Genoa-Sampdoria: i precedenti

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Sarà Guida di Torre Annunziata a fischiare alle 21.45 il via di questo anomalo 120° derby della Lanterna in cui i grandi assenti saranno i tifosi, mancheranno le coreografie che da sempre spingono allo stadio i tifosi in largo anticipo per assistere allo spettacolo unico delle gradinate e dell’intero stadio. Non per questo non conteranno i punti in palio, specialmente per il Genoa, ancora coinvolto nella lotta salvezza e cui la vittoria contro il Lecce permette di presentarsi alla stracittadina con quattro punti di vantaggio sui salentini ma saranno importanti anche per la Samp di Ranieri, salvatasi matematicamente proprio domenica dopo la vittoria genoana , reduce da cinque successi nelle ultime sei partite ed alla caccia addirittura del decimo posto.

I precedenti sono 119 , con 44 vittorie doriane, 29 rossoblù e 46 pareggi, nelle 101 partite ufficiali di cui 73 in serie A la Samp ha vinto 29 volte contro le 17 del Genoa e 27 sono stati i pareggi.

Il Genoa non vince una stracittadina dal 8/5/2016, c’era alla guida tecnica Gasperini e fu un rotondo 3-0 con doppietta di Suso e rete di Pavoletti, da allora si è giocato sette volte con cinque successi blucerchiati e due pareggi, l’ultimo del 25/11/2018 quando a Quagliarella rispose Piatek. Muriel, Ramirez, Quagliarella , Defrel per finire con la rasoiata nel finale di Gabbiadini nella stracittadina dello scorso 14 dicembre, spesso gli attaccanti sono stati protagonisti nei trionfi recenti blucerchiati.

Ma scorrendo nel passato i più anziani ricorderanno la rete con cui Sabbatella di fatto spinse il Grifone in serie B con la rete nel finale di un derby dell’aprile 1951, nel giorno dell’inaugurazione del “Ferraris” così come anche i tifosi di mezza età non potranno scordare la vendetta sportiva firmata Roberto Pruzzo, che nel marzo 1977 decise il confronto con un’incornata diventata un’icona nei ritrovi rossoblu, con Di Vincenzo e Zecchini impotenti a guardare il volo di “O’ rey di Crocefieschi. Tanti i flash che ci scorrono davanti, dalla bicicletta di Mario Maraschi, che pareggiò al novantesimo la rete di Derlin, nel giorno dell’esordio di Nicolini e dell’espulsione di Corradi ai dribbling di Oscar Damiani e poi lo “scavetto” di Antonio Genzano nel derby del marzo 1980, lo slalom di Mancini che s’invola verso la Nord ed infila il palo basso alla destra di Martina, la famosa cartolina di Branco, con la sassata sotto la traversa difesa da Pagliuca, la zuccata del genovese Lanna nel derby della “carta igienica”, il gol dell’ex doriano Carparelli che frenò la rincorsa della Samp ad una promozione poi fallita, la tripletta del “Principe” Milito, unico a segnare così tanto in un derby, il destro che seppe di liberazione dopo tanti tentativi infruttuosi di Christian Maggio nella partita in cui Cassano disegnò ed inventò calcio sul prato di Marassi, il sinistro tombale del carneade Boselli, che diede la spallata definitiva alla caduta dei blucerchiati in serie B…

Buon derby , purtroppo solo televisivo , nella speranza che il prossimo possa di nuovo essere giocato non solo sul campo ma soprattutto sugli spalti, dove i tifosi rossoblucerchiati regalano uno spettacolo da Champion, quello che le nostre squadre negli ultimi anni riescono solo raramente ad offrire…

Marco Ferrera

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