Vince chi ha più fame: Genoa meritatamente in festa dopo 4 anni

33
GENOA, ITALY - JULY 22: Lukas Lerager of Genoa (right) celebrates with his team-mates Lasse Schone and Davide Biraschi after scoring a goal during the Serie A match between UC Sampdoria and Genoa CFC at Stadio Luigi Ferraris on July 22, 2020 in Genoa, Italy. (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Improvvisamente il derby di Genova è tornato nel solco della tradizione. Per decenni vinceva regolarmente la squadra meno favorita, prima che i risultati ritrovassero una logica di valori. Stavolta si è imposto il Genoa, che alla vigilia era considerato una vittima sacrificale, e l’esito non fa una grinza, corrispondendo in pieno alla qualità delle prestazioni offerte in campo.

Certo, la Samp può lamentare la mancanza del suo pubblico, dopo aver dovuto affrontare la stracittadina di andata in uno stadio per due terzi pavesato di rossoblù, e di sicuro questa strana situazione ambientale ha fatto sì che risultasse decisivo un altro fattore: le motivazioni legate alla classifica.

I rossoblù erano consci che uina sconfitta sarebbe stata forse esiziale e che neppure il pareggio sarebbe stato un verdetto esaltante, ma se avessero interpretato anche questa sfida come le precedenti, sarebbero usciti con le ossa rotte. La metamorfosi del Grifo si è espressa in un gioco corto molto efficace, nella capacità di aiutarsi vicendevolmente, nello spirito di sacrificio manifestato da tutti i giocatori: anche da coloro che alla resa dei conti sono parsi meno redditizi.

Anche l’idea di togliere dal centro della difesa i giganti per meglio fronteggiare  gli avanti doriani, tutti brevilinei scattanti, è stata vincente. La Samp ha faticato a raccapezzarsi, inanellando parecchi errori di misura e in definitiva mostrando qualche confortante progresso solo nel finale, quando i cugini erano già passati in vantaggio e, con le esigue forze rimanenti, cercavano di proteggere il prezioso tesoro. Qualche pericolo è stato prodotto nei pressi di Perin, senza trovare il pertugio giusto per raddrizzare una sfida che i cugini avevano interpretato in maniera migliore, al fine meritando la posta intera.

D’altronde, la fresca salvezza virtuale non poteva che svuotare di stimoli un gruppo che aveva lavorato duramente per rimettersi in carreggiata e togliersi dalle sabbie mobili con un filotto di fantastici successi, interrotti solo dalla prevista sconfitta di Bergamo. Vero che il derby è sempre… il derby, ma era difficile ritrovare lo spirito ottimale e la rabbia necessaria per restituire ai rossoblù il maltolto di qualche anno fa, nell’anno più buio della storia recente blucerchiata.

La Samp ha giocato a strappi, senza fantasia, un po’ troppo compassata, fidandosi troppo sulla superiorità schiacciante nel gioco aereo. Con la palla a terra, se escludiamo gli ultimi minuti, è scaturito poco per impensierire un avversario ligio alle consegne e umilissimo.

Nelle file doriane non è bastata l’ennesima giocata vincente di Gabbiadini. Decisivi in negativo sono stati Colley, autore del nettissimo fallo da rigore su Pandev, Bereszinsky, colpevole di essersi fatto strappare da Jagiello il pallone costato il 2-1 e anche Audero che, graziato nel primo tempo da un offside millimetrico di Romero in occasione del raddoppio genoano, annullato dall’arbitro, non è parso perfetto neppure sulla sassata di Lerager, angolata sì ma sul palo più vicino, quello da coprire.

In casa Genoa ha fatto un’altra volta la differenza il sempiterno Pandev, ma anche Lerager e Jagiello, dopo mesi di naftalina, hanno trovato la forza per diventare protagonisti, sopperendo alla grande alle pesantissime assenze nel centrocampo genoano, davvero irriconoscibile rispetto alla sua versione titolare. Masiello, riportato al centro della difesa, ha brillato al pari di Romero, ma dl di là dei giudizi singoli è piaciuta la ritrovata compattezza di un collettivo che nelle ultime partite pareva essersi smarrito.

La Samp avrà tempo e modo di leccarsi le ferite superficiali del derby, e pazienza se resistere domenica alla Juventus tricolore sarà un’impresaccia. Anche per il Genoa, opposto ad un’Inter arrabbiata ma non particolarmente brillante, è attesa da un compito durissimo quasi proibitivo, ma con la consapevolezza che la permanennza in serie A passerà da altrestrade, quelle targate Sassuolo e Verona.

Pierluigi Gambino

Condividi
LiguriaSport.com
Dal 1998 il blog dedicato a tutti gli sport praticati in Liguria. E' l'unico vero punto di riferimento per chi vuole leggere di tutte le discipline e a tutti i livelli. Dalla competenza e passione dei nostri autori nasce ogni anno l'Annuario Ligure dello Sport e ogni giorno viene inviata la Newsletter dello Sport in Liguria.