Preziosi «Nessun negativizzato, Lega prevede un solo jolly, rischiamo tanti 0-3 e Serie B»

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I ragazzi del Genoa senza il Covid si allenano al Signorini, tratta da pagina FB Genoa

Dopo due risicatissime salvezze all’ultima giornata e una serie di quart’ultimi e quint’ultimi posti avrebbe del clamoroso sprofondare in cadetteria proprio l’anno in cui la rosa nell’estate ha ricevuto innesti importanti e non è stata intaccata da cessioni importanti per far plusvalenze; è lo scenario grigio e beffardo  tratteggiato da Enrico Preziosi sui taccuini e le pagine del Corriere dello Sport: «Ho ancora 15 giocatori positivi, nessuno si è negativizzato, e sono quasi tutti dei titolari. La positività di Ibra è durata 16 giorni, per noi sarebbe un disastro. Che faccio, mando in campo 6 primavera contro Verona e Inter?», domanda perplesso e turbato. Dopo essersi interrogato sul valore sportivo che avrebbe il match, critica i criteri adottati dalla Lega Calcio per far combaciare le necessità sanitarie con organizzative: «La Lega prevede un solo jolly, ma così rischiamo tanti 0-3 e di finire in Serie B».

Già il Ds Faggiano aveva preannunciato che probabilmente nei prossimi match di campionato il Grifone avrebbe dovuto fare ampio ricorso ai virgulti delle sue affermate giovanili. Sebbene il futuro ipotizzato da Preziosi, un sussiego di sconfitte a tavolino, sia decisamente troppo fosco per essere realistico, non si può escludere che l’undici di Maran uscirà talmente penalizzato dalle 2-3 settimane di inattività forzata da sprofondare nella zona retrocessione sin dalla ripresa delle competizioni. Un dispiacere ancor più grande se si pensa che oltre allo sforzo sul mercato si era fatto tutto il possibile per rispettare i protocolli anti-Covid: «Il nostro centro è stato migliorato e sanificato, la palestra è in aperta campagna e abbiamo superato le ispezioni federali», ha quindi nuovamente difeso Perin, “paziente zero” rossoblù, che «ha partecipato a un paio di cene, come tutti».

Ha inoltre ripreso la questione Juventus-Napoli, «uno spot mortale per il calcio italiano», mettendo in chiaro che «Il fatto in sé non mi riguarda, riguarda la procura federale, mai mi sognerei di far intervenire l’Asl. Il regolamento tuttavia non va, deve essere rivisto, non ci sono santi».

Ha speso anche qualche parola sulla cessione del club e sul suo quasi ventennale operato: «Voglio vendere il club? Se oggi mi domandate quanto sono stanco da uno a cento, rispondo centodieci. Ma non sono stanco del Genoa, che ho tenuto in A per 14 anni su diciotto. Ho 72 anni, il doppio di Pandev, e il dovere morale di pensare al dopo». Sostiene di aver fatto tutto ciò mosso da un misto di passione e senso degli affari, per cui «Se ne avessi cinquanta mi ritufferei in questa avventura perché il futuro è dell’entertainment e il calcio è il punto più alto dello spettacolo, il numero uno al mondo. In America sta crescendo in modo verticale, anche l’interesse dei fondi internazionali per la Serie A deve pur significare qualcosa. Io non sono né ricco, né scemo, da 44 anni opero a livello mondiale. Sono solo un po’ coglione nel calcio perché nel calcio intervengono l’emotività e la passione».

A chi lo accusa di avere degli interessi reconditi nel Genoa e nell’imponente giro di affari che smuove replica che «Il calcio non mi ha fatto dormire troppe notti e in questi diciotto anni ho bruciato almeno 200 milioni di euro»

Il patron non è l’unico a lanciarsi in dichiarazioni minacciose vertenti l’attuale situazione del Grifo, sebbene quelle al media olandese ‘Voetbal Zone’ dell’agente di Lasse Schöne, Revien Kanhai, da tre giorni impegnato in una vera e propria crociata mediatica contro Villa Rostan a favore del suo assistito, abbiano un taglio decisamente più bellicoso che fatalista. Annuncia infatti di ricorrere ai tribunali per punire il Genoa di un comportamento che ritiene scorretto «Lasse è stato trattato in modo scandaloso. Gli accordi sono stati violati per molto tempo. Ora è stata intrapresa un’azione legale immediata, perché ciò va contro tutte le garanzie legali e i casi analoghi della FIFA e del CAS. Una lettera di convocazione è stata inviata per informare il club delle violazioni del contratto. Se lo avessero fatto con largo anticipo, ci sarebbe stato ancora tempo per sciogliere il contratto o trovare un altro club».

Fine dell’avventura rossoblù in chiaroscuro per Lasse Schone -Fonte: Getty Images

Il regista danese probabilmente sarà costretto a stare fermo sino a gennaio, rischiando di perdersi il treno per gli Europei con la sua nazionale. Dall’Ajax, club di cui è una vera e propria leggenda, hanno fatto sapere che per allora escludono un suo ritorno. Ha infatti dichiarato il DS dei “Lancieri”, Marc Overmars: «Lasse è un’icona dell’Ajax e i tifosi vorrebbero vederlo tornare. Ma penso che sia finita. Penso che un giorno tornerà, ma con un ruolo diverso»

Finisce così un po’ ai margini nel movimentato tourbillon di dichiarazioni la confessione di Leonardo Semplici, che ha sostenuto di essere stato vicinissimo al Grifone per il dopo Nicola.

Federico Burlando

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