Base solida, imperativa la riconferma dei big

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Mezzo vuoto o mezzo o pieno il bicchiere della stagione blucerchiata? La risposta rimane in sospeso, dato l’andamento ondulatorio dell’annata, caratterizzata da un avvio pessimo, da una riemersione lenta ma costante, da un’improvvisa accelerata che ha fruttato la salvezza e, infine, dall’immancabile calo che rappresenta – questo sì – una costante di casa Samp appena l’obiettivo prefisso è stato raggiunto.

Il piazzamento finale non entusiasma, ma dopo i mesi trascorsi nella paura di salutare la massima serie, non induice neppure ad un bilancio negativo. Forse l’organico doriano vale qualche punto  qualche gradino in più nella classifica, ma i 38 capitoli scritti da… agosto ad agosto hanno certificato in via definitiva che la rosa costruita dal Viperetta è composta quasi esclusivamente da giocatori decorosi e nulla più. Gente che puà garantire un cammino tranquillo ma senza ambizioni di grandezza.

Un solo fuoriclasse è emerso in tutti questi mesi, e non corre per il campo, ma vi siede ai bordi. La chiara allusione è per Claudio Ranieri, il vero e proprio colpacco di Ferrero e company. Alla società, manchevole in mille situazioni, dev’essere riconosciuto che – in caso di emergenza – ha agito senza risparmiare, pur di togliersi da una situazione delicata. Il miglior allenatore tra i disoccupati era il testaccino, e pazienza se il suo ingaggio era e resta ben superiore al target economico di iun club di media grandezza. Ranieri ha risposto appieno alle aspettative, dapprima costruendo una Samp brutta a vedersi ma protesa a raggranellare un punticino alla volta e poi perfezsionando gradatamente i meccanismi per poi uscire dagli ultimissimi posti, salvare la stagione e regalare anche qualche sporadica soddisfazione ai ifosi. Con molti altri allenatori, probabilmente, la Samp sdarebbe rimasta impaniata sino alla fine nei bassifondi, ad un passo dal baratro.

Lodi, dunque, all’eroe di Leicester, sulla cui riconferma non può, non deve piovere. Certo, il suo stipendio è sproporzionato, ma anche le sue qualità, che dovrebbero assicurare al club una cospicua rivalutazione dell’organico. Mister Claudio nelle ultime dichiarazioni ha alzato un po’ la posta pretendendo garanzie di ordine tecnico, ma non si tratta – a quanto pare – di minacce autentiche, pronube ad un divorzio. L’automatica conferma in caso di salvezza, insomma, passerà liscia.

Altri sono gli interrogativi da sciogliere. Sul fronte societario, qualcosa sta bollendo, ma non pare che esistano i presupposti per una cessione imminente. Ferrero dovrà arrangiarsi, nei prossimi mesi, conscio che le sue vicende giudiziarie potranno esporlo a sgradevoli bivii gestionali anche sul fronte doriano. Di certo, l’addio dell’avv. Romei, da sempre il prezioso trait d’union tra u presidente e la famiglia Garrone, non è una novità rassicurante.

Quale mercato si prospetta? Di sicuro qualche toppa emersa nell’attuale organico sarà rimossa, ma non aspettiamoci colpi clamorosi e, soprattutto, non illudiamoci di veder scongiurata qualsiasi partenza di trilievo.

Esiste comunque una base abbastanza solida, formata da giocatori tutti o quasi di proèprietà. E il campionato appena concluso ha rivelato nuovi punti di forza: il laterale sinistro Augello, il jolly di centrocampo Thorsby, il promettentissimo Askildsen, in attesa che si aggreghi per la prossima annata un altro giovanissimo già lanciato verso lidi prestigiosi: il danese Damsgaard.

La priorità adesso è risolvere in qualche maniera il nodo dei contratti di Bonazzoli, Ramirez e Linetty, in scadenza nel giugno 2021: possibile che almeno uno dei tre, primariamente il centrocampista polacco, sia sacrificato sull’altare del bilancio. Pure Colley rischia di partire, e sarebbe un guaio, dato il rendimento elevato (pur con qualche passaggio a vuoto) offerto dal difensore centrale più importanze anche per questioni fisiche.

Rabnieri fornirà indicazioni precvisev alla dirigenza, ma è agevole identificare le carenze da cancellare: un difensore centrale (pur con l’auspicabile conferma di Yoshida), un laterale destro, almeno due centrocampisti centrali (Ekdal è vecchiotto ed acciaccato, Vieira ha deluso, Bertolacci non rimarrà) e una prima punta fisicamente strutturata. Doversi ancora affidare a Quagliarella, non lontano dalle 38 primavere, appare un azzardo da scongiurare assolutamente.

Pierluigi Gambino

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