Il Genoa tracolla a una curva dal traguardo salvezza

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Il Genoa ha trasformato il primo dei due match point salvezza in un biglietto d’andata per l’abisso. La speranza è che, scrutatone le profondità, trovi la forza prima di domenica di tornare a volare verso la salvezza.

I rossoblù nel primo tempo contro il Sassuolo sono apparsi amorfi e senza idee, col solo Pandev capace di creare dei pericoli, anche se ha finito per sciupare le occasioni migliori prima dell’intervallo. Al contrario gli emiliani da compatti e ordinati si son resi audaci e frizzanti dopo il gol di Traorè al 26’, arrivata al termine di una ricamata serie di cross, e hanno dato l’idea di poter dilagare nel primo tempo, al di là della splendida conclusione balistica di Berardi per il raddoppio.

L’entrata di Ankersen e, soprattutto, Criscito, nonostante fosse acciaccato, per Biraschi e Cassata, impalpabile come ala, hanno dato più consistenza alla squadra di Nicola, espulso alla mezz’ora della prima frazione per proteste. Il Genoa è riuscito così a fatica a risultare più insidioso, ma non è riuscito ad arrestare le scatenate fiammate neroverdi: al 66’ giochi chiusi col 3-0 di Caputo in contropiede, poi il tracollo totale, con Raspadori e di nuovo Caputo per la cinquina.

In contemporanea il Lecce, dopo aver faticato contro un’Udinese combattiva per 70 minuti difendendo il pareggio, negli ultimi 20 è riuscita a conquistare la vittoria che la porta a -1 dal Genoa.

Domenica 2 agosto si decideranno le sorti delle due squadre.

Davanti ai microfoni di Sky Nicola ha detto: «La partita l’avete vista tutti, parecchie cose non sono funzionate. Eppure abbiamo preparato questa gara, nel limite del possibile -e cioè tre giorni – al meglio. Resta intatta la nostra voglia di arrivare comunque alla salvezza, una salvezza che ci meritiamo per quello che abbiamo fatto in tutti questi mesi.  Questa sconfitta mi fa male, ma mi spiace soprattutto per la nostra gente che ci segue sempre. Adesso occorre accantonare subito questa battuta a vuoto e concentrarsi sull’ultima importante gara con il Verona»

Sull’espulsione: «Il signor Maresca ha sentito qualcosa, una frase che non gli è piaciuta che arrivava dalla nostra panchina. Ha fermato il gioco e ha chiesto chi era stato a pronunciare quella parola. La regola dice che se non esce il colpevole deve essere espulso l’allenatore…»

Federico Burlando

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