Mercato piatto, Marin basterà?

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In tempi di Covid, nessuno ha voglia di contestare platealmente: tantomeno i tifosi della Samp E’ indubbio tuttavia che sotto la cenere covi un crescente disinteresse che prima o poi potrebbe deflagrare in rabbia. I tifosi doriani, pur sollevati dalla salvezza anticipata, non hanno cancellato dalla mente l’ultima annata, ricca di sofferenze e povera di soddisfazioni, e in cuor loro confidavano che il pur vituperato Viperetta proponesse loro un mazzetto di nomi nuovi, così da insaporire il piatto del prossimo campionato.

Speranze finora deluse da una società che ha sposato l’immobilismo e continua con coerenza a ripetere che senza ulteriori cessioni – dopo quella, dolorosa ma non determinante, di Linetty, e quelle, graditissime ma non troppo remunerative di Murru e Murillo – non arriverà alcun rinforzo di rilievo. Radiomercato, a dire il vero, rilancia la voce di un’accelerazione blucerchiata sul fronte Marin: chi vivrà vedrà. Ma non basterà comunque l’eventuale ingaggio del talentuoso sloveno per riaccendere un sorriso sul viso della gente blucerchiata.

D’altronde, il tifoso medio vive di speranze e di emozioni, ed un mercato così piatto non ne alimenta. Questo slancio di sentimenti negativi però cozza con l’opinione di molti addetti ai lavori, convinti che il conservatorismo spinto del Viperetta possa sortire frutti copiosi e rappresentare un vantaggio cospicuo nei confronti di parecchie altre squadre, sottoposte ad un radicale maquillage. Noi sposiamo appieno quest’ultima tesi, pur comprendendo le legittime aspirazioni di chi spasima per i colori blucerchiati. Non concordiamo, soprattutto, con chi abbina alla Samp vaticini nefasti. I pessimisti, evidentemente, dimenticano che Claudio Ranieri, autentico fuoriclasse del ruolo, ha rilevato in corsa la squadra, impiegando quasi due mesi a svellerla dalla cantina della classifica prima di varare il modulo tattico definitivo. Oggi il “baronetto” riparte senza perdere più tempo prezioso per assemblare i suoi ragazzi: il lavoro è già ultimato e al massimo necessiterà di un semplice perfezionamento. Chi sottovaluta l’importanza della coesione e dell’affiatamento è fuori strada in un calcio come quello moderno, non sempre deciso dalla singola giocata.

i dirà: i giocatori della Samp, uno per l’altro, sono mediocri e da loro non ci si possono attendere prodezze. E’ verissimo che manca la “stella”, il giocatore capace di fare la differenza, ma il valore medio è ben superiore al piazzamento rimediato al termine di una stagione assai travagliata.

Basilare sarà, però, non perdere alcuno degli elementi più in vista. In primis Colley, che con la sua fisicità non ha sostituti all’altezza. In secondo luogo Ramirez, l’uomo in più la scorsa estate nel convulso finale di stagione: e pazienza se la sua permanenza, unita al mancato rinnovo contrattuale, procurerà un danno alle casse societarie. E con l’uruguagio ancora in organico, da affiancare al giovane ma promettente Damsgaard, a che pro puntare su Marin, seppure in prestito? Meglio dirottare il denaro verso l’acquisto di una prima punta strutturata, da pescare all’estero, data la penuria di specialisti nel nostro campionato O, in alternativa – se Ranieri fosse soddisfatto delle punte già a disposizione – si guardi a destra: verso un centrocampista di movimento che sostituisca al meglio Linetty e verso un terzino più abile difensivamente del deludente Bereszynski e di De Paoli.

Per il resto, non si intravedono lacune allarmanti in una squara che dovrebbe evitare qualsiasi sorpasso in classifica e, per contro, tentare di compierlo a danno – chissà – di un Verona e soprattutto di un Parma destinati a ridimensionarsi. In attesa di un risveglio sul mercato, comunque, la conferma di Bonazzoli come goleador e l’affacciarsi di un Verre sempre più incisivo rappresentano novità da non trascurare.

Pierluigi Gambino

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