La prima cessione inevitabile è Bertelli

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Mentre sul fronte acquisti la situazione è bloccata dalle trattative dei titolari in scadenza a giugno 2021, non sapendo esattamente quali elementi occorrerà eventualmente rimpiazzare, su quello cessioni da un lato si procede con grande cautela, dall’altro si vorrebbe bruciare le tappe.

La Samp vorrebbe rinnovare tutti: Yoshida, Linetty, Ramirez e Bonazzoli. Tuttavia non vorrebbe esondare dai canoni base sugli ingaggi adottati nelle ultime stagioni. Mentre si pensa che il giapponese firmerà a breve il rinnovo e forse anche il giovane attaccante italiano, che ha dichiarato di dovere molto al club e di voler ricompensare la fiducia riversata nei suoi confronti, il polacco e l’uruguagio non sembrano voler venire del tutto incontro alle richieste di Corte Lambruschini. Trattandosi di decisioni chiave, la società né vuole troncare le trattative troppo frettolosamente, né intende precludersi la possibilità di passare all’incasso, considerando la foga con cui le pretendenti, soprattutto Torino e Cagliari, si sono buttate su di loro.

A fronte di questi stalli, restano occluse anche cessioni su cui la Samp avrebbe voluto già considerare concluse: il Celta Vigo cerca di limare quanto più può dai 15 milioni del riscatto di Murillo, mentre pure il Verona cincischia con Verre, chiedendo uno sconto, nonostante l’ottima stagione disputata e l’accordo che sembrava ultimato da tempo. Mentre per il colombiano ex Valencia le parti sono disposte a venirsi incontro per trovare la quadra, su Verre vorrebbe tutti i 2,4 milioni e mezzo concordati.

Nel frattempo si intensificano e diversificano rapporti coi Granata di Giampaolo: ne esce Audero -a Torino ora pensano a Meret- ma entrano in ballo Bereszynski e, di nuovo, Bonazzoli. Forse Cairo farebbe prima a rilevare direttamente la società da Ferrero.

Così la prima cessione dolorosa ma inevitabile diventa Paolo Bertelli, preparatore atletico che assieme ai colleghi durante il lockdown ha permesso alla squadra di diventare, sino alla salvezza, un bolide per la corsa salvezza. Andrea Pirlo, a cui sicuramente difetta l’esperienza ma sa dove recuperarla di qualità, lo ha richiesto per la Juventus, e così il primo blucerchiato a muoversi verso il Piemonte a sorpresa si accampa sulle sponde bianconere del Po. Considerato un vero e proprio “Mago” nel suo campo, ha cominciato nel 1987 coi giovanissimi della Fiorentina, passando nel’89 ai “grandi”, tra cui Roberto Baggio. Là ha conosciuto Ranieri, con cui ha lavorato per anni, prima di diventare un fidatissimo di Spalletti, a Venezia, Udine e Roma, con una breve parentesi di ritorno nella Firenze di Mancini. Voluto da Conte, sempre allo Juve, lo ha seguito in nazionale e al Chelsea, dove ha lavorato pure con Sarri. In breve, un titano nel suo ambito, apprezzato da tutti i migliori.

Federico Burlando 

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