Salgono a 22 i contagiati del Genoa, presi Bani e Shomurodov

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«Ho avuto l’influenza ma questo non è paragonabile, è cinque volte più pesante. Sono un atleta ma mi sono trovato a pezzi. Per questo dico alla gente di stare attenta, serve prudenza perché il virus può colpire chiunque», sono le parole con cui Ivan Radovanovic chiude l’intervista con cui ha descritto l’esperienza sua e di tutta la squadra col Corona Virus.

Il centrocampista serbo ha narrato nei minimi particolari il difficilissimo week-end della trasferta di Napoli, apertosi con la comunicazione che Perin aveva contratto il morbo pandemico. A seguire ci sono stati due cicli di tampone, e al pranzo successivo si è ritrovato tutto il tempo a parlare faccia a faccia con Schöne in inglese, il quale il giorno dopo, quello della partenza posticipata, è risultato anche lui essere positivo al Corona Virus. Rientrato dalla Campania gli sembrava di non stare bene, ma credeva fosse tutta suggestione. Ora ritiene non si possa escludere che il crollo della ripresa nel match contro gli azzurri sia imputabile alle condizioni di salute debilitate.

Sono saliti a 22 membri dello staff del Genoa contagiati: a Perin, Schöne, Radovanovic, Cassata, Lerager, Marchetti, Melegoni, Pellegrini, Pjaca, e Zappacosta, si è aggiunto Beherami in un primo momento, quindi Destro, Brlek e Jagiello, e infine in quella che si spera essere l’ultima tornata capitan Criscito, il nuovo arrivato Meles e Davide Biraschi, per un totale di 17 membri della rosa.

Difficile ragionare di calcio giocato in queste condizioni, comunque il presidente Preziosi ha spiegato perché alla fine in attacco sono state preferite altre opzioni a Mario Balotelli: «Era una scommessa, come sempre, ma ci sono equilibri che non vogliono essere messi a rischio. Ognuno si prende un’etichetta negli anni di lavoro e lui ha questa etichetta, visto il campionato dell’anno scorso: l’etichetta dell’irrequieto. Dopo due anni di salvezze all’ultima giornata, nello spogliatoio si voleva avere una situazione più di calma»

Nel frattempo per la difesa è stata ufficializzato Mattia Bani, per cui il Grifone è un ritorno all’alma mater: nel 2011-12 era nella stessa primavera di Sturaro e Perin, ma non gli riuscì di esordire. Compirà 27 anni il prossimo 10 dicembre e torna a Genova al momento propizio: ritrova Maran che lo fece crescere al Chievo Verona dopo che era esploso alla Pro Vercelli, da cui venne prelevato per 4 milioni. Dopo la retrocessione dei clivensi era stato acquistato dal Bologna per la stagione scorsa, in cui ha disputato 27 partite, trovando la porta in ben 4 occasioni.

È arrivata l’ufficialità anche per il gigante uzbeko 25nne Eldor Shomurodov, il cui arrivo in aeroporto è stato salutato da una dozzina di entusiasti tifosi. Centravanti che fa della stazza il suo punto di forza, è tuttavia abile nelle serpentine e nel dialogo tecnico, caratteristiche che gli sono valse il pomposo, pesante e fuorviante soprannome di Messi dell’Uzbekistan. Generoso e versatile, deve affinare il fiuto sotto porta. Il suo ingaggio dovrebbe essere costato circa 7,5 milioni di €.

Federico Burlando

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