Tanta qualità dal centrocampo in su

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Due settimane fa, l’umore di qualsiasi tifoso blucerchiato era nero come la pece. Come se non bastassero le cadute di stile dialettiche regalate in questi anni dal Viperetta, la campagna acquisti appena imbastita ma mai decollata avrebbe spento l’euforia del più ottimista dei sostenitori.

Ferrero, in un empito di orgoglio, ha però spiazzato le nutrite e perplesse falangi di contestatori con tre mosse di mercato che levati. In un batter d’occhio ecco presentarsi in Liguria Keita Balde, Candreva e Andrè Silva, tre personaggi noti nel mondo del calcio. Così, in un attimo, l’amarezza dovuta alla partenza di Linetty e all’immobilismo sul fronte arrivi si è trasformata non in euforia ma almeno in sollievo e nel convincimento che il nuovo organico sia più competitivo rispetto al precedente.

Intendiamoci, prima di trinciare giudizi definitivi occorre la riprova del campo. Per quanto riguarda Candreva, l’esame finestra è già stato superato. L’ex interista deve ancora approdare alla forma ottimale, ma l’impiego a… tre quarti di servizio è bastato a garantire a Ranieri un notevole salto di qualità, anche popiziato dall’ottima intesa con Quagliarella.

Negli occhi degli appassionati sono rimasti i fotogrammi del Keita in versione laziale: prorompente sulla fascia, irrefrenabile nelle accelerate, condite anche da ottima tecnica individuale. Lascia dei dubbi, inevitabile, il suo successivo declino, quelle mancate promesse, giustificate da un’elevata quotazione, svanite progressivamente. Tocca a mister Claudio, eccezionale psicologo, rianimare questo potenziale campione e, inoltre, trovagli una confacente collocazione tattica. Come impiegare il senegalese? Forse come seconda punta o più probabilmente come esterno, magari in un inedito ma stuzzicante 4-2-3-1.

Keita è indubbiamente un giocatore a trazione anteriore e dovrebbe assicurare un certo numero di gol, così da affiancarsi nella lotteria blucerchiata dei bomber all’eterno capitan Fabio, a Gabbiadini e a Ramirez, mezza punta col fiuto del gol. E’ partito in extremis Bonazzoli, ma senza troppi rimpianti. Sarebbe servito un uomo d’area, una torre, e Llorente avrebbe colmato alla grande la lacuna, ma si può criticare Ferrero per aver frenato sull’ingaggio da garantire ad un over 35? Prima o poi, però, lo Zapata fromboliere a Bergamo dovrà pur essere sostituito…

A centrocampo l’auspicabile balzo all’insù è legato ad Andrè Diaz, che in Portogallo e in Inghilterra si è già dimostrato centrocampista completo. Da febbraio, però, non disputa una partita e andrà pertanto rivisto con attenzione e un briciolo di apprensione. Sulla carta è un altro innesto super, in grado di affiancarsi a Ekdal (da stabilire peerò chi dei dueguiderà le danze e chi sarà il gregario) e a quel Thorsby che non dispone di piedi così educati ma è ormai diventato indispensabile grazie a polmoni inesauribili e gambe robustissime. Rinunciare a lui per un ossequio al virtuosismo sarebbe però rischiosissimo.

La permanenza di Ramirez, che ha… sfatto le valigie solo all’ultima ora di mercato, è una pessima notizia per le casse societarie, ma non per Ranieri, il quale potrà utilizzarlo come seconda punta o alternarlo in rifinitura all’astro nascente Verre, l’eroe di Firenze, capace di delizie autentiche a patto che Ranieri la smetta di schierarlo nella linea mediana, dove è un pesce for d’acqua.

E in tema di nuove scoperte, come ignorare l’emergente Damsgaard, destinato ad appropriarsi della faccia sinistra sp’ngendo in panca Jankto, smpre più involuto?

Sul fronte difensivo non sono tutte rose e fiori, ad onta dellamancata partenza di Colley, il quale deve emendarsi da qualche intervento svolazzante ma resta indispensabile, in specie nel gioco aereo. Yoshida, Tonelli e il ristabilito Ferrari completano un pacchetto di centrali non eccezionale ma neppure così scarso.

Sulle fasce, invece, si annida il punto debole della squadra. Bereszynski è piaciuto parecchio a Firenze ma resta inaffidabile e il suo partner mancino Augello alterna prove egregie ad altre desolanti. Sarebbe servito su entrambi i corridoi difensivi un rinforzo “ad hoc” o almeno un rimpiazzo tale da costringere i due sunnominati alla massima concenteazione. Invece, sfumato l’ingaggio in extremis dello spagnolo Ferrer per uno sgarbo della dirigenza spezzina, ecco che – dopo la partenza di De Paoli – non c’è nessuno alle spalle del polacco (unico adattabile, Ferrari) e troviamo il solo Regini, soldatino da sempre fedele alla causa doriana, in alternativa sulla sinistra.

Chiusura con la porta. Audero, criticatissimo – non a torto – durante lo scorso campionato, è tornato il baluardo che tutti apprezzavano. Serviva comunque un dodicesimo tranquillizzante, e l’ultimo arrivato, Letica, dovrebbe colmare degnamente il vuoto.

Quale previsione azzardare sull’annata della Samp? E’ sicuramente salito il tasso qualitativo nell’undici iniziale, ricco di volti nuovi, anziani e giovani in grado di combinare un interessante mix. Il parco riserve andava però migliorato. In conclusione, si può parlare di salvezza lievemente anticipata, ma avventurarsi in vaticini più ottimistici, almeno per ora, appare un azzardo.

Pierluigi Gambino

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