Genoa, dopo 37 giornate, una salvezza “tranquilla”

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Qualche brivido c’è stato, e se così non fosse stato la partita sarebbe stata da annullare. I match del Grifo dove i genoani non soffrono almeno un po’ chiaramente non sono regolamentari. Ma nel complesso i batticuori d’apprensione per i suoi tifosi restano quasi tutti relegati ai cinque giorni intercorsi tra il triplice fischio col Sassuolo e il calcio d’inizio col Verona.

Nel 3-5-2 d’ordinanza a sorpresa resta fuori Lasse Schöne, a favore di Jagiello, Behrami e Lerager, Sanabria recupera ed è titolare, nella speranza di rivedere il tandem con Pandev che nel pre covid aveva fatto furore. Al secondo minuto Di Marco sfiora il gol e il palo alla sinistra di Perin da posizione ravvicinata, e sembra il preludio di un incubo di piena estate. L’Hellas è più pimpante e ostenta con facilità la superiorità dei suoi collaudati schemi. Poi subito dopo il decimo minuto improvvisamente la strada si mette in discesa.

Il Parma a sorpresa si porta avanti sul Lecce, e prima che la notizia giunga allo Smartphone del Ds Maroccu, anima in pena a bordo campo, Lerager sfugge sulla fascia e serve un gran cross per Sanabria, testata micidiale e gol. La testa dei rossoblù si sgombra di mille preoccupazioni, la verve dei Veneti si affievolisce.  Capitan Criscito prende una botta e deve dar forfait al 22’, poi il Parma raddoppia e il Genoa lo imita nuovamente: imbeccata perfetta di Pandev per Sanabria sul limite del fuorigioco, e chiusura a doppia-doppia mandata sulla salvezza. Il Verona sembra demotivato, ma una ragione per sussultare si trova sempre: al 40’ il Lecce accorcia, mentre Pessina non riesce a fare altrettanto per i suoi calciando a porta vuota un pallone frenetico figlio di un flipper. Un giro di lancette prima dell’intervallo, il Lecce pareggia ma il Grifone vola con Romero, che si innalza su un cross di Jagiello per il triplice vantaggio.

Nella ripresa l’entrata di Pazzini, all’ultima con gli Scaligeri, ravviva l’attacco gialloblù ma ugualmente Perin non corre grossi rischi. Al 60’ Romero si fa espellere per somma di ammonizioni per un intervento troppo deciso proprio su Pazzini, esce l’eroe di giornata Sanabria per Goldaniga e si innalza il fortino. Il Verona naturalmente attacca all’arma bianca ma è fiaccato dalla calura, getta cross su cross contro i terzini rossoblù trincerati, ma fatica a creare occasioni pulite. Gradualmente la partita si incattivisce, forse perché gli uomini di Juric, curiosamente espulso in occasione del rosso a Romero per eccesso di proteste -voleva il cartellino e non ha dato modo all’arbitro di esprimere la sua decisione- temono di essere tacciati di scarsa competitività. Da una rissa al novantesimo vengono altri due rossi, a Cassata e Aamrabat. Nel recupero c’è spazio per una paratona di Faraoni e un gol mancato di Pazzini su cross di Veloso. Poi arriva la sospirata ufficialità: il Vecchio Balordo resta  in Serie A!

Federico Burlando

 

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