Il Milan serve il poker, la Samp scopre Askildsen

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Il vecchio ed il bambino. Il primo, Zlatan Ibrahimovic, svedese di sangue bosniaco, classe 1981, il migliore in campo a quasi 39 anni, lui che ha segnato una generazione, il secondo Kristoffer Askildsen, norvegese, classe 2001, secondo chi vi scrive un predestinato. Sono loro i due protagonisti, entrambi scandinavi, dell’ultima esibizione casalinga della Samp, ormai salva da due giornate, che con la testa in vacanza si arrende al Milan, inanellando la nona sconfitta casalinga (davvero troppe…) contro una squadra che dopo la ripresa ha invece vinto otto volte su undici, convincendo la sua dirigenza a fare una retromarcia finalmente sensata, in un mondo dove di sensato ormai c’è poco, confermando quella persona perbene e tecnico capace che si chiama Pioli, un Ranieri quanto a modi ed educazione, solo un po’ più giovane. A proposito, faccia presto la società blucerchiata a proseguire con “Sor Claudio”, autentico valore aggiunto e protagonista principale di una salvezza a cui pochi credevano dopo i primi due mesi di campionato.

Per questo ultimo atto casalingo la Samp deve rinunciare all’infortunato Ekdal ed allo squalificato Thorsby, c’è la sorpresa dell’esordio in serie A tra i pali di Wladimiro Falcone a 25 anni ma dopo neanche quattro giri di lancette Rebic sfonda a sinistra approfittando della scarsa copertura di Bereszynski sempre più svagato e mette in mezzo con il contagiri per Ibra che, lasciato colpevolmente libero di colpire da Colley in versione “prego si accomodi”, gira comodamente in rete infilando Falcone sulla  sinistra . Nel primo quarto d’ora i rossoneri potrebbero chiudere anticipatamente il match, possono penetrare senza problemi nella vacanziera difesa blucerchiata ed all’8’ Falcone salva due volte, prima su Hernandez che calcia sottomisura e poi sul fendente di Calabria. La prima ripartenza doriana di Linetty al 10’ non sortisce effetto , con il sinistro dal limite del polacco che si perde a lato due metri sulla sinistra di Donnarumma, un minuto dopo è ancora Rebic che s’infila stavolta da destra e Falcone devia il destro con il piede in corner. Gaston Ramirez, che gioca con il turbante per i dieci punti di sutura rimediati a Torino, imbuca bene dopo il quarto d’ora per De Paoli che è scentrato nel destro che sfila abbondantemente a lato, la partita vive poi una fase di scarse emozioni, con gli ospiti che appaiono in controllo e che alla mezz’ora potrebbero raddoppiare ma Vieira si immola e salva la botta a colpo sicuro di Ibra dall’altezza del dischetto. Prima della chiusura del tempo una punizione da sinistra dell’attivo Calhanoglu dà l’illusione del gol, sfiorando il palo destro di Falcone ed al 38’ l’ennesima volata di Theo Hernandez, che salta in tromba De Paoli sulla sinistra, premia l’inserimento dell’interessante belga Saelemaekers che arriva a rimorchio e spara altissimo da buona posizione.

Prima della fine del tempo si accende una mini rissa in una serata di grande fair play, con un battibecco tra Rebic e Ramirez, con il doriano che rimane steso a terra ed il rossonero che viene ammonito da Pasqua.

La ripresa si apre con Maroni e Leris sul terreno di gioco per Ramirez e l’inconsistente De Paoli mentre Pioli toglie il ficcante ma troppo nervoso Rebic per Leao e la Samp dopo sei minuti ha la grande occasione per il pari: Quagliarella  conquista la punizione dal limite che calcia di potenza, Gigio si oppone come può e ribatte , la sfera rimane ad un paio di metri dopo essersi impennata, per Colley sembra un gioco da ragazzi sospingerla di testa in rete ma il gambiano riesce nell’impresa di spedire incredibilmente alto. La legge del calcio è spietata, gol sbagliato e gol subito, nel giro di due minuti il Diavolo raddoppia: la torre di Ibra lasciato libero di colpire da Yoshida è un invito per Calhanoglu che impallina Falcone ma Pasqua annulla ravvisando una spinta del turco a Vieira, che in tempo reale ci è parso scivolare autonomamente. Richiamato da Massa al Var il fischietto di Tivoli va a rivedere e convalida giustamente il raddoppio del turco che cinque minuti dopo, al 13’, si invola centralmente in una metà campo doriana sguarnita e serve a sinistra Ibra che infila sul suo palo Falcone per la doppietta personale.

Che non sia serata lo si capisce al quarto d’ora, la spizzata di Yoshida premia Quagliarella ma la girata del capitano a botta sicura da cinque metri trova ancora l’opposizione vincente del gigantesco portiere milanista, Pioli fa rifiatare Calabria e Calhanoglu inserendo Castillejo e Bonaventura, nella Samp Bertolacci, Gabbiadini ed il giovane Askildsen rilevano Linetty, Quagliarella e Vieira  ed alla mezz’ora Manolo servito sulla corsa da Jankto fallisce una facile e scolastica battuta sottomisura che avrebbe potuto essere vincente. Passano due minuti e Bertolacci si procura un rigore assegnato ancora una volta con il ricorso al Var per un lieve tocco di Kjaer sulla caviglia dell’ex genoano, va alla battuta Maroni che non sarà certo ricordato dai tifosi doriani per prestazioni particolarmente scintillanti e conclude troppo centralmente per superare Donnarumma, che ribatte il suo quarto penalty in stagione, con Leris che spedisce abbondantemente sul fondo la ribattuta.

