Schöne escluso dalla rosa dei 25, volano gli stracci con Faggiano

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Era stato accolto come un eroe al Cristoforo Colombo, ha insistito per rimanere e dimostrare il suo valore nonostante l’annata deludente che ha gettato un’ombra sulla sua fama, il cerchio si chiude ora con l’inelegante e brutale messa alla porta di Faggiano: probabilmente Lasse Schöne, al momento pure malato di Corona Virus, non avrebbe mai dovuto valicare le Alpi.

Il DS ha deciso di non includerlo nella rosa dei 25 che il Grifone potrà schierare nella prossima stagione di Serie A, anzi di fatto lo ha rimosso, dal momento che era presente tra gli arruolabili per le prime 2 partite. Non è una questione di necessità: vi sono stati inseriti esuberi, o comunque elementi ai margini del progetto tecnico, come Brlek e Parigini.

A riguardo il Direttore Sportivo ha detto: «Una decisione dolorosa ma necessaria, abbiamo voluto dare un segnale preciso. Dal punto di vista tecnico un mese fa avevamo deciso di puntare su Badelj e lo avevamo comunicato a Schone. Sono state fatte altre scelte, questa esclusione ne è una conseguenza»; la sensazione è che si voglia fare di tutto per liberarsi dei due milioni e mezzo lordi del suo stipendio, uno dei più alti.

Il giorno dopo la fine del mercato aveva dichiarato «Volevamo fare qualche uscita in più ma ci ha frenato qualche ragazzo che non ha voluto uscire e andare in una categoria inferiore, non so con che stimolo. Mi fa pensare per il mercato del futuro. Il Covid non ha aiutato, le regole sono ferree e fisse, anche se ogni tanto succede il contrario ma dobbiamo rivederlo, non dico di tenere aperto il mercato, ma le visite sono un rischio. I giocatori fuori lista sono un rischio ma possono essere utili». In precedenza nel corso dell’estate aveva invece parlato del regista danese come di un talento di livello assoluto che gli sarebbe piaciuto tantissimo portare a Parma, e che per lui e Criscito avrebbe fatto le opportune valutazioni. Evidentemente sono state fatte e ha pesato di più l’aspetto economico. In fondo, anche come riserva avrebbe potuto essere un valore aggiunto per Maran, che al momento sembra più aver subito gli eventi che esserne stato partecipe.

Il suo agente, Revien Kanhai, rappresentante della Forza GroupSport, racconta invece tutta un’altra versione dei fatti, totalmente inclemente nei confronti dell’operato di Villa Rostan: «È scandaloso che non ci abbiano informato della decisione prima della fine del mercato. Avremmo potuto rescindere e scegliere un altro club con calma. È stata una decisione del direttore sportivo, che ha portato altri centrocampisti e non vuole Schöne. L’allenatore lo avrebbe voluto in squadra. È triste come il Genoa lo stia trattando».

Lite anche tra Preziosi e l’imprenditore marocchino Boulgoute, che attraverso lo studio legale Giordano fa sapere di «essersi sentito offeso e non rispettato» a causa della presunta volontà del proprietario del club di organizzare un incontro per parlare del cambio di proprietà o, addirittura, un abboccamento telefonico. L’avvocato denuncia che l’Ad della società rossoblù avrebbe firmato il 26 luglio un accordo di preliminare di acquisto e da allora sarebbe stato possibile tracciare una qualsiasi due diligence, ovvero l’accordo finale tra le parti, e annuncia che richiederà i danni contrattuali. Preziosi, che ha sempre smentito la trattativa, ha risposto con un sintetico «Dico solo questo…Taci», un riferimento al precedente cambio di proprietà gestito dall’avvocato, che portò l’imprenditore albanese Rezart Taçi alla guida del Parma per un paio, prima che questi scoprisse l’ingentissimo debito lasciatogli dalla gestione Ghirardi e se ne lavasse le mani rivendendo subito la società a Giampietro Manenti, oscura figura che si dimostrò totalmente incapace di farvi fronte.

Un vespaio di diatribe in un momento difficile per la squadra, attagliata dal Covid. Mentre i contagiati transitano verso la guarigione, la Lega Serie A ha fatto sapere che Genoa-Torino verrà recuperata mercoledì 4 novembre alle 17.00.

A tal riguardo ha parlato uno dei 3 membri della rosa che ha risposto a una chiamata della nazionale, il croato Badelj, oltre al macedone Pandev e all’Under 21 Scamacca -arrivato quest’ultimo dopo lo scoppio del focolaio: «Il Covid-19 è entrato nella nostra squadra, abbiamo molti giocatori infetti ma io sono sempre risultato negativo. Con l’aiuto della nostra ambasciata ho ottenuto un permesso per entrare in Croazia. Sfortunatamente, il Covid è parte del nostro presente con cui dobbiamo convivere e che dobbiamo accettare fino a che non sarà trovato un vaccino»

Federico Burlando 
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