Internazionali Roma: Musetti asfalta Nishikori, agli ottavi c’è Koepfer

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Con quel rovescio, Lorenzo Musetti può fare quel che vuole. Dopo aver sconfitto Wawrinka, numero 17 del mondo e tre volte campione Slam, batte Kei Nishikori, numero 35 con un passato da top-5, 6-3 6-4. Negli ottavi, sfiderà il tedesco Dominic Koepfer, numero 95 del mondo, che ha battuto sul Pietrangeli il francese Gael Monfils.

“Non ci ho mai giocato contro, ma lo conosco abbastanza” ha detto Musetti del suo prossimo avversario. “L’avevo visto giocare a Francavilla contro Giulio [Zeppieri] che ha vinto. L’anno scorso ha cambiato marcia allo US Open. Qui ha rimontato contro De Minaur, è un mancino può darmi fastidio. Ma sto giocando bene, non ho paura”.

Contro Kei Nishikori (già n.4 del mondo), chiude con 19 vincenti, come il giapponese, e un gratuito in meno. Più efficiente di diritto che di rovescio stasera, Musetti vince dieci punti in più (72 a 62). Spicca la resa superiore al servizio, per percentuale di prime in campo e punti vinti. A fine partita ha più ace e meno doppi falli, e ha salvato cinque palle break su cinque.

Spumeggia, nella sera di Roma, con quella maglia vintage con i grafici a barre alla Agassi, che suonano un po’ come la rappresentazione dei suoi promessi progressi in classifica. Numero 249 del mondo, sicuro comunque di entrare nei top-180, diventa il più giovane a raggiungere il terzo turno a Roma dai tempi del francese Fabrice Santoro nel 1991.

Vince di fila le sue prime partite ATP, contro due ex top 10 e firma un poker da record. Si unisce infatti negli ottavi a Matteo Berrettini, Stefano Travaglia e Jannik Sinner. Per la prima volta dal 1979, l’Italia può vantare quattro giocatori tra i migliori 16 al Foro Italico. Gli ultimi erano stati Barazzutti, Bertolucci, Ocleppo e Panatta.

Sono veramente contento di questa vittoria, Nishikori non me l’ha regalata. Sapendo che potevo essere un rompiscatole in campo è partito aggressivo, io dopo i primi game ho colpito più forte ed è stata la chiave” ha spiegato in conferenza stampa l’azzurro. Come ha scritto sull’obiettivo della telecamera dopo la vittoria, ha trovato ‘la buca dell’orata’. E’ una dedica al preparatore atletico, toscano, che condivide con l’amico Giulio Zeppieri. E’ un’espressione che deriva dal gergo dei pescatori, “è quando trovi il punto debole dell’avversario” spiega.
A 18 anni, contro un ex top-10 e finalista Slam, gioca con la sicurezza del veterano. Ha piani chiari, sequenze di gioco sicure personalizzate in allenamento che sa “speziare” maneggiando l’arte dell’improvvisazione ispirata.

Musetti allunga 4-1 e ruba l’occhio, anche perché il suo non è un tennis di azzardi, di fugaci momenti di genio. Non è tutto o niente, ma efficiente, composto e completo. Trasferisce con naturalezza il peso sulla palla, sfrutta la profondità per depotenziare il giapponese che vorrebbe giocare con i piedi sulla riga ma spesso non ci riesce.

Anche perché Musetti nel primo set gli toglie ogni riferimento. Se tira due risposte di diritto, una è un’accelerazione decisa e fulminea sulla riga, l’altra è una palla in slice che atterra a metà campo.

Nel secondo, Nishikori d’esperienza guadagna un metro e anticipa di più. L’azzurro commette qualche errore di scelta, piccoli peccati di gioventù. Ma vince anche il punto del torneo in cui mette in fila tutto: palla corta, pallonetto e un passante lungolinea a campo aperto sì, ma tirato al salto e dal telone. Nemmeno i pochi minuti di blackout al Foro Italico lo raffreddano. Capisce che deve far muovere Nishikori, ridurre le possibilità che il giapponese possa giocare d’anticipo e spostarlo.

Ho giocato una partita bellissima, sapevo che era più difficile rispetto a Wawrinka” spiega a caldo, “perché Nishikori gioca più vicino alla riga e mi toglie più tempo: a me non piace tanto. Ho servito sempre bene, sono stato freddo, questa tattica di lucidità mentale e freddezza penso mi abbia aiutato“.

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