ballottaggio tra Jankto, immerso tuttavia in un periodo non certo esaltante, e Damsgaard, che in Toscana ha subto suadernato doti eccellenti. La seconda ipotesi contempla l’esordio di Andrè Silva, il fiore all’occhiello dell’utimo mercato ferreriano: il mister lo tiene in considerazione – ci macherebbe altro… – ma non appare convintissimo di mutare qualche ingranaggio in una macchina già oleata.

Intanto Keita Balde comincia a scalpitare. Proprio nel club caro al presidente Lotito fece faville, per poi smarrirsi nelle successive tappe lavorative. Ci terrebbe a scendere in campo, ma non è da augurarselo: significherebbe che mister Claudio è costretto, in corso d’opera, a qualche mossa disperata.

Pierluigi Gambino

 

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