Si entra nella fase finale di una partita ormai finita da tempo ed assistiamo al lampo firmato Askildsen, con il giovane norvegese che prende palla sulla tre-quarti, avanza , alza la testa ed indirizza di giustezza all’incrocio da venticinque metri, rendendo vano il volo di Donnarumma: chapeau per questo diciannovenne sul quale ci sbilanciamo e di cui sentiremo parlare e che si candida per diventare un’importante plusvalenza futura. C’è ancora tempo per segnalare al secondo dei quattro minuti di recupero la rete di Leao che prende la mira e dal limite infila sul palo sinistro , confermando il periodo di grande spolvero della formazione meneghina, trascinata da un trentanovenne svedese che è sempre un piacere per chi ama il calcio vedere sgambettare e dispensare giocate di alta scuola, tanto più quando le partite sono giocate a ritmi non propriamente forsennati.

Pasqua fischia la fine, la Samp chiude la sua stagione tra le mura amiche orfane del calore e del colore della Sud prima della trasferta finale di sabato a Brescia: dopo la vittoria di Parma che ne ha certificato la salvezza anticipata, la squadra di Ranieri, battuta nel derby e poi da due corazzate quali Juventus e Milan , ha ormai staccato la spina e nella calda serata marassina si coccola questo giovane ragazzo scandinavo che potrebbe essere una delle colonne della Sampdoria prossima ventura, con la speranza di rivedere Ranieri alla guida della squadra all’inizio dell’imminente nuova stagione agonistica.

Marco Ferrera

SAMPDORIA-MILAN 1-4

Reti: p.t. 4’ Ibrahimovic s.t. 8’ Calhanoglu 13’ Ibrahimovic 42’ Askildsen 47’ Leao

SAMPDORIA (4-4-2): Falcone 6 – Bereszynski 5 Yoshida 5,5 Colley 4,5 Augello 6 – De Paoli 5 (1’ s.t. Leris 5,5) Linetty 5,5 (28’ s.t. Bertolacci 5,5) Vieira 6 (28’ s.t. Askildsen 7,5) Jankto 5,5 – Ramirez 6 (1’ s.t. Maroni 5) Quagliarella 5,5 (28’ s.t. Gabbiadini 5,5) All: Ranieri

MILAN (4-2-3-1): Donnarumma 7,5 – Calabria 5,5 (17’ s.t. Castillejo 6) Kjaer 5,5 Gabbia 6,5 Hernandez 6,5 – Bennacer 6,5 Kessie 6,5 (34’ s.t. Biglia n.c.) – Saelemaekers 6,5 Calhanoglu 7 (17’ s.t. Bonaventura 6) Rebic 6 (1’ s.t. Leao 6) – Ibrahimovic 8 (34’ s.t. Paqueta n.c.) All: Pioli

Arbitro: Pasqua di Tivoli 5

Note: serata calda, terreno di gioco in buone condizioni. Calci d’angolo 6-4 per il Milan. Ammoniti : Bereszynski (S) Rebic (M)

 

«La pagnotta ce la siamo super-guadagnata. Questa era la dodicesima partita giocata ogni tre giorni. Noi siamo arrivati lunedì mattina alle 4 da Torino, cosa si può chiedere di più a questi ragazzi? Hanno lottato con tutte le loro forze, certo che poi la qualità del Milan ha fatto la grande differenza che è giusto che ci sia tra noi e loro. Loro, però, venivano da 5 giorni di recupero. La mia priorità era proprio ricaricare le energie nervose, sotto l’aspetto fisico andavamo bene. Questi ragazzi sono stati dei professionisti esemplari, devo ringraziarli per tutto quello che mi hanno regalato. Anche perché quando sono arrivato qua non pensavo di potermi salvare con 4 giornate d’anticipo»

Così ha parlato, un po’ a sorpresa, Claudio Ranieri per giustificare la debacle dei suoi ragazzi, da cui ha sempre preteso impegno, contro il Milan. Probabilmente ha voluto sottolineare quanto il Diavolo si sia rivelato irresistibile. Ha colpito già al quarto minuto col tandem Rebic-Ibrahimovic, con lo svedese bravo a sfruttare un assist del croato. La Sampdoria dopo l’avvio difficilissimo ha provato a contrastarlo per tutto il primo tempo, ma nel secondo l’ondata rossonera si è rivelata inarrestabile, con Ibrahimovic che ha saputo duettare stavolta con Calhanoglu (un gol e un assist a testa nella ripresa, l’uno per l’altro). Askildesn e Lerao nel finale hanno ampliato lo spettacolo pirotecnico con due destri a giro.

Federico Burlando

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