Giorni decisivi per rinforzare una Samp con diverse lacune

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Sospeso tra crescente disinteresse e sdegno misto a rabbia, l’ambiente blucerchiato assiste passivo allo sfacelo di squadra e società con ua contestazione latente, frenata dalle chiusura degli spalti ma pronta ad esplodere nel caso di un comunque non imminente ritorno alla normalità.

Mentre la dirigenza blucerchiata si barcamena tra un rinvio e l’altro sul fronte della “grana” giudiziaria per l’arcinoto “caso Obiang”, scoppiato – vale rimarcarlo – nel lontano 2015, la ombriccola di Ranieri precipita sempre più agli inferi, insinando nella tifoseria amica il timore che la situazione attuale non sia meno grave e preoccupante di quella di un anno fa. Allora, la mano sapiente di Claudio Ranieri sortì il miracolo di una perentoria risalita e di una salvezza anticipata, ma non sempre certe imprese riescono. Di sicuro, se il ko nella Torino bianconera era ampiamente nei preventivi – ma non così una prestazione così opaca – il flop di fronte alla matricola Benevento ha fatto scattare tutti i campanelli d’allarme possibili.

I sanniti, una volta pagato lo scotto dell’ambientamento alla categoria con due gol al passivo, hanno iniziato ad imperversare, surclassando gli straniti sampdoriani in ogni zona del campo e strameritando un successo in rimonta con ben pochi precedenti. Ranieri, già discusso dopo certe scelte di formazione operate in terra piemontese, è finito nuovamente sul banco degli imputati. Di certo ha ritardato all’eccesso i cambi in corso d’opera, ha sbagliato valutazione preferendo l’incertissimo Tonelli a Yoshida in difesa e soprattutto ha fallito in modo patente la composizione della coppia di centrocampisti centrali affiancando a Ekdal – acciaccato e non brillantissimo da tempo – il peso leggero Verre, dotato di piede docile ma ahinoi fragilissimo, quasi impalpabile in fase di filtro. Se a ciò si aggiunge che Candreva – all’immediato esordio tra i titolari – è un calciatore determinante dalla metà campo in avanti ma non in copertura e che il suo dirimpettaio Jankto prosegue nel suo annoso assenteismo, ecco spiegato il flop di un reparto mediano in balìa degli eventi.

Vero che la Samp poteva anche segnare il terzo gol, ma con lo stesso metro i giallorossi ospiti sono andati vicinissimi al poker e forse alla cinquina, strameritando il successo. Improvvisamente sono riaffiorati i vecchi limiti di una Samp che sta avvertendo più del previsto la partenza di Linetty, il quale se non altro garantiva combattività e costanza di rendimento. Questa squadra non è mai stata ricchissima di talento e ciclicamente denuncia carenze preoccupanti di personalità e di maturità tattica. Ecco perché, data l’eclissi di Ekdal, occorre subito intervenire ingaggiando un “regista” con i controfiocchi: il francese Bentaleb, ormai vicinissimo, potrebbe fare al caso di Ranieri, considerando se non altro la sua gloriosa carriera e la sua ancora verde età (26 anni da compiere). E’ giusto però chiedersi se basti il suo arrivo a mettere le cose a posto. Keita Balde resta ad un passo, ma è indubbio che le sue caratteristiche mal si sposino con le idee tattiche di Sir Claudio, mai stato propenso ad introdurre il 4-3-3 nell’elenco delle alternative.

Se non altro l’ex laziale dovrebbe garantire qualche gol, anche se continuerebbe a mancare l’uomo d’area, il terminale offensivo: ruolo che inizia a stare largo a Bonazzoli (non certo col fisico dello sfondatore) e a Quagliarella (i prossimi 38 anni iniziano a pesare).

Per un campionato tranquillo servirebbero pure un esterno sinistro di centrocampo più reddditizio di Jankto e due terzini che sappiano mettersi in concorrenza con Bereszynski e Augello, sinora due cocenti delusioni.

Il tempo per intervenire prima del gong di mercato non è moltissimo ma neppure poco, a patto che il Viperetta trovi la formula contrattuale per offrire a Ranieri i dovuti rinforzi nei settori a rischio. In caso contrario, il quart’ultimo posto diventerebbe l’obiettivo conclamato, e neppure così agevole, della stagione.

Pierluigi Gambino

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